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Salvini e Berlusconi a Bologna: il giorno dopo, così reagisce la politica locale

Per il centrodestra qualcosa è cambiato, per altri l'unica cosa diversa è la vittoria del Bologna. Tanti i commenti dopo la "giornata di fuoco" di ieri dai vari attori della politica locale e nazionale

Oggi, lunedì 9 novembre, è il giorno dopo. Il giorno dopo la manifestazione della Lega Nord in Piazza Maggiore, con un parterre che ha unito gli esponenti del centro destra Matteo Salvini (lo chiamano l'altro Matteo), Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Prime pagine dei quotidiani, servizi al TG (soprattutto sugli scontri fra forze dell'ordine e contro-manifestanti) e tanti commenti che arrivano dalla politica locale e nazionale. Chi 'gonfia' i numeri della piazza, chi sminuisce le presenze, chi loda la democrazia che contraddistingue Bologna (cori pacifici e bandiere della pace) e chi condanna gli esaltati che, ancora una volta, ne hanno approfittato per essere violenti. 

ZAMPA: "DA BOLOGNA SE NE VANNO A MANI VUOTE". La deputata e vicepresidente del Partito Democratico Sandra Zampa fa il suo bilancio su Facebook: "Se ne vanno come sono venuti: a mani vuote. Perché noi, a Bologna, abbiamo la risposta migliore da dare a leghisti, post fascisti e rottami di forza Italia: vincere le elezioni e mantenere il governo nelle mani sicure e solidali del centrosinistra".

E anche il deputato PD Andrea De Maria lascia il suo commento alla giornata di ieri ai social: "Alla manifestazione, ad una destra sempre più populista e priva di visione e cultura di Governo, a chi è venuto in Piazza Maggiore per promuovere idee e progetti che niente hanno a che vedere con una Città che si riconosce da sempre nei valori della solidarietà e del rispetto reciproco Bologna saprà rispondere. Non con la violenza e l'intolleranza, che sono sempre inaccettabili e controproducenti, ma con le armi della democrazia, sconfiggendo nelle urne, il prossimo anno, Salvini e Berlusconi".

TUTTO COME PRIMA, TRANNE IL BOLOGNA. E l'ex leghista Manes Bernardini (al quale avevamo chiesto un commento alla manifestazione solo qualche giorno fa), che ha 'osservato' la manifestazione dei suoi ex compagni di partito dal suo banchetto Insieme Bologna, fa capire che in fondo ben poco è cambiato: "È lunedì ed ancora è tutto come prima...Merola amministra, il centrodestra non ha ancora un candidato sindaco e finalmente il Bologna ne ha vinte due!"

Anche Daniele Carella, "Uniti si Vince", commenta la Piazza di ieri: "Chi è stato in Piazza ha potuto constatare di persona quante siano le differenze tra i diversi contesti umani che compongono la galassia del Centro Destra Italiano e ovviamente bolognese. Bene, però eravamo tutti lì, eravamo a testimoniare che le differenze non sono e non debbono essere un problema, mai! Le differenze invece sono preziose perché obbligano a fare Politica, obbligano a perseguire equilibri e quindi a individuare regole comuni e ad assegnare i ruoli a chi, della coalizione, in quel momento è il più adatto e/o in forma! Insomma, oggi la base ha detto che in Piazza assieme agli "altri" ci va e oggi ci è andata, alla classe dirigente ora, trasformare tutto questo in qualcosa di concretamente operativo".

"BOLOGNA NON SI MERITAVA QUESTA DOMENICA". E arriva sempre dal PD un altro commento alla giornata di ieri, questa volta a parlare (meglio, a scrivere) è Davide Di Noi: "Ho visto Buonanno cercare lo scontro fuori da San Petronio fregandosene dei poliziotti che avevano il compito di proteggerlo (e non per scelta loro), sedicenti idioti rivoluzionari (con pantaloni firmati) lanciare bombe carta e sputare contro i carabinieri, leghisti con bandiere urlare per le vie del centro "via i negri dall'Italia. No, Bologna, la mia città, non si meritava proprio questa domenica".

Il Senatore Luigi Marino, Vicepresidente Vicario Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) al Senato: "E’ inconcepibile che in uno Stato democratico le forze politiche non possano manifestare pubblicamente le proprie posizioni se non attraverso un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, che per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, spesso sono chiamate a pagare prezzi alti, in termini di incolumità fisica. Per quanto possiamo ritenere distante dalla nostra proposta politica l’idea di questo centrodestra a trazione leghista, non possiamo esimerci dal condannare fermamente gli scontri violenti avvenuti per mano di attivisti dei centri sociali e di altri gruppi antagonisti. Ribadiamo pertanto convintamente la nostra massima solidarietà alle forze dell’ordine ed in particolare all’agente rimasto ferito negli scontri di oggi per il lavoro svolto oggi a tutela della sicurezza in questa città” 

E poi c'è L'Altra Emilia Romagna, che dice: “Fuori le zecche dalle scuole  è lo slogan con cui i giovani e vecchi leghisti  hanno invitato in questi giorni gli studenti, con massiccia distribuzione di volantini davanti alle scuole, a partecipare alla manifestazione di Bologna. Lo stesso slogan di cui nazisti e fascisti si sono serviti per perseguitare, discriminare, assassinare milioni di esseri umani, ebrei, slavi, omosessuali, zingari, oppositori politici, portatori di handicap fisici o psichici.  “Pidocchi”, “topi di fogna”, “zecche” per l'appunto sono stati i modi con cui i fascisti hanno “costruito il nemico interno”, degradando gli esseri umani, diversi per etnia, sesso, condizione sociale, economica, fisica, al ruolo di nemici.

"Oggi tocca ai migranti - prosegue la nota stampa - a chi è vittima delle guerre che il mondo occidentale accende per il controllo di risorse energetiche ed economiche e alimenta col miliardario commercio di armi, a chi è vittima della fame e della miseria, provocate dal saccheggio di risorse e dalla devastazione ambientale e climatica che l'imperialismo globale sta perpetrando almeno da un centinaio di anni. La kermesse della destra che trova nel più bieco conservatorismo, nel razzismo più tronfio e ignorante, il suo terreno di confluenza: i Salvini, i Berlusconi, le Meloni costruiscono il palco/rappresentazione dell'intolleranza, dell'odio fanatico, in dispregio di quanto la storia ha condannato, memore dell'olocausto, dei genocidi, delle persecuzioni,  e persegono la  finalità, ieri come oggi,  di distogliere le masse dall'individuazione e dalla lotta contro le vere cause della crisi, dell' immiserimento, dello sfruttamento di cui sono vittime. Il razzismo, l'esclusione, l'intolleranza non hanno diritto di parola: rappresentano istanze che la nostra Costituzione vieta come riproposizione sotto varie forme del disciolto partito fascista. Le istituzioni di questo paese – prefetture, questure, forze dell'ordine- hanno il dovere di difendere i valori della Costituzione e non chi li combatte. La piazza non può essere concessa a chi semina odio razziale e slogan di chiara matrice fascista non possono essere scritti, né pronunciati senza che vengano individuati e puniti i responsabili per  istigazione all'odio razziale". 

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