Bonus per spese animali domestici: la Regione approva la mozione dei Verdi

Riduzione delle spese di mantenimento degli animali d’affezione. Conti alla mano, il cane costa 200 euro l’anno per vaccini e profilassi e oltre 500 euro per l’alimentazione, il gatto servono più di 250

E' stata approvata in Assemblea legislativa regionale la risoluzione, presentata dal Gruppo Europa Verde, che impegna la Giunta a introdurre misure per promuovere l’adozione di animali presi da canili e gattili, anche al fine di limitare abbandoni e il conseguente randagismo. La risoluzione impegna inoltre la Giunta a sollecitare il governo affinché introduca agevolazioni per ridurre i costi di mantenimento degli animali d’affezione.

“Durante il lockdown è apparso ancor più chiaro il valore affettivo e relazionale della presenza in famiglia di un animale domestico, in particolare nel caso di persone anziane, che spesso vivono di una piccola pensione, in solitudine sociale, per i quali il cane e il gatto rappresentano l'unica compagnia e fonte di conforto psicologico - sostiene Silvia Zamboni, Capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa, affrontare anche - le spese di mantenimento alimentare e delle cure sanitarie degli animali d’affezione è diventato difficile per molte famiglie che hanno visto ridursi la propria capacità reddituale a causa della crisi economica generata dalla pandemia da Covid-19”. Ciò è ancor più vero nel caso di persone anziane, che spesso vivono di pensione, in solitudine sociale, con pochi affetti intorno, talvolta emarginati, e per i quali il cane e il gatto possono rappresentare l'unica compagnia e ragione di conforto psicologico. 

Quanto costa un animale da compagnia

I verdi in Regione, conti alla mano, hanno calcolato che un cane costa mediamente 200 euro l’anno per vaccini e profilassi e oltre 500 euro l’anno per l’alimentazione, mentre per il mantenimento di un gatto servono più di 250 euro l’anno fra alimentazione, farmaci e servizi veterinari.

Passaporto per animali: come e dove farlo a Bologna

Inoltre, le detrazioni Irpef previste per le cure veterinarie degli animali d’affezione "sono minime e non sostengono adeguatamente il contribuente. Il rimborso massimo ottenibile per spese veterinarie, indipendentemente dal numero di animali che vivono con il contribuente, è pari a 49,06 euro, ossia il 19% della differenza tra il tetto massimo (387,40 euro) e la franchigia (129,11 euro), situazione valida ancora per l’anno fiscale 2019. A partire dall’anno fiscale 2020 la cifra di detrazione è stata innalzata, dall’ultima Legge di Bilancio, a 73,59 euro ma è ancora
insufficiente", così come il prezzo dei farmaci veterinari che "rappresenta un grave problema: ci sono casi in cui il
farmaco per uso veterinario è identico nella composizione a quello per uso umano, che però costa in media 5 volte di meno; il medico veterinario però è costretto a prescrivere quello piùcostoso, pena una sanzione per lui da 1.549,00 euro a 9.296,00 euro". 

L'impegno della Giunta regionale 

Viale Aldo Moro, oggi, 7 ottobre ha sottoscritto i seguenti impegni: 

- favorire l’introduzione di incentivi e misure di supporto per coloro che adottano un animale da un canile o gattile;

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- attivarsi nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, del Ministro della Salute e dei Presidenti delle Commissioni Bilancio e Affari Sociali e Sanità della Camera e del Senato della Repubblica, al fine di ottenere: l’adeguamento dell’aliquota IVA dal 22% al 4% sulle prestazioni veterinarie e sugli alimenti per animali, un aumento della quota di detraibilità fiscale delle spese medico-veterinarie, l’equiparazione terapeutica tra farmaci umani e veterinari di identica composizione, la regolamentazione dei farmaci generici anche in veterinaria, settore per il quale non esiste una norma che preveda che essi debbano avere un prezzo di vendita inferiore, la commercializzazione di confezioni di farmaci veterinari commisurate alle patologie alla cui cura sono preposti, con la possibilità di garantire somministrazioni anche minime dei farmaci a costi proporzionali, anche per evitare il rischio di cure “fai da te” da parte di chi non può permettersi l’acquisto dei farmaci veterinari.

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