Elezioni Regionali Emilia-Romagna

Elezioni Regionali Emilia Romagna, toto-Giunta: Bonaccini diviso tra rinnovamento e continuità

Il neo presidente può dare un segnale forte all'elettorato mettendo in campo una giunta completamente nuova, tagliando i ponti nel bene e nel male con l'era Errani, oppure puo' tentare un più cauto "mix". Ecco i primi nomi che si defilano all'orizzonte

Stefano Bonaccin, neo presidente dell'Emilia Romagna è già di fronte ad un bivio: può dare un segnale forte all'elettorato mettendo in campo una giunta completamente nuova, tagliando i ponti nel bene e nel male con l'era Errani, oppure puo' tentare un più cauto "mix" tra continuità e rinnovamento. Che però, alla luce dello "schiaffo" ricevuto dagli elettori rimasti a casa invece di andare alle urne, potrebbe costargli qualche critica. Col 37% di affluenza, insomma, Bonaccini potrebbe anche decidere di operare quel taglio drastico col passato e le sue incrostazioni che gli chiede ad esempio il rivale delle primarie Roberto Balzani.

TOTO GIUNTA. Ieri in conferenza stampa l'interessato nella sostanza ha preso tempo sul nodo centrale: confermare o meno uno o più assessori uscenti. Ha parlato della sua intenzione di mettere in campo una "buona dose di rinnovamento", ma non ha affatto escluso qualche bis. "Non escludo nulla, neanche qualche riconferma", ha detto il neo-presidente. Quella più probabile è forse quella di Massimo Mezzetti alla Cultura. Oltre ad essere da sempre vicino a Bonaccini, il vendoliano di Modena si è tenuto fuori dalle liste, ha lavorato per l'accordo col Pd e oggi può incassare la discreta prestazione di Sel, che è entrata in Consiglio con due suoi esponenti (da escludere invece, incarichi in esecutivo per le liste escluse dall'assemblea).
Un'altra conferma potrebbe essere Patrizio Bianchi, responsabile del programma di Bonaccini e assai presente in questi giorni attorno al neo-presidente. Carta gradita ai prodiani, Bianchi potrebbe mantenere la sua delega a Lavoro ed istruzione.

Non dovrebbe invece essere confermato Carlo Lusenti, nonostante l'appoggio dello stesso Vasco Errani. Bonaccini sulla casella più importante preferirebbe cambiare e starebbe cercando una figura tecnica nel mondo dell'Università. Tra i ''tecnici'' si fa sempre il nome della politologa e presidente dell'istituto Cattaneo, Elisabetta Gualmini, che dovrebbe ''convivere'' in squadra con un altro bolognese, Raffaele Donini, che non avrà la sanità ma dovrebbe ricevere un'altra offerta. ''Papabile'' invece come presidente dell'Assemblea (o capogruppo Pd) Simonetta Saliera, prima nelle preferenze nella metropoli regionale. Nelle scelte di Bonaccini per quanto riguarda i consiglieri uscenti non potrà che pesare l'inchiesta della Procura di Bologna. Accreditata per un posto in giunta è soprattutto la reggiana Roberta Mori, che non ha ricevuto alcun avviso di fine indagine, ma anche Palma Costi (non indagata) potrebbe entrare in squadra. In bilico invece per la ragione opposta (è tra i 41 indagati) Giuseppe Pagani, ''pedina'' dell'area Richetti: l'alternativa potrebbe essere la ravennate Manuela Rontini. Un altro nome nuovo per viale Aldo Moro potrebbe essere Andrea Rossi, coordinatore della campagna elettorale di Bonaccini.

Tempo ce ne sarà, anche se Bonaccini ha detto di voler mettere "in fretta" la sua squadra sui binari. Il timing istituzionale prevede che la prima seduta della nuova assemblea venga convocata dalla presidente uscente Palma Costi non prima di 15 e non oltre 30 giorni dalla proclamazione dei neo-eletti (Bonaccini compreso) da parte della Corte d'Appello, al termine delle verifiche di rito. Si andra'' quindi, verosimilmente, a giorni non lontani dalla pausa di Natale. Con l''insediamento dell''assemblea, il presidente della Regione assume in pieno le proprie funzioni ed entro sette giorni da questa data nomina vicepresidente e assessori, come ricorda una nota della Regione. Oltre al presidente, i componenti dell''esecutivo potranno essere da otto a dieci, più un sottosegretario.

(agenzia Dire)

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