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Indagine spese Lega, la candidata sindaco Borgonzoni rischia il processo

La candidata del centrodestra alle prossime amministrative tra i 19 esponenti del Carroccio per i quali è stato richiesto il rinvio a processo nell'inchiesta su rimborsi che per la Procura non sarebbero giustificati

Chiesto il rinvio a giudizio per 19 militanti ed ex esponenti della Lega nord, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Reggio Emilia relativa ai rimborsi nel periodo fra il 2009 e il 2011. Rischia il processo anche Lucia Borgonzoni, candidata sindaco del centrodestra a Bologna.

Nel mirino ci sarebbero in totale circa 200mila euro - denaro del partito, non fondi legati al finanziamento pubblico - che secondo la procura non sarebbero giustificate.  

Fra le varie spese contestate, ad esempio, ci sarebbero aperitivi elettorali, “pizzate”, conti di hotel. A Borgonzoni sarebbero contestate alcune spese fatte durante la campagna elettorale del 2009, per un ammontare di circa 700 euro.  

A POCHI GIORNI DAL VOTO, NO COINCIDENZA. "La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Reggio Emilia nei confronti del candidato unitario del centrodestra è la migliore attestazione del timore che qualcuno ha che a Bologna si volti pagina". Così Galeazzo Bignami, capogruppo FI Regione Emilia-Romagna, parlando dell'indagine che vede coinvolta l'esponente del Carroccio. Per il forzista "pare fin troppo evidente che avanzare la richiesta di rinvio a giudizio per una vicenda vecchia di 7 anni, guarda caso a 15 giorni dal voto, non può che essere derubricato come coincidenza”.
Una “coincidenza” che in realtà - sottolinea Bignami - "diventa ancora più singolare se si considera che negli ultimi giorni sono circolati sondaggi che davano la candidata del centro destra a ridosso del sindaco uscente ed in continua ascesa nel consenso cittadino". 
Quindi avanti tutta, continuando a parlare di programmi, di progetti, di contenuti, sprona il capogruppo di Fi, chiosando: "I rinvii a giudizio "last minute" non riusciranno a fermare la voglia di cambiamento che solo il Centro Destra può attuare".

"FOSSI IO SOTTO INDAGINE NON SAREI CANDIDABILE PER REGOLE M5S".  Con un processo sulle spalle per appropriazione indebita, anche se si parla di cifre non astronomiche, un aspirante sindaco non dovrebbe presentarsi alle elezioni. A sostenerlo è Massimo Bugani, candidato sindaco M5s a Bologna, che commentando la vicenda della leghista fa il parallelo con la filosofia dei 5 stelle. E non manca un richiamo anche alla recente sospensione dal movimento del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. "Non voglio speculare su questa vicenda- afferma Bugani parlando alla ''Dire''- ma tutti sanno che io per un'indagine o un rinvio a giudizio per appropriazione indebita, anche solo di 764 euro, non sarei candidabile per le regole del M5s", dove "si attende di uscire indenni dalle legittime inchieste della magistratura e poi ci si ripresenta senza macchia una volta che tutto è archiviato e ben definito". Su questo, rivendica Bugani, "siamo sempre stati coerenti". Il leader M5s a Bologna se la prende poi il numero uno del Carroccio, Matteo Salvini, che "nei giorni scorsi ha scaricato veleno sull'M5s, ma ha solo perso l'ennesima occasione per tacere". 

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