Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Legge elettrorale: ai cittadini diritto di scelta. Garagnani: "No alle deleghe in bianco"

Intervento sull'attuale legge elettorale in modo che i cittadini possano scegliere i propri rappresentati in Parlamento. Prodi: "Legge attuale una porcata". Garagnani appoggia Alfano

In discussione l'attuale legge elettorale. Al lavoro comitati promotori del referendum per l'abrogazione della legge elettorale Calderoli - cosidetta "Legge Prcellum", con la finalità di dar modo ai cittadini di scegliere i propri rappresentati in Parlamento. A Bologna raccolte numerosissime adesioni.

PRODI. Romano Prodi già ha palesato il proprio sì al referendum per cambiare la legge elettorale, che definisce "una porcata". L'ex premier incalza : "E' tempo di restituire ai cittadini italiani il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Tutti hanno toccato con mano quanti guasti abbia prodotto un Parlamento di nominati, determinando una forte perdita di credibilità nelle istituzioni, e il loro allontanamento dai cittadini".
Anche dalle fila dell'opposizione si levano voci concordi sulla necessità di intervenire.

L'APPUNTO DI GARAGNAGNI. A dare il proprio parere anche il parlamentare bolognese Fabio Garagnani che tiene a sottolineare: "Le firme raccolte per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale debbono indurre ad una seria riflessione tutte le forze politiche in quanto emblematiche della volontà dell'opinione pubblica di scegliere chi la rappresenta in Parlamento ed in questo senso condivido pienamente la volontà dell'on Alfano di predisporre un nuovo testo. Non mi pare però che il ripristino tout court delle preferenze risolva il problema,in quanto l'esperienza della prima repubblica ci dice che un certo livello di corruzione fu dovuto anche alle spese ingenti sostenute dai candidati".

Così il pidiellino Garagnani in una nota, dove aggiunge: "Sarebbe molto più utile un sistema che salvaguardi il diritto di scelta degli elettori in un ambito territoriale ristretto e nel contempo garantendo le minoranze che raggiungono una certa percentuale (per evitare in certe realtà del paese un monopolio di una sola forza politica) indichi chiaramente una maggioranza di governo ed il premier che la esprime. Gli elettori debbono sapere in modo chiaro a chi danno il proprio voto, senza deleghe in bianco".

ALFANO, RITORNO A PREFERENZE. Il segretario Angelino Alfano aveva promesso modifiche per il ritorno delle preferenze. Cosa che ha smosso le acque ed è stato proprio nel Pdl che la grana sulla legge elettorale ha porta sconquasso. "La legge elettorale che abbiamo adesso è un' ottima legge solo che si introducano le preferenze" dice il ministro La Russa, ma non tutti la pensano così. "Ripristinare le preferenze significa moltiplicare i costi della politica, favorire il voto di scambio" avverte Giuliano Cazzola. "Ci siamo dimenticati i candidati designati in collegi uninominali 'sicuri' senza alcun rapporto con il territorio?" incalza Maurizio Gasparri. Perplessità che esprime in modo diretto il pidiellino Carlo Ciccioli: "la riforma della legge elettorale, per essere approvata, necessita del consenso degli attuali parlamentari. Quindi, per ottenere il risultato, le uniche possibilità sono confermare l'attuale legge con l'introduzione della preferenza unica con una piccola quota bloccata in ogni circoscrizione - ad esempio: 1 o 2 capolista bloccati, poi libera scelta - oppure con collegi maggioritari ma con seggi assegnati".

 

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