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Europee, contestazioni bloccano incontro del Pd: la Procura apre un fascicolo

Dura invettiva da parte dei democratici contro la turbolenta manifestazione: 'Raid squadrista, denunceremo'. Ross@Bologna, a capo del blitz, non arretra: "Continueremo a promuovere iniziative per dare gambe ad un movimento contro il Govero'

Blitz contro il Jobs act di Ross@Bologna, che ieri sera ha fatto saltare l'appuntamento elettorale organizzato dal Pd all'hotel "I Portici" in vista delle europee.
Il Pd passa al contrattacco, e sporgerà denuncia perchè - come ha dichiarato il segretario provinciale del Pd Raffaele Donini - "Il diritto alla protesta è riconosciuto a tutti, individualmente e collettivamente, ma questo non deve sfociare in aggressioni e intimidazioni come quella di ieri sera. Denunceremo quanto accaduto perchè è  un fatto molto grave".
Il segretario, informato dai militanti su quanto stava accadendo nella sala dopo l'incursione di una ottantina di manifestanti, è stato testimone diretto della scena. Anzi, quando in seguito manifestanti hanno accettato di lasciare la sala in seguito all'intervento della Digos, lo stesso Donini è stato riconosciuto e insultato da una parte di loro. "Servo", "bastardo", "vergognati", sarebbero state alcune delle grida nei suoi confronti. Donini, che oggi ringrazia i militanti per aver mantenuto la calma e non avere ceduto alle provocazioni, era insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi.

La Procura di Bologna intende aprire un fascicolo sugli scontri di ieri. "E' un fatto grave e preoccupante per il futuro- dice il portavoce di via Garibaldi Valter Giovannini- visto il periodo elettorale per le prossime elezioni europee. La Procura procederà celermente per i reati di violenza privata aggravata e invasione di edifici".

Il fascicolo potrebbe avere già degli indagati, visto che molte delle persone che hanno partecipato ai disordini sono note alla Digos. 

Ma i manifestanti non arretrano. "Noi- si legge in una nota dei contestatori- continueremo a promuovere iniziative e organizzazione per dare gambe ad un movimento di resistenza popolare e solidale contro il Governo Renzi e contro il potere e i vincoli che ci vengono imposti dalla Unione Europea, per reagire a questa politica fatta di demagogia e autoritarismo". Ross@ Bologna (si autodefinisce un "movimento anticapitalista e libertario, un progetto a cui hanno aderito attivisti politici, sociali e sindacali, iscritti alla Cgil, al sindacalismo di base, a nessun sindacato") respinge la versione "caricaturale" dell'azione di ieri sera: "fantasie securitarie di chi vuole demonizzare sempre e comunque il conflitto e l'opposizione al Pd come partito di regime".
Quello che i democratici cercano di nascondere secondo Ross@ Bologna "sono le gravi responsabilità del Pd e del suo segretario, Matteo Renzi, che stanno attuando nel nostro paese una svolta autoritaria antidemocratica ed antipopolare". Con le condizioni politiche e sociali "drammatiche" come quelle di oggi, si chiede la nuova sigla, "ha senso accusare di ''estremismo'' e di ''violenza'' chi cerca nonostante il clima di sfiducia e di rassegnazione di recuperare una prospettiva di radicale cambiamento? Ebbene siamo anticapitalisti, non liberali di sinistra, e sappiamo che per alcuni questa è una colpa gravissima".

Dura l'invettiva del sindaco contro l'azione dei manifestanti. La protesta di ieri sera viene bollata dal primo cittadino come "un atto di violenza, è  squadrismo e come tale va giudicato". Il sindaco rincara: "Quella non è stata una manifestazione di protesta, ma un'aggressione anti democratica. La libertà di opinione è sacra", aggiunge, e "impedire a qualsiasi forza democratica di tenere una sua manifestazione non è  una cosa accettabile". Per il primo cittadino di Bologna, insomma, "non c'''è nessuna giustificazione ideologica, non c'è nessuna opposizione politica adatta a giustificare un atto di violenza e di aggressione".

"Chiediamo che il diritto alla libera manifestazione sia garantito sempre, ed in particolare nella campagna elettorale in corso". E' questo l'appello, dopo il blitz di ieri che porta le firme di deputati e senatori eletti a Bologna: Paolo Bolognesi, Claudio Broglia, Andrea De Maria, Marilena Fabbri, Carlo Galli, Rita Ghedini, Donata Lenzi, Sergio Lo Giudice, Francesca Puglisi, Gian Carlo Sangalli e Sandra Zampa. "L'aggressione che ha impedito la manifestazione del Pd di Bologna sui temi del lavoro, portata avanti con chiara intenzionalità politica, è un fatto gravissimo", scrivono i parlamentari manifestando la loro solidarietà alla federazione e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi che avrebbe dovuto prendere la parola.

(AGENZIA DIRE)

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