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Scuola, termine 'genitore' sostituisce 'padre' e 'madre': esulta Arcigay

Disappunto senza appello da Udc e Lega Nord: 'Farsa che rischia di fare dei danni irreparabili'. Mentre il Cassero parla di 'atto di grande buonsenso e di buona politica'. Oggi il rush finale sulla proposta lanciata da Sel

Sel pare la spunterà in Comune con la sua proposta -lanciata dal consigliere Chaty LaTorre (riprendendo una mozione avanzata a Venezia dalla consigliera comunale Camilla Seibezzi) - che prevede la sostituzione nei moduli scolastici dell termine 'padre' e 'madre' con quello di 'genitore'. Così per non discriminare i figli con un solo genitore o quelli di coppie omosessuali. La notizia data dall'assessore alla scuola, Marilena Pillati, è stata accolta con plauso dal direttivo del circolo Arcigay, che ha parlato di 'atto di grande buonsenso e di buona politica'. Ma la strada è ancora lunga , '''Ora - esorta Il Cassero - altri sindaci facciano un passo avanti''.

La decisione, pero', non ha trovato tutti d'accordo. Polemica dall'arcivescovo Carlo Caffarra sull'ipotesi di elencare 'genitore 1' e 'genitore 2' (''facciamo un giorno la madre genitore 1 e un giorno il padre''), ma oggi l'assessore Pillati ha sottolineato che "non si intende stilare alcuna gerarchia (no genitore 1 e  2) e che, al più, sarà precisato il 'genitore richiedente' l'iscrizione, ad esempio, e l'altro verrà indicato eventualmente come 'altro genitore'.

Insorgono anche la Lega nord e l'Udc. ''L'amministrazione ha svenduto l'identità di mamma e papà agli equilibri di maggioranza'', tuona il capogruppo leghista Manes Bernardini: ''Una follia degna di un'amministrazione avvitata su questioni lessicali e lontana dalle esigenze reali. Questa linea di progressivo annientamento della famiglia è preoccupante''. ''Qui - affonda Silvia Noè, consigliera regionale Udc - non si tratta 'semplicemente' di uniformare una modulistica. La posta in gioco è molto più alta'' e ''mi appello nuovamente all'amministrazione comunale sempre attenta e sensibile alla tutela delle diversità'', affinché ''non commetta quella che rappresenterebbe la più grande discriminazione di tutti i tempi: quella dei diritti dei bambini''. ''Il linguaggio delle istituzioni - replica l'Arcigay - deve porsi continuamente l'obiettivo di parlare al plurale, di includere."

Disappunto anche dal leader Udc, Pier Ferdinando Casini, che ha rincarato la dose:' E' una farsa che rischia di fare dei danni irreparabili''.  ''Nel giro di pochi mesi - protesta Casini - si è passati dal referendum sulle scuole paritarie, a questa pericolosa mistificazione burocratica che intende mettere in discussione due figure che nella nostra società hanno un valore preciso, fondante e certamente non divisivo. Surrettiziamente invece si vuole far passare l'idea che la genitorialità possa essere diversa da quella naturale'

Non resta che attendere il voto definitivo sull'approvazione della nuova modulistica. Oggi il rush finale.

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