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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Politica

Insulti al sindaco Lepore dopo lo sgombero di via Zago: "Infame"

Il Comune a lavoro per ripulire. Solidarietà dal mondo politico, di maggioranza e opposizione

Il personale del Comune è già a lavoro per cancellare dai muri gli insulti al sindaco Matteo Lepore, dopo la protesta per lo sgombero di ieri in via Zago e il corteo in Bolognina. "Infame", "Nel cofano" le scritte su alcuni edifici. Lo riferisce l'agenzia Dire. 

Il sindaco in una intervista auspicava la fine dell'epoca delle occupazioni ribadendo l'intenzione del Comune di non aprire canali di dialogo con chi le pratica. Nel caso di via Zafo, di proprietà privata, lo sgombero sarebbe stato stabilito a seguito della denuncia della società immobiliare che aveva messo in vendita gli spazi. 

Coalizione Civica: "No a divisione tra esperienze  buone e cattive"

"Abbiamo sempre pensato che ci debba essere una dialettica diversa con un pezzo di città che ha sempre avuto un ruolo importante a Bologna, sia in termini di proposta culturale e attività sociale, sia nei movimenti che attraversano le nuove generazioni - scrive in una nota Coalizione Civica, formazione della vicesindaco Emily Clancy - Non arretreremo mai da questa posizione e in maniera ostinata continueremo a lavorare affinché ci possano essere sempre più spazi autogestiti quando emergono queste spinte dal basso".

Sgombero all'ex Cesare Ragazzi, invaso ponte Stalingrado



"Rifuggiamo la tensione a dividere le esperienze di movimento tra buone e cattive, il nostro metro di valutazione sarà sempre quello del merito di ciò che si fa e si propone, nelle responsabilità che ognuno e ognuna intende assumersi e nella convinzione che la realtà è sempre più complessa di ogni slogan o scorciatoia - e conclude - 
Anche per questo riteniamo gravi e aberranti le scritte comparse sui muri contro il Sindaco Matteo Lepore, al quale esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà". 

La solidarietà della politica

"Indegne e inaccettabili le minacce al sindaco di Bologna" le ha definite il presidente della Regione, MAtteo Lepore "Mi auguro gli autori vengano individuati il prima possibile. Matteo siamo con te".

"Massima solidarietà al sindaco di Bologna Matteo Lepore per le minacce comparse questa notte su alcuni muri della città. Un atto vergognoso e vigliacco, di cui spero vengano trovati presto i responsabili. Forza Matteo, siamo sempre al tuo fianco!" ha scritto sui social  l'assessore regionale alla salute Raffaele Donini. 

Fratelli d'Italia "come sempre - fanno sapere Galeazzo Bignami, Marco Lisei e Francesco Sassone - condanna senza se e senza ma tali episodi che escono dal confronto democratico per confluire nella delinquenza comune, perché pensiamo che certi episodi vadano condannati con fermezza e determinazione, convinti che il confronto politico, a volte anche aspro, non debba mai uscire dai binari dalle regole democratiche".

Solidale anche la Lega, con Matteo Di Benedetto, che esprime "totale condanna per chi usa i muri per provare a esprimere la propria opinione". Nel 2022, aggiunge ironico il leghista, "esistono altri mezzi che vanno oltre le pitture rupestri, invito gli occupanti che vivono all'età della pietra ad aggiornarsi e a entrare nella società civile, che offre grandi opportunità, oltre che alcune responsabilità".

Esprimono "solidarietà a vicinanza al sindaco Lepore" anche i 5 stelle. "Quelle scritte intimidatorie e minacciose non fanno parte di Bologna, del nostro modo di essere e non possono essere accettate dalla comunità bolognese", affermano Massimo Bugani, Marco Piazza e Silvia Piccinini.

Per il segretario PD Luigi Tosiani si tratta di "scritte violente ed ingiustificabili". "Vere e proprie minacce, opera di una mano anonima e vigliacca", aggiunge via social. Al sindaco di Bologna "va tutta la solidarietà mia e del Partito Democratico Emilia-Romagna. È un atto gravissimo, che non va sottovalutato. I colpevoli sappiano che ci opporremo sempre a chi inneggia al terrorismo ed alla violenza. Non ci sono giustificazioni, non ci sono scusanti. Coraggio Matteo, siamo con te".

Le scritte apparse stamattina sui muri della città "sono segnali preoccupanti e gravi, da non sottovalutare e che condanno fermamente", sottolinea la segretaria provinciale Federica Mazzoni. La violenza e le intimidazioni "troveranno sempre la nostra disapprovazione poiché sono poste in essere da persone che squalificano le proprie idee. Il nostro pieno appoggio va all'amministrazione che ha già avviato un percorso partecipato di dialogo e confronto sugli spazi pubblici di Bologna". Dunque "completa vicinanza al sindaco Matteo Lepore da tutta la comunità del Pd di Bologna".

"Tutta la mia solidarietà al sindaco di Bologna Matteo Lepore- del parlamentare Andrea De Maria - per le scritte ingiuriose e minacciose a lui destinate. Con la solidarietà tutto il mio apprezzamento per la scelta chiara di impegno per la legalità, garanzia dei più deboli e anche prima condizione del dialogo con tutte le realtà della città".

Stefano Caliandro esprime da parte sua la "massima solidarietà nei confronti del sindaco" e ribadisce il proprio sostegno "alla sua azione in difesa del principio di legalità". Bologna, sottolinea il consigliere regionale dem, "è una città che ha, nel suo dna, la capacità di accogliere, includere e dare opportunità a tutti, ma sempre all'interno di un recinto di regole che tutti dobbiamo rispettare. E' grave, proprio per questo motivo, che si pensi di intimidire in modo antidemocratico l'azione del sindaco, che deve poter svolgere il proprio mandato istituzionale e rappresentare gli interessi e le istanze di tutti i cittadini senza alcuna pressione o minaccia".

Foto agenzia Dire

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