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Elezioni regionali, polemica sulla data: il Pd ribatte a Borgonzoni

I dem irritati per il sospetto di ritardare la consultazione: 'Si rischia esercizio provvisorio e paralisi'

"Evidentemente Lucia Borgonzoni non conosce nemmeno le leggi approvate dal suo governo". Non tarda la replica Pd a Lucia Borgonzoni, che oggi ha invitato il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a sottoporsi prima possibile alla prova del voto in Emilia-Romagna. Ma Stefano Caliandro, capogruppo Pd in Regione, accusa la leghista di non conoscere le norme approvate dal Governo gialloverde.

"D'altra parte- scrive in una nota- è sottosegretaria ormai da un anno, ma non ci ha ancora dato piacere di beneficiare di alcun suo provvedimento". In materia di durata della legislatura regionale e di elezioni, ricorda Caliandro, la legge nazionale "è molto chiara e a quella dobbiamo attenderci. Se poi la sottosegretaria non la condivide più, non ha altro da fare che da cambiarla, posto che al governo c'è la Lega. Altro che sotterfugi e sciocchezze varie".

I dem vedono nell'affondo di Borgonzoni, più che possibile sfidante di Bonaccini, un anticipo di campagna elettorale. "Se il buon giorno si vede dal mattino, con attacchi personali e strafalcioni istituzionali, abbiamo già la cifra di come la Lega intenda avvicinarsi alle prossime regionali: zero contenuti e polemica sterile". La legge nazionale "offre uno spazio di voto tra fine 2019 e inizio 2020: si tratta dunque di scegliere la data delle elezioni valutando se mandare o meno la Regione in esercizio provvisorio, limitandone cioè la capacità di attività all'ordinaria amministrazione".

Questa scelta, peraltro, "sempre per legge, è rimessa all'intesa tra il presidente della Regione e quello della Corte d'appello di Bologna: spetterà  dunque a loro valutare e decidere in base alla normativa vigente, non alle speculazioni della sottosegretaria che non conosce la norma e che per di più appare smemorata, non ricordando che proprio il suo governo ha approvato la manovra di bilancio tra Natale e capodanno dello scorso anno, proprio per non mandare il paese in esercizio provvisorio".

Caliandro conclude: "Stiamo dunque parlando di niente (mese più o mese meno) e viene allora da chiedersi: cos'ha da temere Lucia Borgonzoni? E, sia detto senza offesa, aggiungiamo: possibile che una sottosegretaria al governo non abbia proprio niente di più utile di cui occuparsi? Poi certo, meglio spostare l'attenzione sulla legge di Bilancio della Regione Emilia-Romagna piuttosto che accendere i riflettori sulla prossima manovra finanziaria che per le incapacità di questo dannoso Governo si annuncia lacrime e sangue per i cittadini italiani, visti anche i preoccupati richiami odierni dell'Unione Europea e di tutti gli istituti internazionali". (Bil/ Dire)

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