'Un luogo dedicato a Federico Aldrovandi', e il consiglio comunale si scalda

M5S con la mozione di Pd e sinistra, mentre Lega e Forza Italia votano contro: 'Vittima come tante'. La replica: 'Cultura del me ne frego'

A 13 anni dalla sua uccisione, il nome di Federico Aldrovandi spacca il Consiglio comunale di Bologna e anche il tandem governativo tra Lega e M5s: i grillini, infatti, hanno deciso di sostenere un odg proposto dal Pd per intitolare un luogo pubblico al 18enne morto nel 2005 a Ferrara durante un controllo della Polizia, mentre il Carroccio (insieme a Fi) si schiera in maniera fortemente contraria.

L'odg del Pd (primo firmatario Francesco Errani) invita il sindaco Virginio Merola ad "intitolare un luogo pubblico, preferibilmente frequentato dai giovani, a Federico Aldrovandi, per continuare a ricordare e raccontare la verità, e tutelare la sua memoria ormai divenuta simbolo e che può rappresentare tutti coloro che in Italia si battono quotidianamente contro ogni tipo di abuso".

Nel documento si ricorda la cittadinanza onoraria conferita dal Consiglio comunale di Bologna alla madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti. In più, il testo è stato modificato in corso d'opera per inserire un riferimento ad un odg nel frattempo approvato (all'unanimità) dal quartiere Porto-Saragozza per intitolare ad Aldrovandi il centro giovanile del Meloncello.

"Non vedo in che modo Aldrovandi rientri nella categoria dei martiri", replica Umberto Bosco della Lega: "Non è una persona che ha combattuto per un ideale ed è caduta sotto i colpi del nemico", bensì "la vittima di un episodio di cronaca" da cui si è sviluppato un "caso emblematico di giustizia che funziona". Per Bosco, insomma, "se ci mettiamo a dare un'onorificenza ad ogni vittima di reato, non se ne esce più".

 Per Marco Lisei di Fi l'odg è "imbarazzante": i processi hanno sancito che Aldrovandi è morto a causa di un "eccesso colposo" ed è "una vittima al pari di tante altre vittime", senza che sia necessario "trasformarlo in un eroe".

Il Pd intende "strumentalizzare il nome di Aldrovandi- aggiunge Lisei- come vessillo per dare voce ad un mondo" che tradizionalmente vuole dipingere le forze dell'ordine come "brutte e cattive". Il capogruppo grillino Massimo Bugani, invece, si dichiara "favorevolissimo" all'odg. Nel testo si afferma che "le azioni illecite di alcuni componenti non possono e non devono mettere in discussione la fiducia nell'operato delle forze dell'ordine", fa notare Bugani, dunque "è chiaro che non vuol essere un attacco alla polizia e di polizia sarebbe stato bene non parlare in questa discussione".

Aldrovandi è "un simbolo innocente ucciso barbaramente, non mi interessa- aggiunge Bugani- se dalla polizia o da persone incontrate per strada". Sostengono l'odg anche Dora Palumbo (misto) e Emily Clancy (Coalizione civica), che definisce quella di Aldrovandi "una vita strappata dallo Stato a cui lo Stato deve rendere giustizia". Dal Pd, per Errani "è offensivo parlare di semplice vittima e dibatterne ancora con lentezza, è un'ulteriore ferita".

Di fronte a "54 lesioni sul corpo e due manganelli rotti forse è un po' poco parlare di errore", aggiunge Roberta Li Calzi: "Proprio perché la stragrande maggioranza delle forze dell'ordine usa la forza in maniera corretta, quando non avviene si deve puntare l'indice". Per il capogruppo dem Claudio Mazzanti, l'intitolazione è "un atto a futura memoria ed un riconoscimento agli apparati dello Stato che hanno operato lealmente per arrivare alla verità".

Il dibattito sull'intitolazione di un luogo pubblico di Bologna a Federico Aldrovandi, con la Lega e Fi decisamente contrarie alla proposta del Pd, genera una dura reazione dell'assessore alla Cultura, Matteo Lepore, che punta il dito contro "chi vive le istituzioni repubblicane all'insegna del motto 'Me ne frego'", di chiara matrice fascista. Lepore ascolta gli interventi di forzisti e leghisti, poi schiera la Giunta su questo tema.

"Siamo favorevoli e prendiamo posizione perché è importante farlo in questo momento. Un odg come questo ha un valore politico importante, è uno spartiacque tra chi stando nelle istituzioni crede che si possa portare avanti un'idea democratica dello Stato, delle forze dell'ordine e dei servizi svolti per la pubblica utilità e la sicurezza- dichiara l'assessore- e chi vive le istituzioni repubblicane all'insegna del motto 'Me ne frego', lo dico molto esplicitamente".

Su vicende come questa "non possono più esserci distinguo" perché "non prendere posizione significa legittimare", continua Lepore, evocando l'elezione nelle liste della Lega di chi ha rappresentato "questo tipo di tesi", cioè l'ex segretario del Sap, Gianni Tonelli. Dunque, l'intitolazione proposta dall'odg "non la merita Aldrovandi ma la merita Bologna", conclude Lepore, sottolineando come "le inchieste su tutte le stragi che hanno colpito la nostra città sono caratterizzate da sentenze che hanno dimostrato come apparati dello Stato siano stati protagonisti di forti depistaggi. E' storia del nostro Paese".

Dal ragionamento sullo "spartiacque" prende le distanze il capogruppo del M5s, Massimo Bugani, pur favorevole all'odg sull'intitolazione: da Lepore sono arrivate considerazioni "decisamente fuori luogo", per il grillino. 

(Pam/ Dire)

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