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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Emergenza casa, Bernardini: 'La ricetta del Comune giustifica le occupazioni abusive'

Dopo le dichiarazioni e i programmi illustrati ieri dal sindaco, critiche Lega e Insieme Bologna. Per Social Log è "positivo che sia ormai sancito pubblicamente l’indivisibilità di un nucleo famigliare"

"L'ennesima riprova del poco rispetto che questa Giunta ha per i suoi cittadini", lo scrive in una nota Lucia Borgonzoni, capogruppo della Lega nord e candidata sindaco di Bologna a seguito dell'incontro sull'emergenza abitativa convocato ieri dal Sindaco. Per la leghista pochi giorni fa l'amministrazione aveva pubblicamente promesso che avrebbe avviato un percorso di "condivisione-informazione" delle scelte riguardanti la struttura Galaxy (il residence di proprietà dell'INAIL che ospiterà le famiglie disagiate - ndr) con i residenti che invece non sarebbero stati coinvolti nella conferenza di ieri. 

Borgonzoni insiste sul tema della sicurezza, i residenti della zona chiedono più telecamere, una guardiania dello stabile, inoltre più illuminazione: "Ancora ad oggi, i degni di dignità per questa amministrazione non si comprende bene chi siano, visto le decine di chiamate che ogni giorno anche noi come Lega Nord riceviamo da gente (anche con minori a carico) abbandonata dagli assistenti sociali". Ieri Merola ha anche parlato di Fondo sociale europeo e di 70 percorsi di reinserimento lavorativo per chi vive in situazioni di fragilità sociale "ma l'amministrazione si è scordata di sottolineare che quasi 1/3 di questi "percorsi" il Comune di Bologna li ha richiesti per dei Richiedenti Asilo, persone già ottimamente mantenute dal servizio sociale nazionale. Stasera comunque saremo presenti alla riunione dei residenti del super condominio e accanto a loro per qualunque iniziativa vogliano mettere in campo per tutelare i loro sacrosanti diritti". 

“La ricetta dell'emergenza abitativa in città non può passare dalla giustificazione delle occupazioni abusive. Il paradosso del welfare in salsa bolognese condanna le persone oneste”. Così Manes Bernardini, ex leghista, ora 'Insieme Bologna'. “Continuano a giocare sull'ambiguità, giustificando le occupazioni abusive in città con una emergenza abitativa che esiste, ma che non può trovare alcuna giustificazione in simili condotte e soluzioni che hanno come premessa l'assecondare l'illegalità legata, appunto, alle occupazioni abusive”.
Per Bernardini va aiutato chi perde la casa e "lo fa nel rispetto delle regole sociali e di diritto. Altrimenti saremmo i soliti buonisti che si guardano allo specchio lodandosi, mentre con i piedi si calpesta la dignità di tante persone che soffrono in silenzio, dimenticati da un sistema di welfare che li ha abbandonati a un destino fatto di solitudine e sofferenza”. Il consigliere lancia anche una sfida all'assessore al welfare Frascaroli: "Alla presenza della stampa, porto i casi di persone che vivono dimenticate dai servizi sociali, anziani che non hanno aiuti, che vivono di stenti e senza la possibilità di acquistare neanche i farmaci che servono loro per curarsi. Persone con disabilità che, non avendo la forza e la volontà di andare ad occupare immobili, non trovano neanche udienza da parte degli assistenti sociali, i quali o non rispondono al telefono o si negano”. Per Bernardini è questa "la città nascosta, senza volto e sconosciuta all'opinione pubblica, che vive nella massima riservatezza e in solitudine il proprio disagio sociale e a cui questa giunta non sta dando risposte, come alle oltre 6000 persone da anni in lista d'attesa per un alloggio Acer. Oggi, invece, chi con la forza e l'arroganza occupa immobili, sotto l'egidia di regie politiche occulte e colluse con pezzi della maggioranza, viene premiato con percorsi preferenziali e la creazione di 'liste di emergenza abitativa' di cui non si conoscono le modalità e i criteri oggettivi di formazione delle stesse graduatorie. Il paradosso del welfare in salsa bolognese” conclude Bernardini.

Social Log giudica "positivo che sia ormai sancito pubblicamente l’indivisibilità di un nucleo famigliare che, in assenza di soluzioni dignitose, fino a poco tempo fa veniva smembrato tra hotel per madre e figli e sottopassaggio della stazione per il padre". Lo sportello sociale si attribuisce in parte la presa di posizione dell'amminsitrazione comunale e del Tribunale dei Minori: "Il prodotto degli ultimi mesi di lotta per il diritto all’abitare a cui però va aggiunto molto altro visto che ogni giorno tre famiglie vengono sfrattate nella nostra città, e che se funzionerà davvero il Galaxy si riempirà in meno di un mese. E poi? C’è la necessità di un nuovo “piano casa” per la città di Bologna che veda immediatamente il dirottamento di risorse verso l’edilizia residenziale pubblica e l’apertura a progetti di autorecupero di immobili sfitti e in disuso e di autorigenerazione urbana che ponga al centro i bisogni sociali collettivi espressi dalla popolazione attaccata dalle politiche di austerità da quasi un decennio. A ciò va accompagnata una moratoria degli sfratti e il blocco degli sgomberi per fare in modo che davvero nessuno resti senza un tetto!"

Nella conferenza di ieri si è più volte parlato di occupazione: "Una soluzione viva al problema abitativo a Bologna - scrive Social Log nella nota - all’ex-Telecom, in via Mario de Maria, e in Mura di Porta Galliera oltre alla soddisfazione del bisogno della casa per numerose famiglie sfrattate due anni fa, si sta sperimentando un percorso di autoproduzione di reddito e welfare, dove il mutualismo e la solidarietà reciproca hanno permesso a tutti e tutte gli abitanti di tornare a spiccare il volo dopo essere stati umiliati e calpestati da austerità, disoccupazione ed emarginazione sociale. A costo zero per la comunità, e sottraendo al degrado immobili lasciati marcire per fare speculazione (come nel caso dell’ex-Telecom di proprietà di una fondazione di banche tedesche e abbandonato per più di 12 anni) abbiamo costruito legami forti e importanti che hanno dato la possibilità agli occupanti di tornare a vivere dignitosamente. Ma non soddisfatti abbiamo aperto le occupazioni abitative al tessuto sociale della città e dei quartieri facendoli diventare un punto di riferimento e di sostegno concreto per pensionati, migranti, disoccupati ed esclusi del territorio. In mesi di occupazione intorno a noi si è rotta la solitudine e si è aperta una bella possibilità in più per tornare a sorridere e a vivere dignitosamente".

Riconsocimento delle occupazioni abitative è quello che chiedono per "il loro straordinario mondo di reddito e dignità come la soluzione al problema, e non come un problema di ordine pubblico! Per questo rilanciamo con forza la necessità di bloccare gli sgomberi ed avviare un percorso che garantisca a queste esperienze di continuare a sviluppare le proprie buone pratiche e istanze sociali". 

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