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Giovani e politica, Bernardini porta in consiglio comunale i 'suoi' ragazzi: "Idee fresche per Bologna"

Un gruppo di giovani fra i 14 e i 23 anni, bolognesi e accomunati dalla passione per la politica a Palazzo d'Accursio per assistere al Consiglio Comunale: "Ho immaginato la Bologna che vorrei"

Un gruppo di giovani e giovanissimi ha assistito lunedì al Consiglio Comunale di Bologna a Palazzo d'Accursio: sotto la guida del consigliere Manes Bernardini di Insieme Bologna ragazzi e ragazze fra i 14 e i 23 anni, studenti di differenti discipline e residenti in zone diverse della città, tutti accomunati da un prezioso interesse: "La passione per la politica e l'amore per la loro Bologna".

"Uno stage per preparare una nuova classe dirigente, capace di esprimere una passione concreta da mettere a profitto nella Bologna del futuro - il commento di Bernardini -  Con l’entusiasmo tipico della loro età, la verve degna del politico più navigato, con preparazione, cultura e la grinta di chi vede, con occhi puliti e senza condizionamenti di partito, una realtà cittadina problematica (dalle infrastrutture alla sicurezza), questi ragazzi hanno scelto di identificarsi con il gruppo civico di INSIEME BOLOGNA e di aiutare la loro città, portando idee fresche e le testimonianze di chi Bologna la vive tutti i giorni e tutte le ore".

Le tue impressioni sul consiglio comunale al quale hai assistito per la prima volta? "Dal mio punto di vista la visita di ieri è stata un punto di partenza per cominciare a comprendere concretamente come funziona un Comune in tutti i suoi svariati aspetti - il commento di una delle ragazze del gruppo, studentessa del DAMS -  In effetti ho percepito quanta differenza ci sia tra la teoria scritta sui libri e l'esperienza diretta, che permette una visione d'insieme molto più trasversale. Non posso negare che mi ero immaginata, un po' ingenuamente, un' atmosfera più formale. Probabilmente non siamo stati molto fortunati sugli argomenti trattati, che in effetti, non davano adito a discussioni accese.

"Comunque sia imparare - continua l'universitaria - nuove cose riguardanti un contesto importante come quello del comune mi ha molto entusiasmato. A titolo del tutto personale vorrei riportare una sensazione che ho provato visitando il palazzo. Mi sono sentita a casa, nel senso che ho percepito per la prima volta che nel centro istituzionale di Bologna le cose da fare sono tante è vero, ma quelle mura piene di storia dicono tutto su una città piena di cultura e storia. Allora ho immaginato la Bologna che vorrei, per un attimo ho visto quel palazzo pieno di gente entusiasta che lavora solo per ridare dignità alla nostra amata città. Ho immaginato, è vero, ma credo anche che sia possibile!"

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