Domenica, 26 Settembre 2021
Elezioni Regionali Emilia-Romagna Via Aldo Moro

Post-elezioni, Mazzanti: "Adesso Bonaccini mantenga la promessa di discontinuità con Errani"

Maurizio Mazzanti, candidato Liberi Cittadini dell'Emilia-Romagna: "Non ho raggiunto il quorum, ma come lista il risultato è comunque buono, ci da lo stimolo per continuare a far crescere questo nuovo soggetto politico"

Maurizio Mazzanti si è candidato alla presidenza dell'Emilia Romagna con la lista civica Liberi Cittadini dell'Emilia Romagna (qui l'intervista nella quale racconta programma e lista) ottenendo un 1.61% a Bologna. Fuori dalla lista degli eletti che hanno avuto il quorum, Mazzanti ha raccontato la sua campagne elettorale ad urne ancora 'calde': "Per noi è già un successo aver presentato la lista nata da pochi mesi e riuscire a fare una campagna elettorale con pochi mezzi e con la voglia di fare di tanti attivisti. In questa tornata elettorale si è pagata la lotta interna del Partito Democratico e l'astensionismo ne è stata la prova"

Un commento a caldo sul voto, sul dato di astensionismo e sul balzo della Lega Nord?

Come abbiamo ripetuto nel corso della campagna elettorale il sistema dei partiti della regione Emilia-Romagna ha fallito e i cittadini lo hanno punito non andando a votare. Un milione di votanti in meno rispetto alle regionali 2010, con il PD che ha preso 300 mila voti in meno e la Lega 50 mila voti in meno. Solo il M5S è cresciuto di oltre 30 mila voti. Si è pagata una lotta interna al PD che ha tenuto un livello molto basso tutta la campagna elettorale.
 

Quali erano le sue previsioni sui risultati de Liberi Cittadini dell'Emilia Romagna? Si avvicinavano ai dati reali?

Per noi era già un successo avere presentato la lista, nata da pochi mesi e che è riuscita a fare una campagna elettorale con pochi mezzi e solo con la voglia di fare di tanti attivisti. Bisogna tenere conto che la presenza delle liste civiche che compongono la lista è a macchia di leopardo sul territorio regionale e che non siamo riusciti a presentarci in tre province. Per cui il risultato è comunque buono e ci da lo stimolo per continuare a far crescere questo nuovo soggetto politico.

Quanto contano in questo momento storico le liste civiche? Quali le virtù rispetto ai partiti politici?

Oggi le liste civiche rappresentano una risposta alla mancanza di credibilità del sistema di partiti che ci governa. Sui territori ci sono ancora molti cittadini che interpretano la politica come buona amministrazione e per essere svincolati dai partiti si aggregano in liste civiche, che quasi ovunque raccolgono consensi e voti, al punto da governare diversi paesi della nostra regione. I punti programmatici delle liste civiche sono quelli legati alla difesa dei beni comuni, dalla sanità alla gestione dei rifiuti, dal trasporto pubblico locale alla difesa del territorio.

Perchè secondo lei queste elezioni sono state così poco sentite dai cittadini?

I motivi sono diversi e si sono sovrapposti. Sono state elezioni senza traino di altri appuntamenti elettorali nazionali o locali; l’Ente Regione viene sentito distante dai cittadini e non sempre si coglie l’importanza che invece ha sulla vita di tutti i giorni; in generale scarsa comunicazione rispetto all’appuntamento elettorale da parte del sistema dei media. E infine la grande disillusione dei cittadini per la politica, che ha portato molti a disertare per protesta le urne.

Cosa si aspetta ora da Bonaccini?

Mi aspetto una coerenza rispetto alle promessa fatta di una forte discontinuità con la gestione Errani. Sarebbe già un primo passo in avanti. Staremo a vedere.

Una raccomandazione e un in bocca al lupo al nuovo presidente?

Di darsi delle risposte concrete rispetto a ciò che gli elettori di questa regione, in gran parte di centro-sinistra, hanno chiesto al nuovo presidente. Sicuramente gli faccio un in bocca al lupo perché lo conosco come persona seria e ha sulle spalle la grande responsabilità di governare una regione importante come l’Emilia-Romagna.
 
Come ha vissuto e cosa le ha lasciato questa campagna elettorale?

E’ stata una grande esperienza personale, che mi ha fatto conoscere persone che si impegnano con dedizione e competenza in liste civiche. Frequentare e confrontarmi con gli altri candidati mi ha fatto riflettere sull’importanza dello scambio di idee e punti di vista, anche quando sono distanti dal mio ma sempre nella logica del rispetto e della democrazia. Ho poi meglio conosciuto una regione stupenda che ha un potenziale incredibile e che chi la amministra deve saper liberare. Un unico cruccio: essere stato escluso dalla diretta Sky, non per vanità di apparire in tv ma per il senso di ingiustizia che io e un’altra candidata abbiamo dovuto provare.

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