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Favia, insulti sulla pagina Facebook privata: 'Mio dovere raccontare perchè temere Grillo e Casaleggio'

Sulla pagina privata di Facebook, insulti 'da tutta Italia. Dietro lo schermo di un pc, l'anonimato facilita l'aggressione e così anche una pecora con una tastiera diventa doberman'

"Scopro solo ora che ieri e l'altro ieri è arrivata qui una squadraccia di militonti 5 stelle, omologati dallo stesso tipo di offese e col caps lock inserito: KITTI PAKA FAVIA!!!". Lo scrive Giovanni Favia sulla sua pagina privata Facebook: "Solitamente non la uso. Fanno chiasso ma sono una netta minoranza e vengono qui a scrivere da tutta Italia. 4 o 5 fanatici per ogni regione, un nulla. Con loro è impossibile discutere, avere un approccio di verità o razionale. Non hanno una speranza, hanno una fede. Non credono in un pensiero politico, economico o sociale che sia".

Secondo l'ex 5 Stelle "credono in un verbo e nel sacro blog. Nella parolaccia liberatoria. Dietro la loro adesione a questo nuovo fanatismo c'è rabbia, insoddisfazione e spesso frustrazione. Infelicità. Offendono, minacciano, intimidiscono, deridono. Non vogliono che tu possa far cedere le loro sicurezze, farli risvegliare da questo incantesimo dove si beano e se li scuoti reagiscono male aggredendo".

Neanche i commenti a questo post sono solidali e positivi: da "sei veramente triste'" a  "vai in tutte le trasmissioni a vomitare contro il Movimento e si vede benissimo che sta diventando renziano da come parla. Prima ci ha provato con Ingroia ed è andata male, adesso gioca la carta Renzi. Per me grande delusione", mentre il consigliere risponde: "In questa pagina lascio commentare solo gli amici essendo la mia privata.... che viene per dileggiare può cambiare passatempo...."

Ci credeva Favia, ma "in realtà non posso criticare ciò che oggi non c'è più. E' mio dovere raccontare il perchè bisogna temere Grillo e Casaleggio. Perchè bisogna diffidare anche della maggior partefavia insulti-2 dei parlamentari che sempre più in fretta prendono i vizi dei loro padroni nonché della partitocrazia. Nei giorni scorsi ho incontrato alcuni dei senatori espulsi e qualche deputato. I loro racconti sono stati raccapriccianti, ma hanno paura di parlare. Capite il bullismo digitale cosa può generare?. Devono invece avere forza e realizzare che i social media non sono il mondo reale, non sono una realtà parallela. Che . Devono capire che se hanno 100 commenti di persone che li insultano, il popolo non si sta ribellando contro di loro. Anzi".

Dunque "solo una lobby, ovvero un gruppo di pressione che vuole sortire il risultato di zittirli. E spesso vi riescono. Non ci sono ancora riusciti con me. E' la menzogna che deve far paura, la verità mai. Nel mondo reale invece non ho mai trovato un'ostilità. Anzi, sempre di più i cittadini per strada mi stringono la mano e mi esortano a continuare. Tassisti che non mi fanno pagare la corsa, omaggi o come è successo ieri a Roma poco prima di andare in trasmissione, il parrucchiere che mi guarda e mi dice questa te l'offro, ma continua a combattere. Questo chiudersi nella rete, nell'intransigenza che diventa ottusità, nei cerchi magici, nel dogmastismo piuttosto che nel pragmatismo è uno dei segni del fallimento del sogno che negli anni 2007 2008 2009 2010 ha fatto si che tanti come me diventassero cittadini attivi. Quel sogno di libertà rispetto la partitocrazia non c'è più. Il paradosso è che stanno diventando peggio. Omologazione, chiusura del cervello, complottismo, tanta pancia e sempre più intolleranza".

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