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Pericoli del gioco d'azzardo: dalla Regione la proposta per correre ai ripari

La nostra è la quarta regione italiana in valore assoluto per importi giocati, pari al 7,6% sul totale nazionale, ma anche come spesa pro-capite con 1.709 euro

Gioco d'azzardo e rischi ludopatia: la proposta di ricorrere ai ripari: "Per contrastare gli effetti sociali negativi derivanti dalla diffusione del gioco d'azzardo, quali ad esempio il gioco compulsivo, e in attesa di una legge nazionale che modifichi in senso restrittivo il decreto (D.l. 223/06) che ha introdotto le sale gioco e l'installazione delle cosiddette macchinette negli esercizi commerciali, la Regione dovrebbe promuovere e divulgare un protocollo etico siglato con gli esercenti che rinunciano all'installazione di apparecchiature per il gioco".

A suggerirlo è Andrea Pollastri (Pdl) in un'interpellanza alla Regione nella quale ricorda che l'Emilia-Romagna, secondo i dati ufficiali forniti dall'Agenzia autonoma dei Monopoli di Stato, è la quarta regione italiana in valore assoluto per importi giocati, pari al 7,6% sul totale nazionale, ma anche come spesa pro-capite con 1.709 euro.

IMPORTANTE IL RUOLO DELLA REGIONE. Il consigliere Pdl richiama l'attenzione sull'importante ruolo che la Regione potrebbe avere nel "puntare sulla coscienza e la sensibilità dei titolari dei locali di somministrazione di alimenti e bevande" e chiede se non sia il caso di promuovere, con un'azione mediaticamente forte e più rapida rispetto ai tempi dettati dall'iter legislativo regionale, il marchio 'Slot-freE-R' (previsto nella proposta di legge in tema contrasto al gioco d'azzardo patologico, attualmente all'esame della competente commissione assembleare) da rilasciare agli esercenti di attività commerciali che scelgono di non installare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo. Di qui la sollecitazione alla Giunta regionale di una firma di un protocollo etico con i commercianti disponibili.

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