Affido a coppia gay, Lega: "Raccolta firme per dar voce all'indignazione"

Reazioni da Sacconi e dal Carroccio bolognese ala notizia dell'affidamento. Scelta Civica: " "Il Tribunale dei minori non promosso l'ideologia del gender per scardinare la famiglia naturale"

Dopo la notizia dell'affidamento di una bimba di tre anni a una coppia bolognese dello stesso sesso arrivano le prime reazioni. Il leghista Bernardini la definisca una "Mannaia su famiglia e valori" mentre Scelta Civica conferma la soddisfazione per una scelta che mira unicamente al benessere della bambina.

NON SI SCARDINA LA FAMIGLIA NATURALE. "Siamo certi che a Bologna il Tribunale dei minori non abbia inteso promuovere l'ideologia del gender per scardinare la famiglia naturale. Evidentemente mancavano famiglie vere cui affidare la piccola. Se davvero è così, per aiutare la piccola a crescere serenamente mettiamo a disposizione le nostre rispettive famiglie, in ognuna delle quali potrà trovare una madre, un padre e cinque fratelli con cui giocare. In caso contrario vorrà dire che certi giudici di Bologna stanno solo facendo politica, per promuovere a famiglia ciò che famiglia non è e non potrà mai essere". Lo dichiarano in una nota i deputati di Scelta Civica Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, a proposito della decisione del Tribunale dei minori di Bologna di affidare temporaneamente una bimba di tre anni a due uomini di mezza età.

SACCONI CONTRO LA DECISIONE DEL NOSTRO TRIBUNALE. Nel giorno in cui Renzi afferma che la crisi non si misura solo con gli indicatori economici, il suo partito diffusamente alimenta quella perdita di senso che è la ragione ultima della grande crisi". Lo afferma l'ex ministro Maurizio Sacconi (Pdl). "Dalla promessa di un registro delle unioni gay presso il Comune di Roma da parte del sindaco Marino - afferma Sacconi - ai provvedimenti creativi del tribunale di Bologna con cui si affida un minore ad una coppia omosessuale, alla sostituzione delle figure naturali del padre e della madre con il termine indistinto di genitore 1 e 2 (alla fine resterà solo il numero) nei moduli del liceo Mamiani di Roma da parte di una preside 'moderna', sono troppi i segnali che in soli due giorni si manifestano nelle istituzioni e che un fronte politico-ideologico nichilista incoraggia e protegge".

"Si confonde volutamente - aggiunge - la tutela della dignità di ogni persona, a prescindere dal suo orientamento sessuale, con la affermazione di diritti di coppia al di fuori della società naturale costituzionalmente tutelata, si fanno prevalere i desideri degli adulti sui diritti dei minori, si pretende di imporre una nuova antropologia di Stato opposta a quella naturale, si mette in discussione conseguentemente il nostro modello di welfare che, oltre a tutto, perderebbe la già faticosa sostenibilità finanziaria se si estendesse il concetto di famiglia. Il diverso rapporto con i principi della tradizione nazionale costituisce la fondamentale differenza tra centrodestra e sinistra".

IL CARROCCIO ANNUNCIA PETIZIONE E ODG IN COMUNE. “QUESTO PROVVEDIMENTO CANCELLA DUEMILA ANNI DI STORIA”. “L’ennesima mannaia calata sulla famiglia e i suoi valori”, “un provvedimento che cancella duemila anni di storia”, “uno sgambetto che sa di ideologico”. Così il consigliere regionale e capogruppo leghista in Comune Manes Bernardini giudica la decisione del tribunale dei minori di Bologna di affidare una bimba di tre anni a una coppia omosessuale e annuncia “una raccolta firme e un ordine del giorno in Comune”. L’obiettivo è “dare voce all’indignazione” spiega.  

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“Una decisione che condanniamo con fermezza, dal punto di vista giuridico e politico - dice Bernardini -. Ma anche perché urta il comune senso di appartenenza, che trova nella famiglia tradizionalmente intesa la sua massima espressione”. Per Bernardini la decisione dei giudici risponde a “un tentativo di smantellare i valori della famiglia che ci hanno accompagnato nella nostra storia ultramillenaria”.  L’esponente del Carroccio annuncia quindi una “vasta mobilitazione sul territorio”, con petizione e odg a palazzo d’Accursio, per “condannare un provvedimento di per sé incommentabile” e per rivendicare “il diritto di ogni bambino a una madre e a un padre”.

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