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Martedì, 6 Dicembre 2022
Politica

Firme false, Marco Piazza assolto: "Sei e anni mezzo, fra tempeste mediatiche e interrogatori"

La notizia accolta con gioia anche da tanti colleghi e amici £che hanno sempre creduto nella mia innocenza". L'assessore Massimo Bugani: "Spero si vergogni chi per frustrazione organizzò quello schifo"

Il fatto non sussiste. Dopo sei lunghi anni l'attuale consigliere comunale  Marco Piazza (Articolo 1) e il suo collaboratore Stefano Negroni sono stati assolti con formula piena nel processo per le presunte firme irregolari raccolte dal M5S in occasione delle elezioni regionali del 2014 in Emilia-Romagna: "Sei anni e mezzo. Praticamente l'età di mio figlio e una tempesta mediatica soffocante. Oggi finalmente la telefonata dell'avvocato che mi fa uscire da un tunnel fatto di interrogatori, udienze, rinvii, da far sembrare Kafka un ottimista. Una situazione che non avrei retto senza tutte le persone che mi sono state accanto credendo nella mia innocenza. Una fiducia che non ha bandiere politiche: oltre all'amico Massimo Bugani a Marco Lombardo, Emily Clancy e Galeazzo Bignami. E un grazie agli avvocati, Giulio Cristofori e Davide De Matteis ("siamo molto soddisfatti dell’esito, come difesa abbiamo sempre sostenuto la piena innocenza dei nostri assistiti Piazza e Negroni, fin dalla fase di chiusura delle indagini preliminari. È stato un percorso lungo ma alla fine siamo riusciti a dimostrare la correttezza del loro comportamento"). 

Dall'accusa di violazione della legge elettorale all'assoluzione 

Marco Piazza e Stefano Negroni erano accusati di aver violato la legge elettorale, e per tutti e due il pm Michela Guidi aveva chiesto la condanna a un anno (e, per il solo Negroni, l'assoluzione per uno dei quattro capi di imputazione, relativo a tre presunte firme irregolari). Di diverso avviso il giudice Mazzino Barbensi, che ha assolto entrambi gli imputati. Le motivazioni della sentenza - che chiude, almeno in primo grado, un iter giudiziario iniziato nel 2016- saranno depositate nel giro di 90 giorni, ma intanto il legale di Piazza, Giulio Cristofori, afferma con soddisfazione che "finalmente è stata ristabilita la verità", sottolineando che "già all'epoca delle indagini preliminari noi avevamo sostenuto che non c'erano elementi" per sostenere l'accusa. Ora, conclude, "attendiamo le motivazioni per capire quali elementi siano stati valorizzati dal giudice nello sposare la nostra linea difensiva". 

L'assessore Massimo Bugani: "Qualcuno dovrebbe vergognarsi"

Sui social, l'assessore comunale Massimo Bugani commenta l'esito del processo: "Marco Piazza nel 2014 aveva raccolto le firme per presentare il M5s alle regionali, e aveva raccolto circa 700 firme in più di quelle necessarie, ma qualcuno di davvero meschino gli aveva fatto un trappolone su un modulo", con il risultato di farlo finire prima indagato e poi a processo per sette firme contestate (altre tre erano state contestate a Negroni). Ora, attacca l'assessore, "spero si vergogni chi per frustrazione organizzò quello schifo, chi nel M5s non ha mai difeso Marco, chi per anni mi ha chiesto di scaricarlo o di non ricandidarlo, chi lo chiamava 'l'indagato Piazza', chi ha fatto titoli a nove colonne per anni su questa vicenda ridicola e i dirigenti M5s che negli ultimi anni non hanno mai scritto una riga in sua difesa". Secondo Bugani, infatti, "bastava leggere gli atti per accorgersi di essere davanti a un uomo onesto", e anche se "oggi giustizia è fatta, nessuno restituirà a Marco questi otto anni di sofferenze". E nel mandare "il più forte abbraccio" a Piazza e alla sua famiglia, Bugani rivendica di aver detto, otto anni fa, che "non avrei messo solo la mano sul fuoco per Marco, ma tutta la testa. Non mi sbagliavo- conclude- semplicemente perché sapevo di chi stavo parlando".

E anche il sindaco Matteo Lepore ha mandato un messaggio a Piazza dopo aver sentito la notizia: “Mi felicito per l’assoluzione del consigliere Marco Piazza. Una brava persona e anche molto paziente, perché ha dovuto aspettare molti anni per vedere accertata la propria correttezza, dimostrando rigore e rispetto per le istituzioni.”

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