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Sabato, 22 Giugno 2024
Elezioni Regionali Emilia-Romagna Via Aldo Moro

Regionali, vince l'astensionismo: la Calabria batte l'Emilia-Romagna, in città vota solo il 37.67%

In attesa di sapere chi sarà il nuovo presidente dell'Emilia Romagna, il dato certo è quello legato all'astensionismo: i voti sono praticamente dimezzati rispetto al 2010

I dati pervenuti via via nella giornata in cui l'Emilia-Romagna, come la Calabria (dove si arriva il 44.07%), è andata al voto per decidere il nuovo presidente della Regione hanno da subito dato ragione al timore astensionismo che si respirava fin dall'inizio della campagna elettorale. E i numeri definitivi sono arrivati poco prima della mezzanotte: in tutta la Regione ha votato il 37.67%, il dato di Bologna del 40.17% mentre alle regionali del 2010 la percentuale era del 69.40% (QUI TUTTI I DATI SULL'AFFLUENZA CON DATI SU COMUNI E PROVINCE). La Calabria insomma batte l'Emilia Romagna, da sempre in cima alla lista per affluenza e interesse alla politica.

ROBERTO BALZANI: "UN MESSAGGIO FORTISSIMO". "Leggendo i dati sull'affluenza alle urne - ha scritto Balzani - pare evidente una cosa: gli emiliano-romagnoli, di questa classe politica - quella passata e quella presente, quella dei condannati/indagati e quella dei giovani leoni "ripuliti" o delle improbabili comparse - non vogliono saperne. E lo dicono con chiarezza. Al punto da disertare il voto in una percentuale enorme, superiore a quella della Calabria. Vedremo che cosa riservera' ancora lo scrutinio. Ma il messaggio e' fortissimo: "dateci discontinuità vera".

PER MATTEO RENZI E' UN 2-0. "Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto". Questo il commento del premier Matteo Renzi sulle regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Il premier, in un tweet, ricorda le "4 regioni su 4 strappate alla destra in 9 mesi". La Lega "asfalta forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%".

GIULIA GIBERTONI: ASTENSIONISMO CI DANNEGGIA TUTTI. Per la candidata alla presidenza del Movimento 5 Stelle Giulia Gibertoni il crollo dell'affluenza è il frutto "non della disaffezione dei cittadini dalla politica, ma della disaffezione della politica dei cittadini. Il Governo li schiva, evita il confronto e questo e' il risultato". A dirlo è Giulia Gibertoni, candidata dell'M5s alla presidenza della Regione, arrivata in viale Aldo Moro per assistere allo spoglio dei voti. Secondo Gibertoni "c'e' un'astensione inconsapevole, cioe' di cittadini che non sapevano di dover andare a votare. E non e' meno grave, perche' non sono state fatte campagne informative adeguate". Il crollo dell'affluenza puo' danneggiare l'M5S? "Ci danneggia in generale, come cittadini- risponde Gibertoni- come M5s, aspettiamo i primi risultati prima di commentare".

DE MARIA: "PAGATO IL PREZZO DI UN VOTO A SINISTRA". La batosta sull'affluenza, che dovrebbe assestarsi nei pressi del 40%, "non mette in discussione il governo di Stefano Bonaccini, che sara' un bravissimo presidente dell'Emilia-Romagna. Ne aumenta le responsabilita". Lo sottolinea il parlamentare Pd Andrea De Maria, cuperliano e componente della segreteria nazionale dem di Matteo Renzi. Per quanto riguarda il Pd "c'e' stata sofferenza a sinistra, e' un tema che tutto il Pd deve porre". Alle urne delle regionali, è certo De Maria, "abbiamo pagato un prezzo sul voto di sinistra. Vedremo i voti ma certamente ne dovremo tenere conto anche nel lavoro in Regione".

CARELLA: "LA DESTRA DELL'E-R DOVREBBE CHIEDERSI IL PERCHE'.  "Il risultato elettorale conferma - commenta Daniele Carella - tra coloro che sono andati a votare, gli equilibri politici conosciuti da sempre, non nel Centro Destra che registra una clamorosa bocciatura di Forza Italia e quindi della sua classe dirigente e a suo scapito premia l'attivismo della Lega su temi forti. Piuttosto, al di la degli equilibri interni, l'intera classe dirigente delle formazioni politiche del Centro Destra Emiliano-Romagnolo, dovrebbe interrogarsi sul perché, non è riuscita e non riesce ad essere Credibile e Autorevole quale alternativa al Centro Sinistra alla Guida ergo al Governo della Regione. Il 60% di non votanti rappresentavano una formidabile ed enorme comunità umana a cui rivolgersi. Non andando a votare gli elettori hanno, come era logica, riconsegnato la Regione al Governo della Sinistra, ma se non ci sono andati, per quanto mi riguarda, la responsabilità è primariamente di chi non ha avuto la capacità di occupare un territorio elettorale in libera uscita, con la propria insipiente indeterminatezza. Non si dica più che questa Regione vota a Sinistra, questa è divenuta una Regione che non vota, perché nessuno, a partire dal Centro Destra, mostra di meritare il voto" .
Daniele Carella

(Fonte Dire)

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