Sabato, 20 Luglio 2024
Politica

Il centrodestra ritira il quesito del referendum sulla Città 30: "Boicottata la raccolta firme"

Il quesito sarà ripresentato per avviare i banchetti dopo l'estate. L'ironia del Pd: "Vi auguriamo buone vacanze"

QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE WHATSAPP DI BOLOGNATODAY

Un passo indietro per far passare l’estate e poi tornare all’attacco. Il centrodestra ha deciso di ritirare temporaneamente il quesito del referendum consultivo sulla Città 30 a Bologna per poi ripresentarlo più avanti. Difficile, infatti, riuscire a raccogliere le 9mila firme necessarie ad arrivare al voto a luglio e ad agosto, quando la città è vuota. Dopo ok arrivato dal Comitato dei Garanti l’1 giugno, infatti, il gruppo contrario alle delibere avrebbe avuto 90 giorni di tempo per la raccolta delle adesioni alla causa.

In un comunicato congiunto, l’opposizione ha spiegato le sue ragioni: “Il Comune sta imponendo la raccolta firme da luglio a settembre, con l’estate in mezzo, quando i cittadini sono in vacanza e Bologna è vuota. Abbiamo chiesto di posticipare l’inizio della raccolta firme alla fine dell’estate, o di escludere il mese di agosto, ma ci è stato negato, così come già accadde per il referendum sul tram, per cui la raccolta firme fu concessa solo a partire da luglio, nonostante la richiesta fosse stata fatta a gennaio. Questo è un evidente sistema per ostacolare lo svolgimento del referendum e impedire la partecipazione ai cittadini. Lepore ha così paura del parere dei bolognesi che preferisce boicottare la raccolta firme? Proprio per questo, in data odierna, ritireremo il quesito per depositarlo nuovamente a breve, in modo da garantire la raccolta firme da settembre in avanti. La partecipazione dei cittadini, in larga maggioranza contrari alla Città 30, deve essere garantita”. La nota è firmata da Manuela Zuntini e Stefano Cavedagna di Fratelli d’Italia, Cristiano Di Martino della Lega, Lanfranco Massari e Nicola Stanzani di Forza Italia, Samuela Quercioli di Bologna Ci Piace, Gianmarco De Biase del Gruppo Misto.

Consegne in ritardo e tanta fretta: l'odissea dei corrieri nella città a 30 chilometri orari | VIDEO

Una scelta che non ha trovato d’accordo, all’interno della Lega, Matteo Di Benedetto, che sarebbe stato per l’avvio immediato dei banchetti: ““Noi da tempo siamo pronti a partire con la raccolta firme per il referendum sulla città 30. Lo siamo oggi, come un mese fa, come domani o tra un mese. Molti cittadini da tempo ci chiedono di partire con la raccolta firme. È da un anno che lo proponiamo e siamo convinti che vada fatto. Accettiamo la scelta del centrodestra di rimandare la raccolta, pur ribadendo che i bolognesi meritano di poter scegliere”, ha dichiarato. Il referendum, che è consultivo e non vincolante, chiedeva al votante se volesse che il Comune mantenesse in vigore le delibere sui nuovi limiti di velocità in gran parte delle vie della città.

"Città 30: una città per tutti". Intervista a Simona Larghetti

Non si risparmiano i commenti ironici tra le fila del Partito Democratico e dei favorevoli alla Città 30: “Auguriamo buone vacanze alla destra cittadina, noi continueremo anche d’estate a lavorare per la città – ha commentato il segretario cittadino Enrico Di Stasi –. La partecipazione non è un gioco. La scelta della destra di ritirare il referendum città 30 dimostra il fatto che alcune forze politiche pensano di poter utilizzare questi strumenti a proprio piacimento o ancora peggio per fini elettorali, cambiando strategia quando ci si accorge di non essere in grado di raccogliere le firme e di non avere sostegno dei cittadini. La destra si è resa conto, anche nel risultato delle elezioni europee, che i bolognesi apprezzano il lavoro dell’amministrazione e del Pd e le scelte importanti sui temi di sicurezza stradale e mobilità sostenibile”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il centrodestra ritira il quesito del referendum sulla Città 30: "Boicottata la raccolta firme"
BolognaToday è in caricamento