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Fotomontaggio Kyenge, chieste dimissioni di Rainieri: 'Allibito da macchina del fango'

Pd e M5S chiedono che il leghista lasci la vicepresidenza dell'Assemblea legislativa, dopo essere stato condannato per diffamazione. Il Carroccio blinda la sua posizione, lui: 'Non avevo alcun intento razzista. Sono accuse montate ad arte"

Si invocano da più parti le dimissioni del leghista Fabio Rainieri, dopo la sua condanna per aver postato via social network un fotomontaggio che ritraeva l'ex Ministro Cecile Kyenge alla stregua di un orango.
"Rainieri, a questo punto dovresti essere tu a dimetterti da vicepresidente dell'Assemblea legislativa- manda a dire la numero uno del'M5s in Regione Giulia Gibertoni- noi comunque chiederemo formalmente che tu non sia piu' in quel ruolo. Se vuoi precederci, sarebbe un gesto almeno dignitoso".
A volere lo 'scalpo' del leghista è anche il Pd: "Ritengo che il consigliere Rainieri, nel suo ruolo di vicepresidente dell''Assemblea, farebbe meglio a fare un passo indietro senza pensarci troppo", è nfatti il suggerimento dei capogruppo Pd in Regione Paolo Calvano. Il dibattito politico, afferma Calvano, "puo' essere aspro, ma diffamazione e discriminazione razziale sono incompatibili con il ruolo di vicepresidente dell'assemblea legislativa, un incarico di garanzia non solo nei confronti di noi consiglieri ma anche di tutti i cittadini emiliano-romagnoli che ci hanno eletti".

Blinda la posizione di Rainieri, invece, il Carroccio. "Rimane vicepresidente dell'Assemblea legislativa". Così il capogruppo della Lega in Regione, Alan Fabbri, stoppa la richiesta di dimissioni. "Credo che la condanna sia esagerata- frena Fabbri- sarebbe meglio concentrarsi su quelli che rubano nelle nostre case e sul clandestini che girano liberamente per l'Emilia-Romagna". Ma Fabbri prende anche le distanze dal gesto del collega. "Al di la' del fatto che io non avrei mai pubblicato una foto di quel tipo, penso che questo sia il sistema Italia: si danno 15 mesi e 150.000 euro per un fatto del genere e magari uno che stupra una donna per strada rimane impunito".

Dal canto suo, Rainieri si dice “allibito davanti alla machina del fango montata ad arte solo per mettere a tacere l’avversario politico". Le accuse di discriminazione razziale rivoltegli, secondo il leghista, sarebbero "montate ad arte e che non hanno alcuna base di verità". Sul fotomontaggio incriminato, Rainieri ribadisce con forza "non ha alcun intento razzista. A chi mi accusa di essere razzista rispondo che nella mia azienda ho un dipendente di origine extracomunitaria e di religione islamica perfettamente integrato con il quale lavoro benissimo. Per questo mi spiace se qualcuno si è sentito offeso a seguito della pubblicazione di quel fotomontaggio e torno a sottolineare che, personalmente, non ho mai avuto alcuna intenzione di alimentare nessun genere di razzismo o di discriminazione.  Attaccare una persona per il colore della sua pelle non è solo razzista ma è anche idiota. Così come lo è cercare di inventarsi un mostro quando questo non esiste”.

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