Elezioni Regionali Emilia-Romagna

Regionali, Giulia Gibertoni - 5 Stelle: 'Fondi per un reddito di cittadinanza regionale'

Il 23 novembre 2014 al voto per il dopo-Errani. La candidata per il Movimento 5 Stelle: "Il monopolio politico che va avanti da decenni senza ricambio ha portato alla situazione attuale"

Il 23 novembre 2014 l'Emilia Romagna va al voto per decidere chi sarà il nuovo presidente della Regione dopo l'era di Vasco Errani. In lizza anche Giulia Gibertoni, candidata per il Movimento 5 Stelle.

La prima questione/priorità alla quale si dedicherà se diventerà presidente della Regione.

Prima di tutto al lavoro, con un aiuto reale alle piccole e medie imprese tramite la riduzione dell'IRAP per chi assume, per l'imprenditoria giovanile per le zone terremotate e quelle montane. Stanzieremo inoltre fondi per un reddito di cittadinanza regionale. Nessuno deve rimanere indietro. I fondi ci sono, occorre tagliare opere inutili e sprechi. Finanzieremo anche il fondo di garanzia per le piccole imprese tramite il taglio netto dei nostri stipendi, che saranno di circa 2.500 euro netti.

Secondo lei cosa non va in Emilia Romagna oggi? Cosa ci lascia la gestione Errani? E cosa della gestione Errani  lascerebbe invariato o porterebbe avanti?

Il monopolio politico che va avanti da decenni senza ricambio ha portato alla situazione attuale. La gestione Errani ci lascia enormi buchi: norme che non fermano la cementificazione, troppo deboli sulle infiltrazioni mafiose, una gestione rifiuti fatta su misura per Hera ed Iren e non per i cittadini e per l'ambiente.

Non potrà non occuparsi di lavoro e crisi delle imprese. Idee per far ripartire la regione?

Come detto taglio Irap, reddito di cittadinanza regionale, migliore gestione dei finanziamenti europei, trasparenza nella gestione, aiuto concreto al piccolo commercio e l'agricoltura km zero. Poi aiuto a politiche virtuose di raccolta differenziata porta a porta - l'industria del riciclo crea posti di lavoro - così come incentivazione alle rinnovabili non invasive, all'efficientamento energetico degli edifici per rilanciare in maniera qualitativa e non espansivo il settore edilizio. Poi turismo e cultura, che sono e devono essere il volano dell'Emilia Romagna.

Territorio e grandi opere: quali opere/infrastrutture ritiene necessarie?

Ritengo necessario fermare le grandi opere, che sono uno spreco di denaro pubblico e territorio.Puntaremo su interventi per prevenire il dissesto idrogeologico, le tante piccole opere di manutenzione delle strade esistenti e sul rilancio della nostra rete ferroviaria locale.

Dissesto idrogeologico: come intervenire per prevenire quello che è accaduto a Parma?

Da anni il M5S denuncia questo tema e avanza proposte. Inascoltato.Cosa ha fatto il Pd al governo? Cosa hanno fatto Forza Italia e Lega quando governavano a Roma? Nulla. Solo qualche giorno fa hanno bocciato un emendamento a 5 Stelle al Senato che avrebbe stanziato 110 milioni di euro per opere post alluvione su Parma e Genova. E anche il Pd lo ha respinto.

Post terremoto? A che punto siamo? Cosa va ancora fatto e subito?

Chi frequenta la Bassa modenese conosce molto bene la sensazione di timore e di abbandono che ancora oggi purtroppo si vive e si sente forte nelle zone del sisma. Un abbandono senza ragione, di cui residenti, artigiani, commercianti e imprenditori non capiscono il senso e si chiedono cosa dovranno ancora vedere in termini di negligenza della politica e assenza di aiuti, prima di chiudere definitivamente oppure di andarsene altrove.
Per quanto sia stata enfatizzata la forza d'animo degli emiliani, per quanto si citino aquiloni che si alzano in volo o "maniche rimboccate" per far dimenticare la sparizione dei diritti sociali e le gabbie corporative in cui abbiamo permesso che ci chiudessero, be' è ovvio che la retorica da canzonetta non può in alcun modo avallare l'irresponsabilità politica di amministratori che se ne sono infischiati di un territorio che sta andando in rovina.
Gli ostacoli burocratici che addirittura scoraggiano chi ha diritto a chiedere aiuti economici sono un affronto, ma non sono l'unico problema. Le promesse non mantenute ai commercianti di quei centri storici vanno tramutate in strategie di lungo periodo per far rinascere le piazze e le vie centrali, luoghi di incontro e anima di una città. Dare seguito al proprio mandato significa battersi in tutte le sedi, comunale, regionale, nazionale per tutelare il proprio territorio, per la fiscalità agevolata, per far ripartire le imprese e i commerci, anche quelli dei non tesserati PD, significa evitare di approvare nei PSC nuovi comparti di palazzine senza prima aver risolto e ristrutturato quello che ora è in abbandono. Non si lascia andare una comunità con la scusa che la gente qui è tenace. E per giunta stiamo parlando di tre livelli in cui governa sempre il PD: sia nei comuni che in Regione, dove Errani era incaricato della ricostruzione, e anche a Roma.
Pd dappertutto, eppure zero soluzioni.
Tre livelli che hanno sprecato tempo prezioso a scaricare la responsabilità altrove. E il risultato è quello che vediamo oggi, a due anni e mezzo dal sisma.

Cosa la differenzia dai suoi competitor?

La coerenza e la credibilità che loro non hanno. Bonaccini promette cose che non ha fatto o ha bocciato in questi anni. Dice "tagliamo le partecipate" ed ha votato "no" alle proposte M5S in tal senso. Dice tagliamo tasse a piccola imprese e vota contro le nostre proposte. Fabbri poi dovrebbe fare il sindaco, non mirare ad un doppio incarico. Inoltre la Lega non è coerente. Non ha risolto nessun problema in 10 anni di governo a Roma: in primis l'immigrazione clandestina. Aveva il Ministero dell'Interno, ma il fenomeno non è mai stato fermato da loro...sembra che ci speculino solo: per la Lega più clandestini uguale più proteste e voti in arrivo...non vogliono risolvere il problema, perchè lo cavalcano elettoralmente.
 
Renzi chiede alle Regione di ridurre gli sprechi...come lei intende (e se è possibile) farlo?

D'accordo ridurre gli sprechi ma lo stesso Pd di Renzi e Bonaccini ha sempre votato "no" alle nostre proposte: dalle partecipate al taglio di opere inutili.  Da anni il M5S lo dice e lo mette in pratica, non prendendo i rimborsi elettorali 2 in Regione 42 a livello nazionale, tagliandosi gli stipendi. Il Pd invece cosa fa? Non tagliano nullla che riguardi loro. Fa finta di diminuire le tasse nazionali e regala 80 euro "una tantum" facendo pagare il tutto in più tasse comunali e regionali ai cittadini: come un gioco delle tre carte in cui Renzi è abile. Un trucco. Renzi e la regione a guida Pd sono due facce della stessa medaglia. Lo sapete che il governo a guida Pd ha pure messo 1,2 miliardi di euro per la società del Ponte sullo Stretto di Messina? Poi chiedono di tagliare agli enti locali. Se i sindaci Pd avessero una dignità dovrebbero sfiduciare Renzi e Delrio.Ma non lo fanno, fanno tutti parte dello stesso gioco.

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