Michela Montevecchi: la bolognese neosenatrice grillina

Laureata in lingue, esperienze all'estero, insegnante e traduttrice. Neoeletta, sarà una delle senatrici del Movimento 5 Stelle

E' la nuova senatrice del Movimento 5 Stelle: Michela Montevecchi (guarda il VIDEO), bolognese doc. Conosciamola meglio: Laurea in Lingua e Letteratura Inglese Università di Bologna, Corso di specializzazione in lingua e cultura inglese alla Scottish University, specializzazione in lingua e cultura tedesca. Oggi insegnante e traduttrice.

Nel suo saggio “La spiritualità dell’arte” Wassily Kandinsky scrive: “Non sappiamo perché sentiamo il dovere di andare avanti col sudore della fronte, tra sofferenze, malvagità e crisi. Raggiunta una meta, eliminati molti sassi pericolosi dalla strada, una mano invisibile e crudele getta su questa strada nuovi blocchi, rendendola irriconoscibile. Allora però arriva un uomo, che ci assomiglia, ma ha in sé una misteriosa forza visionaria. Egli vede e fa vedere (…). Fra scherno e odio trascina in alto il pesante carro dell’umanità, che oppone resistenza e si blocca fra i sassi.” Anch’io, come voi, ad un certo punto della mia vita ho deciso di scendere da quel “carro” ed unirmi a voi e a Beppe Grillo nel duro compito di trascinarlo. Molte mete sono state raggiunte, e molte altre ci attendono, lungo il cammino per la realizzazione della visione a cui tutti tendiamo.

PRONTA A RACCOGLIERE LA SFIDA. "Io sono pronta a raccogliere questa nuova sfida mettendo a disposizione dei cittadini tutte le mie competenze, con serietà, onestà e determinazione e così posare solide fondamenta per chi, dopo di me, dovrà continuare il lavoro d’attuazione del nostro programma in Parlamento".

"Io sono pronta a fare comunità e a lavorare in sinergia con i miei compagni. E sono pronta a sostenerli nei momenti di crisi e a farmi sostenere quando lo sconforto coglierà anche me, com’è normale che sia quando ci s’impegna per ottenere grandi risultati. Tre sono gli ambiti in cui posso spendere le mie competenze: istruzione, università e cultura. La strada da percorrere è ancora lunga, ma noi siamo camminatori instancabili a alla fine, quando tutti saranno “scesi dal carro”, ci abbracceremo orgogliosi della nostra piccola grande rivoluzione".  

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