Aitini: “Giovani Democratici e Sardine, non li vedo separati ma diversi”

Le Sardine hanno preso il posto dei Giovani Democratici? “Ci sono ragazzi che fanno le une e le altre cose, frequentano anche le Sardine”

Ieri è stata inaugurata la festa dell’Unità di Bologna. A presenziare il segretario Nicola Zingaretti e diversi volti noti del panorama bolognese del Partito Democratico.

In una piazzetta a lato, c’era uno stand chiuso. Scopriamo che lì dovevano esserci i Giovani Democratici, ma di loro non c’era traccia. Di due giorni fa è la notizia dell’esclusione del loro solito stand dalla festa e la loro reazione non si è fatta attendere, anche se hanno comunicato di partecipare comunque all'evento servendo ai tavoli.

Per capire meglio la situazione abbiamo parlato con l’assessore alla sicurezza del Comune di Bologna Alberto Aitini, in passato segretario dei Giovani Democratici.

Cosa pensa dell’esclusione dello stand dei Gd dalla festa dell’Unità?

“Sicuramente la festa è un po' più povera se perde i giovani del partito che decidono di fare una scelta e non fare il proprio stand ma di andare a lavorare nelle cucine. Hanno deciso così, da quello che ho capito è perché di fatto si sono sentiti completamente esclusi e ridimensionati nelle scelte che hanno portato alla costruzione della festa. I Giovani Democratici sono stati sempre coinvolti perché quando ero segretario partecipavo alle riunioni, agli incontri e lo stand dei Giovani era il post cena principale della festa. Gli organizzatori gli hanno fatto delle proposte non in linea con l’organizzazione giovanile del partito e si sono sentiti presi in giro. Il mio auspicio è che li richiamino e ci parlino per trovare una soluzione. La festa per i Giovani Democratici è l’appuntamento più importante e più bello dell’anno, se decidono di prendere questa posizione lo fanno a malincuore”.

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Fosse stato nei Gd avrebbe deciso di servire comunque ai tavoli?

“Ti dà la dimostrazione di quanto tengano alla festa. Loro vogliono comunque farne parte. Se non viene permesso loro di farlo nel solito modo, bisogna trovarne altri. Io lo avrei fatto. Penso che sia stata una bella scelta la loro, dare comunque una mano. Adesso però è il momento che si chiariscano e che trovino una soluzione. Ricucendo lo strappo. Me lo aspetto in primis dagli organizzatori”.

Si ha come la sensazione che le Sardine abbiano preso il posto dei Giovani Democratici, o almeno li abbiano messi da parte. Concorda?

“No, io non li metterei in competizione, sono due percorsi bellissimi ma diversi. Le Sardine hanno creato una cosa straordinaria, unica al mondo.  Stanno dando un contributo importantissimo sia nel coinvolgimento dei giovani che come contributo politico al centro-sinistra. I Giovani Democratici sono ragazzi che hanno intrapreso un percorso diverso, quello della militanza in un partito, che è più faticoso. Si è lontano dalle luci della ribalta. Si è spesso dietro le quinte, ma intanto si cresce. Molti ragazzi poi iniziano l’avventura nelle amministrazioni locali. Sono due percorsi diversi, l’importante è che si parlino. Ci sono ragazzi che fanno le une e le altre cose, frequentano le Sardine, le associazioni universitarie e anche i Giovani Democratici. Si mischiano le cose, io non li vedo separati o in contrapposizione però sono diversi”.

Vedremo spazio per questi due percorsi anche alle amministrative?

“Io me lo auguro, sta al PD coinvolgerli. Per me i GD non possono non essere presenti alle amministrative, anche come candidati alle amministrative. Se ci fossero dei ragazzi delle Sardine che volessero impegnarsi alle amministrative, la vedrei come una cosa positiva”.  

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