Il Movimento di Grillo è il secondo partito a Bologna. Giù la Lega

Il partito di Beppe Grillo è il secondo a Bologna con il 22,5%. Fuori Raisi, Libè e Cazzola, la Lega sotto le Due Torri "tracolla"

Il Movimento 5 Stelle è il secondo partito: si parla di valanga, di tsunami, di boom. Nella nostra provincia i risultati definitivi per la Camera di Deputati danno un 45,3 % PD (278,946 voti), 22,5% al M5S (138,343 voti) e il 17,9 al Pdl (110,609 voti). In coda, fra gli altri,  la coalizione di Mario Monti con il 9,3%, Ingroia con il 2,2 e Oscar Giannino con l'1,3%. La reazione del sindaco Virginio Merola: "No al governissimo, una destra impresentabile".

GRILLINI BOLOGNESI: IL PD FA PENA. "Non e' colpa nostra se il Pd fa pena. Chiedere a noi di non festeggiare e di non impazzire di gioia oggi e' come chiedere di non esultare a chi segna nella finale di Champions league". Lo scrive su Facebook il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Bologna, Massimo Bugani, che esulta sul web per il risultato elettorale. I 'grillini' infatti si attestano sotto le Due Torri quasi al 25%, piazzandosi come secondo partito della citta', dietro al Pd e davanti al Pdl. Nel frattempo, l'ex grillino Giovanni Favia lascia la poltrona in Regione.

Ed è arrivata anche la notizia di un post pubblicato da Luca Rizzo Nervo su Bersani: "Penso che Bersani abbia il diritto/dovere di provare a presentare al Parlamento un governo di minoranza a tempo su alcune proposte precise di riforma prima di tornare al voto. Altrettanto, per etica della responsabilità, credo dovrebbe presentare le sue dimissioni da segretario del Pd". A scriverlo su Facebook è un assessore della giunta di Bologna, Luca Rizzo Nervo, che alle ultime primarie si era schierato, come il suo sindaco Virginio Merola, con l'attuale leader del centrosinistra.

BONACCINI: "SCENARIO DELUDENTE, ORA LO SCENARIO PEGGIORE PER L'ITALIA. Il centrosinistra resiste in Emilia-Romagna all'avanzata di Beppe Grillo, ma, per ammissione del segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini, si tratta di "una magra consolazione". Lo scrutinio, spiega, vede Pd e Sel "come alle Regionali di tre anni, quando Grillo era al 6% e ora è al 23%". Il risultato è che escono "distrutti Idv e Fds" e "la destra è quasi dimezzata". Ma, sottolinea Bonaccini, "il problema è che il risultato nazionale è deludente ed ora si prefigura lo scenario peggiore per l'Italia". Ci sarebbe bisogno, spiega, "di una nuova legge elettorale, ma per farla serve un voto a maggioranza dei due rami del Parlamento. Ma quale Parlamento?". Inoltre Bonaccini ricorda che "soprattutto servirebbe rifinanziare subito la cassa integrazione, altrimenti qualche milione di famiglie si ritrova nella disperazione nel giro di poche settimane. Per rifinanziarla servirà però un provvedimento di un Governo. Ma quale? E siamo verso l'ingovernabilità". Ma su Twitter a tarda notte rilancia: "Gli aquiloni si alzano in volo quando il vento é contrario".

I "SILURATI" DI CENTRO E DI DESTRA.  Non passano Enzo Raisi, Giuliano Cazzola, Mauro Libè, ma anche l'assessore regionale vendoliano Massimo Mezzetti. Il Partito Democratico bolognese porta in senato Lo Giudice.

LEGA NORD "TRACOLLA" A BOLOGNA. Non sono servite uscite shock come la richiesta di una taglia sull'assassino del meccanico ucciso a Bologna pochi giorni fa in un tentativo di furto o le ronde antirom organizzate all'ospedale Maggiore. Quello della Lega Nord in città come in tutta l'Emilia-Romagna è stato un vero tracollo. Il 'Carroccio' è infatti passato dal 13,6% delle Regionali 2010 al 2,5% alla Camera e al 4,3% al Senato: numeri che lo riportano indietro di quasi un decennio. Un trend analogo a quello del capoluogo: nel 2011, complice la candidatura a sindaco del leader bolognese Manes Bernardini, la Lega al 10,7%. Ieri invece si è assestata al 2,1% al Senato e addirittura l'1,9% alla Camera. "Le idee e gli obiettivi vivono con la passione e il sudore, non di numeri percentuali", ha commentato Bernardini su Facebook, aggiungendo: "Anche se fossi il solo ad avere votato Lega continuerei a rompervi le balle con le mie battaglie! Un esempio? Rom... stiamo tornando... alla larga dal nostro ospedale!".

LE DIMISSIONI DI RAISI. Dopo la debacle elettorale, appena lo 0,46% racimolato in Emilia-Romagna, Enzo Raisi si dimette da coordinatore regionale di Fli. "Il risultato è stato pessimo e come tutti i capi mi ritengo responsabile. Il voto nella nostra regione non è in media con quello nazionale e per questo nel prossimo coordinamento regionale rassegnerò le mie dimissioni e lascerò ai membri la responsabilità di decidere che fare", ha annunciato il finiano, facendo intendere che abbandonerà ruoli di primo piano nella lotta politica: "Ho cominciato che avevo 14 anni, ho sacrificato lavoro, famiglia, il mio tempo libero e tante tante cose per la politica. Ho avuto tante gioie e soddisfazioni e se devo fare una somma penso che alla fine siamo pari: tanto ho dato e tanto ho ricevuto. Ora al primo punto della mia vita metterò il mio lavoro e soprattutto la mia famiglia, poi la politica. Queste sono state le mie ultime elezioni".

IL COMMENTO DI SERGIO LO GIUDICE. Sulla pagina Facebook del consigliere SEL: "Sono stato eletto nel Senato più complicato della storia della Repubblica. Un'altra sfida difficile, sicuramente non ci sarà da annoiarsi. Grazie a quelle tantissime persone che mi hanno votato alle primarie, sostenuto, dato fiducia e trasmesso passione e contenuti. Insieme faremo questo pezzo di strada per cercare di trovare una via d'uscita per questo paese che ha bisogno di risposte rapide. In Senato ci saranno tanti cittadini per bene eletti col M5S. Spero che, al di lá delle tante differenze, si possa provare a confrontarsi sui contenuti.

Ma cosa dice di noi la stampa all'estero? Ecco una carrellata di testate che parlano dei risultati in Italia.

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