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Dimissioni Errani, elezioni in autunno? Parte toto-nomi nel Pd per il successore

Elezioni in autunno, chieste dai 5Stelle e non escluse dai vertici Pd. Via la corsa alla successione, con il rischio di una competition interna alla maggioranza ''dem'', nella quale avanzano i nomi di Richetti, Bonaccini e Manca

Dopo la condanna pronunciata ieri e le conseguenti dimissioni del Presidente dell'Emilia Romagna Vasco Errani, al via la corsa alla successione, con il rischio di una competition interna alla maggioranza ''dem''. Il passo indietro del governatore emiliano costringe il quartier generale del Pd ad anticipare il dossier delle regionali. Lo scenario delle elezioni in autunno, chiesto a gran voce dai Cinque Stelle, non viene escluso neppure ai vertici del Pd, colti in qualche modo in contropiede.

DOCCIA FREDDA PER IL PD. Quando si diffonde la notizia delle dimissioni, Matteo Richetti balza fuori dall'aula della Camera e raggiunge Angelo Rughetti su un divanetto del Transatlantico. I due parlano a lungo scorrendo le notizie che arrivano da Bologna. Un'ora dopo ecco la richiesta della segreteria di ritirare le dimissioni. Ma nonostante il coro unanime di tutte le componenti del Pd, sono in pochi a credere in un ripensamento di Errani. "Certo ha sbagliato a dimettersi, non c'erano gli estremi. Ma a giudicare da quello che dice, mi sembra difficile che a questo punto torni indietro", spiega un deputato di maggioranza. E se la scelta fosse confermata, la partita della Regione chiamerebbe in causa le primarie per la scelta del successore.

TOTO-NOMI POST ERRANI. Tra i contendenti si fanno i nomi di Stefano Bonaccini, segretario regionale uscente e responsabile Enti locali nella segreteria di Matteo Renzi, Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente regionale dell''Anci, e dello stesso Richetti, che di Errani è stato il presidente del consiglio regionale. Tutti nomi che si muovono nell'orbita renziana, della prima o della seconda ora. E proprio per questo a decidere la contesa, potrebbe essere lo stesso Renzi. A norma di statuto, infatti, nel caso in cui la stragrande maggioranza dei componenti dell'assemblea regionale si esprima per una delle candidature in campo, non ci sarebbe bisogno delle primarie. Fu questa la procedura che consentì ad Errani di candidarsi. In questo caso, spiega un renziano della prima ora, "Matteo sceglierebbe Richetti".  Il vicecapogruppo del Pd alla Camera, del resto, pur essendo tra i collaboratori storici di Renzi, è  stato in qualche modo penalizzato negli incarichi di governo. Ma molto dipenderà dall'evoluzione delle prossime ore. Non si esclude, infatti, che per evitare una ''guerra guerreggiata'' si affacci anche una quarta candidatura. A influire saranno anche gli sviluppi che riguardano il congresso regionale, previsto per il 5 ottobre. In molti a Roma danno per scontato che slitterà per cause di forza maggiore, le elezioni regionali.

agenzia Dire

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