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Lucia Annunziata all'Ambasciatori: “Il potere eccita gli italiani più del sesso”

La giornalista presenta il suo libro "Il Potere in Italia" e dibatte su politica: "Oggi politica un mezzo per fare soldi". Chi comanda in Regione? "Errani, un uomo di potere"

Lucia Annunziata ieri a Bologna per proporre la sua ultima fatica letteraria alle Librerie Coop Ambasciatori, a colloquio con lei Stefano Bonaccini, segretario regionale PD, e il giornalista Paolo Soglia, direttore di Radio Città del Capo.

"L’Italia è ossessionata dal potere”, anzi di più, "Il potere eccita gli italiani più del sesso”: così la giornalista ha cominciato il suo intervento di presentazione al libro - “Il Potere in Italia” - che compie un viaggio nella Seconda Repubblica: il Papa, Napolitano, Draghi, De Benedetti, Marchionne, il Corriere della Sera e ovviamente Berlusconi, reo di aver sdoganato il binomio politica-denaro in Italia e di aver inaugurato un nuovo palazzo del potere: Palazzo Grazioli.

Secondo la giornalista Rai, potere e denaro non sono da condannare se ben adoperati, ma Berlusconi ha ucciso la vita pubblica e la politica non conta più poiché ormai sottomessa al denaro: “Nella prima Repubblica si rubava per il partito, oggi la politica è un mezzo per fare soldi”.  E poi legge elettorale, finanza e primarie, un sistema al quale apportare dei correttivi: “Chi vota alle primarie, non è sempre chi vota PD, un corpo centrale conservatore e un po’ passivo”.

Chi comanda in Emilia Romagna?Qui la politica è ancora in grado di determinare le scelte. Vasco Errani si può considerare un uomo di potere, ma la nostra è anche l’unica regione ad aver abolito i vitalizi ai consiglieri. Crediamo tuttora nel riscatto della politica, in una sinistra europea, ma è necessario cambiare la legge elettorale, per questo motivo abbiamo aperto le nostre feste alla raccolta firme”. Bonaccini non è convinto del ritorno al mattarellum, ma ritiene che le firme abbiano fatto da grimaldello: “Se non cambia la legge elettorale propongo le primarie in Emilia Romagna!”
Non è rassicurante la visione della Annunziata sull’utilità della politica, ma sono piuttosto “i cittadini che devono riprendersi la vita, la partecipazione e il loro mondo”.

La sinistra non ha risolto alcuni problemi quando ha governato, ma non mi sento le stesse colpe della destra e di Berlusconi. – è l’analisi del segretario - Noi abbiamo agito sul debito e quando si votò per l’ingresso nell’euro realizzato da Romano Prodi, Forza Italia, Lega e AN uscirono dall’aula. Di fronte a una destra che crolla, contano le idee e rimboccarsi le maniche”.

E Stefano Bonaccini, si considera uomo di potere? “Sono stato scelto da 200 mila elettori con le primarie, ma non sono un politico di professione”, sottolinea il segretario “il potere va usato a favore dei bisogni della collettività che l’amministratore tocca con mano. Chi vuole il cambiamento, deve sfidare anche i fischi e non solo strappare l’applauso, altrimenti si chiama populismo”.



 

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