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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Politica

Emilia-Romagna, suicidio assistito entro 42 giorni dalla domanda: l'opposizione al Tar

Un comitato etico con medici e giuristi e si linee guida alle aziende sanitarie, ma il centro destra non ci sta: "E' colpo di mano"

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Fa discutere, e non poco, il percorso dell'Emilia-Romagna per l’applicazione della sentenza numero 242 del 2019 della Corte Costituzionale sul fine vita e il Suicidi Medicalmente Assistito (SMA). 

Mentre le opposizioni annunciano il ricorso l Tar, da viale Aldo Moro escono due atti: uno della Giunta regionale, che ha istituito il Comitato regionale per l’etica nella clinica (COREC), fra i cui compiti ci sono la consulenza etica su singoli casi, l’espressione di pareri non vincolanti relativi a richieste di suicidio medicalmente assistito e agli aspetti bioetici connessi alle attività sanitaria e socio-sanitaria; e le Istruzioni tecnico-operative inviate oggi dall’Assessorato alle Politiche per la salute alle Aziende sanitarie, linee guida con le indicazioni operative per la gestione delle richieste di suicidio medicalmente assistito (SMA), dal ricevimento della richiesta del paziente e per tutto il percorso (vedi scheda in allegato), attraverso l’istituzione di apposite Commissioni di valutazione di Area Vasta. Del progetto di legge d'iniziativa popolare "Procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte Costituzionale" se ne parlerà il 13 febbraio in Regione. 

“Abbiamo voluto mettere a frutto l’eccellente esperienza del Comitato per l’etica nella clinica dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia (CEC), trasformandolo in un Comitato dalla valenza regionale e di riferimento per le Aziende del nostro servizio sanitario -sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. L’istituzione del Comitato regionale per l’etica nella clinica, insieme alle Linee di indirizzo di cui, è bene ricordarlo, ogni Regione è chiamata a dotarsi, sono due strumenti importanti per tracciare percorsi e tempistiche precisi su argomenti di grande rilevanza etica, che giustamente chiamano in causa sensibilità e opinioni diverse, e su cui la Corte Costituzionale si è già espressa chiaramente”.

Associazione Coscioni: "Delibera tenda all'approvazione della legge"

“Ribadiamo quanto avevamo scritto alla Giunta della Regione Emilia-Romagna: solo una legge ha la forza vincolante necessaria affinché i cittadini siano pienamente tutelati. Se la delibera è preparatoria all’approvazione della nostra legge ‘Liberi subito’, allora è un passo nella giusta direzione - commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.-  Se invece la delibera sarà usata per fermare la nostra legge e affossarla in Commissione, rinviandola a dopo le elezioni, allora ci mobiliteremo per impedirlo. Chiediamo al Consiglio regionale di assumersi le proprie responsabilità e di votare. Martedì 13 febbraio è già la prima ottima occasione per dimostrare il coraggio di una scelta”.

Cosa ha stabilito la Corte Costituzionale

Il paziente deve essere affetto da una patologia irreversibile, da cui derivino sofferenze fisiche o psicologiche che il paziente ritiene intollerabili, che sia tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. La Consulta ha stabilito inoltre che, in attesa dell’intervento legislativo nazionale, la valutazione della sussistenza di tali criteri e le modalità di applicazione della sentenza debbano essere affidate a strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale, sentito il parere del Comitato etico territorialmente competente.

Cosa fa il COREC

La Regione spiega che il Comitato formula pareri in relazione a quesiti e scelte di natura etica riconducibili sia alle attività assistenziali che a quelle organizzative; fornisce pareri su casi eticamente complessi, caratterizzati talvolta dalla presenza di un conflitto di valori, promuove iniziative di formazione per il personale sanitario e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini sui temi della bioetica.

Alla presidenza del COREC c'è Ludovica De Panfilis, bioeticista dell’AUSL-IRCCS Reggio Emilia, per l’esperienza maturata in qualità di presidente del CEC. Del Comitato regionale per l’etica nella clinica, che ha sede presso l’AUSL-IRCCS Reggio Emilia, fanno parte 22 tra medici, personale sanitario e no, tra cui giuristi e bioeticisti che rimarranno in carica per tre anni. La composizione del comitato ha tenuto conto delle indicazioni del Comitato Nazionale di Biotica.

Cosa fanno le Commissioni di valutazione di Area Vasta

I componenti vengono nominati con delibera della Giunta Regionale, su proposta del Coordinamento dei Direttori sanitari di Area Vasta. Tali Commissioni, strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale, avranno il compito di verificare la sussistenza dei requisiti e le modalità di applicazione della sentenza della Corte costituzionale nei casi di richiesta di SMA.

La Commissione verifica le condizioni (presupposti clinici e personali), accertare l’avvenuta offerta delle possibili alternative disponibili (ad es. percorso di cure palliative, sedazione palliativa profonda continua, attuazione di un’appropriata terapia del dolore, ecc.) e valutare se possano esservi motivi di ripensamento da parte del paziente, anche attraverso uno specifico supporto psicologico.

La Commissione incontra, di norma, oltre che il paziente, anche i familiari o persone significative per la vita di relazione indicate dal paziente stesso e nel rispetto della sua volontà, per valutare il contesto socio-relazionale e verificare che il proposito di suicidio medicalmente assistito non sia influenzato da altri fattori e/o persone. Inoltre, la Commissione deve verificare le modalità e il setting per l’eventuale realizzazione del suicidio medicalmente assistito per garantire la dignità del paziente ed evitargli ulteriori sofferenze.

Della Commissione di valutazione fanno parte professionisti con le competenze necessarie per accertare i presupposti clinici e personali delle richieste, ovvero medico palliativista, anestesista-rianimatore, medico legale, psichiatra, medico specialista nella patologia di cui è affetto chi chiede il suicidio medicalmente assistito (neurologo o oncologo o ematologo), farmacologo/farmacista, psicologo.

Il paziente può indicare un medico di fiducia quale proprio consulente nei rapporti con la Commissione di valutazione.

L’accesso al suicidio medicalmente assistito, come indicato dalla nota ministeriale, è totalmente gratuito per il paziente richiedente, essendo tutte le spese mediche in questione a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

SMA: percorso e tempistiche 

La richiesta di suicidio medicalmente assistito deve essere inviata alla Direzione sanitaria di un’Azienda del SSR. Alla richiesta deve essere allegata la documentazione sanitaria ritenuta necessaria per la valutazione complessiva e multidisciplinare del caso.
La manifestazione di volontà del paziente deve essere acquisita e documentata in forma scritta e/o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano di comunicare e può essere modificata in qualsiasi momento.
La Direzione sanitaria trasmette la richiesta, entro al massimo tre giorni dal suo ricevimento alla Commissione di valutazione di Area Vasta.
La Commissione deve effettuare, di norma, una prima visita al paziente e valutare la legittimità della richiesta alla luce dei requisiti indica nella sentenza della Corte Costituzionale.
La Commissione, a conclusione dell’istruttoria (20 giorni) produce una relazione che invia al COREC affinché esprima il parere di competenza entro sette giorni. Il parere formulato dal COREC, obbligatorio ma non vincolante, deve essere inviato alla Commissione di valutazione, la quale predispone una dettagliata relazione conclusiva.
La relazione conclusiva deve essere trasmessa entro cinque giorni, corredata dal parere del COREC, al paziente o suo delegato e al Direttore sanitario dell’Azienda sanitaria territoriale di competenza e al Direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera nel caso di paziente ricoverato.
In caso di parere favorevole della Commissione, la Direzione sanitaria dell’Azienda dove deve essere svolta la procedura assicura l’attuazione della stessa attraverso l’individuazione di personale adeguato, individuato su base volontaria, il rispetto dei tempi e delle modalità previste, fornendo quanto indicato nella relazione conclusiva ed assicurandone la gratuità. La procedura deve avvenire non oltre sette giorni dal ricevimento della relazione conclusiva della Commissione.

Castaldini (FI): "Colpo di mano"

"Mentre una legge d’iniziativa popolare è prossima ad arrivare in Aula, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini cerca di eludere il voto per evitare di spaccare il gruppo PD - commenta la capogruppo di Forza Italia in Regione, Valentina Castaldini - La democratica Elena Ethel Schlein, dopo aver espulso la propria capogruppo Pd in Veneto rea di non essersi accodata sulle posizioni del partito sul tema fine vita, commissaria di fatto l’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

Questa delibera, e la conseguente circolare inviata alle aziende sanitarie regionali è un colpo di mano, raffazzonata e con evidenti lacune normative.

In primo luogo, si ravvede una chiara illegittimità di eccesso di potere: la delibera regionale dovrebbe fondarsi sul parere del comitato di bioetica, ma in verità assegna la competenza a comitati diversi da quelli indicati dal parere stesso (i CET). In secondo luogo, affidare questa tipologia di valutazione a comitati costituiti su base regionale, anziché ai comitati specifici previsti dalla legge nazionale 3/2018 (attuata da dm 26.1.23) e indicati come competenti della stessa corte costituzionale nella sentenza 242/19, introduce differenze applicative su base territoriale che non tollerabili vista la necessità di assicurare unitarietà livello nazionale sull’applicazione di questi principi. Si pensi, ad esempio, all’interpretazione del concetto di “trattamenti vitali”.

Speriamo che non sia stato già tutto deciso e che venga data voce in maniera democratica, con un dibattito vero e rigoroso sia per chi è contro sia per chi è favorevole", conclude Castaldini. 

Popolo della famiglia: "La Giunta regionale bypassa l’iter"

“Le linee guida prevedono che, entro 42 giorni dalla richiesta, al paziente potrà essere somministrato il “farmaco” per il suicidio assistito; considerando le condizioni in cui versano le casse della Sanità in Regione, c’è da immaginare che i tempi di attesa di questa prestazione, a differenza di quelli previsti per prestazioni terapeutiche, saranno certamente rispettati! Dal punto di vista politico, il PD di Bonaccini, dopo l'esperienza della Regione Veneto, ha voluto in questo modo superare la difficile discussione in Consiglio, per evitare una possibile spaccatura del partito". 
Per il Pdf "le linee guida regionali sono state diffuse subito dopo il fallimento della votazione in Veneto, quando si è visto che l'approvazione della legge poteva essere dolorosa per la sinistra. A questo punto si lascia che la proposta di legge segua il suo corso, magari anche lungo, e si preferisce l'approvazione delle linee guida che consentano l';immediata applicabilità del suicidio assistito. Se poi ci saranno dei nuovi casi per strappare sui paletti fissati dalla Corte Costituzionale, aprendo ulteriori brecce, verranno certamente cavalcati.”
Marco Dall’Olio e Carla Lodi, Coordinatore e Vice Coordinatore del PdF: “Dal punto di vista giuridico questa operazione della Regione è una furbata per superare la mancanza di una legge efficace per tutti i cittadini e per rimettere qualunque scelta a un comitato etico, nel più totale relativismo in Italia su base regionale.
Il Popolo della Famiglia, che in questi mesi è in campo con la mobilitazione 'Una firma per la vita', porta all’attenzione dei cittadini il tema del fine vita anche per smascherare le forzature di chi ha la morte come obiettivo politico”, concludono. 

Fratelli d'Italia: "La maggioranza tenda di eludere il voto"

"La proposta di legge sul suicidio assistito iscritta all’aula tornerà in commissione dove ad oggi non è mai stata discussa - attacca Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione - La maggioranza si appella alla consuetudine ma è evidente la volontà di eludere il voto, stante la spaccatura sul tema del partito democratico. La posizione di Fratelli d’Italia, come già dichiarato, sarà quella - in via preliminare - di inoltrare un quesito all’Ufficio legislativo della Avvocatura dello Stato in quanto in caso di approvazione, secondo noi, si potrebbero ravvisare rilievi di non conformità al quadro costituzionale nel riparto di competenze tra Stato e Regione oltre altri  aspetti, da approfondire. Riteniamo che questa verifica debba essere preliminare a tutte le restanti valutazioni su un tema così delicato".

Lega: "Competenze che spettano allo stato e non alle regioni"

"A questo punto mi auguro vivamente che la delibera regionale venga impugnata al più presto dal Governo, dal momento in cui ci troviamo dinnanzi ad un atto di arroganza istituzionale sotto ogni punto di vista", ha dichiarato il consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna Matteo Montevecchi - la Giunta Bonaccini ha deciso di fare una vera e propria forzatura sul suicidio assistito, inventandosi una delibera che costituisce il Comitato Regionale per l'Etica nella Clinica (Corec) della Regione Emilia-Romagna, che fornisce pareri relativi a richieste sul fine vita. Non solo, alla delibera si aggiungono anche le linee guida fornite dall'assessorato alle politiche per la salute alle Asl con le indicazioni operative per la gestione delle richieste di suicidio assistito".  Tutto ciò, conclude Montevecchi, "pur di bypassare il voto in aula sul progetto di legge di iniziativa popolare. Progetto di legge che in ogni modo, come sottolineato limpidamente dall'Avvocatura di Stato, avrebbe presentato principi di incostituzionalità in quanto si tratta di competenze che spettano allo stato e non alle singole regioni".

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