Giulia Gibertoni lascia il gruppo consiliare E-R: "Ma resto nel Movimento5Stelle"

Per i colleghi di partito Silvia Piccinini, capogruppo regionale M5S e Gabriele Lanzi, senatore M5S e facilitatore regionale questo abbandono non è una sorpresa

La grillina Giulia Gibertoni lascia il gruppo consiliare in Assemblea legislativa e lo comunica sui social con un lungo post che ne spiega le motivazioni. Per i colleghi di partito Silvia Piccinini, capogruppo regionale M5S e Gabriele Lanzi, senatore M5S e facilitatore regionale questo abbandono non è una sorpresa. 

"Abbiamo appreso da un post su Facebook che Gibertoni ha deciso di lasciare il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. Una decisione che non ci sorprende e che arriva a conclusione di un lunghissimo periodo di latitanza della stessa consigliera da tutti i canali di comunicazione, non solo con il gruppo regionale, ma anche con gli altri eletti e attivisti del territorio. Nei giorni immediatamente successivi alla sua rielezione, lo scorso 26 gennaio, la consigliera Gibertoni ha abbandonato infatti tutte le chat e gli altri strumenti di lavoro interni al MoVimento 5 Stelle, rifiutando qualsiasi tipo di confronto. Tutto questo nonostante le decine di chiamate, sms e mail inviatele, e la disponibilità al dialogo ricercata da più parti. Una situazione che ha di fatto provocato uno stallo e un blocco dell’organizzazione del lavoro all’interno del gruppo regionale, a cominciare dalla decisione sulla nomina a capogruppo. Un mancato confronto che è proseguito fino ad oggi e interrotto solo dalla spasmodica e solitaria produzione di atti (interrogazioni, risoluzioni e interpellanze) che però non hanno mai risposto a un’azione efficace e corale come invece dovrebbe essere all’interno del MoVimento 5 Stelle".  

In questo contesto il suo annuncio quindi ci sembra la naturale conclusione di una decisione presa molto tempo fa, che sembrerebbe avere come unico obiettivo quello di sottrarsi alle regole del MoVimento 5 Stelle, prima tra tutte quelle della restituzione di parte dello stipendio. - spiegano Piccinini e Lanzi - Senza contare che questa decisione arriva in un momento difficile per la nostra regione a causa dell’emergenza Coronavirus. Situazione a cui però il MoVimento 5 Stelle continuerà a dare la priorità e a far fronte ad ogni livello, sia locale che nazionale, con ancora più determinazione di prima".

Ma ecco il post con il quale Gibertoni dà l'annuncio sulla sua pagina Facebook: "Nell'ultima seduta dell’Assemblea è successo un fatto che ritengo gravissimo, l'ennesima scorrettezza istituzionale e personale che si somma ad altre, all'interno del gruppo consiliare M5S in Regione Emilia-Romagna e con la netta complicità della maggioranza.
Già nelle scorse settimane, in piena fase di organizzazione dei gruppi, addirittura anticipando la scadenza entro la quale le formazioni politiche comunicano il nome dei loro capigruppi, l'Ufficio di Presidenza a maggioranza PD con un 'colpo di mano' , e quella che ritengo una illegittima modifica del regolamento, in poche ore di fatto si è 'scelto' quale doveva essere il capogruppo del M5S in Regione.

Io l’ho imparato dalla stampa, non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale o ufficiosa, né da chi è stato nominato e neppure dall'Ufficio di Presidenza stesso, alla faccia della tutela delle prerogative e diritti dei consiglieri. Ho chiesto chiarimenti ufficiali alla Regione, sono arrivati solo ieri a distanza di settimane e con giustificazioni che non fanno onore all’istituzione.

Solo a posteriori vengo quasi casualmente a sapere che questo 'capogruppo' così nominato, che gestisce il budget di tutto il gruppo, avrebbe già provveduto a firmare contratti per collaboratori ma soprattutto senza inviare neanche questa volta alcun tipo di comunicazione informativa a me, né prima né dopo la firma. Capisco bene la situazione di lockdown, ma le mail esistono ancora e anzi a volte sono il mezzo di comunicazione più chiaro, oltre ad avere un valore legale, forse proprio per questo non ne ho ricevute, pur avendole ripetutamente chieste.

Ho continuato a lavorare senza collaboratori, ho scritto comunque una trentina di atti e di proposte in poco meno di un mese, diciamo che la stragrande maggioranza degli atti M5S sono stati preparati da me, soprattutto sull'emergenza coronavirus, il mio primo pensiero ogni giorno in queste settimane. Eppure non ho mai ricevuto dal ‘capogruppo’ neppure i verbali che a quanto pare verrebbero inviati quotidianamente a loro per essere poi diffusi ai gruppi sulle sedute quotidiane dell’Unità di crisi regionale con i numeri sull’andamento dell’emergenza.

E veniamo a ieri. Ieri, nell’ambito di un consiglio che doveva essere primariamente dedicato all’emergenza coronavirus, c’è stata la votazione dei Presidenti delle future Commissioni: sono 7. Molto inusualmente la Presidente del Consiglio si è limitata a presentare una nota che conteneva già i 7 nomi preconfezionati, già decisi (da chi? quando?) e in pratica pronti per essere soltanto ratificati. Indovinate un po' cosa apprendo solo lì in diretta: il 'capogruppo M5S' appena nominato, ecco che raddoppia e ‘accumula’ un’ulteriore poltrona, quella di Presidente della “Commissione Statuto e Regolamento”, commissione inserita nell’ordine dei lavori soltanto il pomeriggio precedente, a sorpresa. Non ne sapevo nulla.

Tra l’altro: c'era proprio tutta questa urgenza di varare, in piena emergenza sanitaria, subito all'inizio dei lavori di un consiglio regionale sul coronavirus, una Commissione di questo tipo, oppure è soltanto una vecchia abitudine di discutere prima di poltrone e poi di emergenze?
Le poltrone non sono un tema che mi appassiona in genere, ma l'accumulo compulsivo di incarichi ancora peggio: qualifica meglio di ogni altra descrizione chi lo cerca e, secondo me, anche chi si presta a concederlo.

Ormai cosa concludere? Mi sento raggirata da questo 'gruppo consiliare' che avrebbe agito, nella sostanza, con i voti determinanti della maggioranza di centrosinistra a guida PD. E a questo punto mi chiedo cosa abbiano votato veramente i nostri elettori che ancora, tra mille difficoltà e dubbi, ci hanno dato fiducia a gennaio: hanno forse votato una lista civetta del PD? Non credo proprio, e comunque io non voglio raggirare chi mi ha votato. Chi ha votato M5S si aspetta che il Movimento abbia una sua linea politica e una sua dignità politica.

Questa è una riflessione su una deriva politica in atto da tempo e che si manifesta anche in queste prevaricazioni che sfiorano l'abuso. Ognuno ha il suo stile e la sua morale. Al momento non ho collaboratori né presidenze, né incarichi o le benemerenze della maggioranza, ma i contenuti posso continuare a portarli avanti con orgoglio e senza paura né piaggeria nei confronti di nessuna maggioranza.

L’emergenza sanitaria è il mio primo pensiero (parlano per me le decine di atti depositati sul tema in poche settimane), ma nessuno si approfitti del dramma di questa emergenza per far mancare criteri minimi di democrazia interna, perché quando torneremo (perché ci torneremo) alla normalità, dobbiamo ritrovare intatti la lealtà dei rapporti istituzionali e il coraggio e il dovere di evidenziare i problemi da parte delle minoranze.

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Pur uscendo da questo ‘gruppo consiliare’, resto nel Movimento 5 Stelle e continuo a sostenere ancora più fermamente di prima il programma per il quale i cittadini mi hanno eletta in Regione.
Ci sono e resto in Assemblea per chiunque voglia collaborare, portare temi e istanze, dalla sanità all’ambiente al lavoro, per chiunque voglia continuare a fare politica indipendente e sana insieme, nell’interesse dei cittadini, in modo critico e chiaro anche e soprattutto in questo periodo di emergenza e poi nei tempi complessi che ci aspetteranno dopo, in cui fare la propria parte significherà avere il coraggio quotidiano di affrontare problemi e rilevare ingiustizie, di difendere con forza i diritti e i bisogni di chi non è ascoltato, senza inchinarsi a nessun sovrano e a nessuna corte".

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