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Maria Rachele Via

Maria Rachele Via

Elezioni Budrio, Maria Rachele Via: "C'è ancora bisogno di Sinistra"

La candidata di "Sinistra per Budrio" spiega la rottura e questa candidatura: "Un PD progressivamente svuotato di anima, di storia e di senso, privo di una reale dialettica interna e ormai estraneo ad ogni anche pallidissima idea di sinistra"

Maria Rachele Via è candidata sindaca di Budrio per la lista "Sinistra per Budrio".

Budrio è l'unico comune del bolognese in cui si vota per l'elezione del sindaco. Le urne per le Amministrative 2017 si apriranno l'11 giugno (qui tutte le liste) e proseguono le interviste ai candidati sindaci, messi a confronto con le stesse domande per fare un confronto sulle risposte. 

Dopo il sindaco uscente Giulio Pierini, le interviste a Selene TicchiTiziano Quaglia e Maurizio Mazzanti, ecco quella a Maria Rachele Via: 

Budrio: bilancio degli ultimi 5 anni, ovvero amministrazione Pierini. In effetti non sono stati anni facili....che voto dà al sindaco uscente?

Un bilancio rispetto all'Amministrazione uscente: noi, come Sinistra, abbiamo fatto parte di questa Giunta, della quale abbiamo condiviso scelte importanti in materia di ambiente, lavoro, difesa dei servizi, accoglienza dei migranti. Allora perchè abbiamo deciso di rompere questa alleanza e presentarci in modo autonomo e alternativo a queste elezioni? 
Essenzialmente per due motivi:
- sicuramente per divergenze di visione rispetto a scelte di privatizzazione, alla aprioristica condivisione delle politiche di Hera, ad alcuni aspetti della revisione del Piano Regolatore;
- ma, ancor di più, per quello che rappresenta il Pd di Renzi. Renzi è oggi il padrone del Pd: di un partito progressivamente svuotato di anima, di storia e di senso, privo di una reale dialettica interna e ormai estraneo ad ogni anche pallidissima idea di sinistra: noi riteniamo che i danni prodotti in termini di riduzione di diritti fondamentali rispetto a lavoro, salute, istruzione e rispetto al peggioramento materiale delle nostre condizioni di vita siano gravissimi e vadano denunciati e combattuti con ogni mezzo. E Pierini è il candidato sindaco di QUESTO Pd.
Noi siamo fermamente convinti che ci sia ancora bisogno di Sinistra, nel nostro Paese e a questo bisogno vada data voce e rappresentanza. E questo per noi vale più di un Assessorato!

Come si descrive agli elettori? Qualche parola anche sulla sua lista? 

Ho appena compiuto 60 anni  sono sposata e ho un figlio adolescente. Sono educatrice professionale, pedagogista e mediatrice familiare; lavoro da sempre nei servizi per le persone disabili, ricoprendo nel tempo ruoli sia operativi, sia di coordinamento e supervisione educativa e, da più di dieci anni, sono consulente di un Ente per le adozioni internazionali per il quale curo la formazione delle coppie e il sostegno alla genitorialità durante e dopo l'adozione.
Per me la politica è stata una passione fin dai tempi del Liceo; credo che sia importante impegnarsi direttamente per cercare di incidere rispetto alla realtà e al luogo in cui si vive e ho sempre cercato di farlo anche attraverso iniziative di tipo culturale e aderendo al Movimento per la Pace.
La lista di Sinistra per Budrio è composta da persone come me: nessuno di noi è un professionista della politica, ma condividiamo con passione questo impegno, lavorando con un forte spirito di gruppo.
Prova ne sia che il Coordinamento della Sinistra di Terre di Pianura, che è il cuore della lista e unisce forze come L'Altra Europa, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Possibile, Sinistra Italiana, il Parito Comunista Italiano e tanti singoli compagni, festeggia quest'anno i 10 anni di vita e di presenza significativa sul territorio!

Tre punti fondamentali del suo programma elettorale?

Abbiamo intitolato il nostro programma "La Comunità che vogliamo", e crediamo fortemente in questo concetto, a cui vogliamo dare corpo e concretezza. La Comunità che vogliamo è abitata da persone coinvolte, responsabili e solidali; persone che, noi crediamo, possiedono già saperi e competenze e alle quali va restituito uno spazio reale di espressione, decisionalità e potere. Per questo uno degli strumenti che intendiamo proporre è quello del bilancio partecipativo, con una quota precisa di fondi da utilizzare secondo le scelte compiute direttamente dai cittadini attraverso precisi percorsi di discernimento e presa di decisione.
Il secondo aspetto è quello della salvaguardia massima della qualità reale della vita delle persone; questo vuol dire un' attenzione estrema al lavoro, alla casa, alla salute, all'istruzione, in una logica di tutela delle fasce più deboli ed esposte a questa interminabile crisi economica e di redistribuzione di reddito e risorse sotto forma, appunto, di servizi.
Infine per noi è centrale il sostegno e l'accompagnamento dei giovani. Ogni scelta che l’amministrazione assume coinvolge i giovani: i servizi sociali, le politiche per il lavoro, l’urbanistica, la cultura, l’ambiente, lo sport e, naturalmente, la scuola; le politiche giovanili dovranno perciò essere trasversali ad ogni ambito, ed il relativo Assessorato assumere un ruolo di interfaccia. Infine le scelte e le realizzazioni che verranno attuate dovranno coinvolgerli fin dalle fasi progettuali, in modo da far emergere la loro percezione soggettiva, i loro bisogni e richieste e accompagnarli all'assunzione di un ruolo di protagonisti attivi e responsabili rispetto a ciò che verrà realizzato.

Tre buoni motivi per votare la sua lista e lei? 

Crediamo profondamente in questo progetto, che mette al centro le persone, la loro vita e i loro bisogni e che intende restituire non solo voce, ma anche potere reale alla Comunità.
Nessuno di noi è un professionista della politica, ma consideriamo la politica uno strumento importane per modificare l'esistente nel senso di una maggiore equità e di un miglioramento delle condizioni materiali di vita.
Pensiamo valga la pena accettare la sfida di un cambiamento sostanziale, che permetta di rivitalizzare il rapporto fra cittadini e amministratori e porti modalità e contenuti nuovi rispetto all'esistente!

Quali sono le cose che la gente le sta chiedendo con più insistenza parlando con lei? Quali secondo lei le problematiche più sentite?

La nostra proposta è chiara e viene generalmente ben accolta e compresa dalle tante persone con cui stiamo parlando in queste settimane.
Quello che ci viene chiesto con più frequenza riguarda soprattutto la nostra identità e la nostra collocazione più specificatamente politiche e riguarda il tema della rottura dell'alleanza con l'Amministrazione uscente e come potremo porci rispetto ad un eventuale ballottaggio.
Del primo aspetto ho già detto: il Pd renziano è oggi un partito di sistema, legato a poteri economico-finanziari centrali, estraneo  ad una idea di sinistra per noi fondamentale e lontano dalle persone reali e dalla loro vita; per questo per noi non è più possibile, a nessun livello, continuare un percorso insieme.
Per quel che riguarda il ballottaggio, rispondiamo prima di tutto che noi ci presentiamo con un progetto forte ed articolato e che il nostro obiettivo è una buona accoglienza e un' affermazione positiva della nostra  Lista.
Detto questo, quello che potrà succedere dalla sera dell'11 giugno in poi è ancora da scrivere e andrà affrontato, per quel che ci riguarda, esclusivamente in termini di confronto politico a partire dalla nostra proposta di programma. Sinistra per Budrio non è un pacchetto di voti che può rendersi disponibile; Sinistra per Budrio è un progetto politico, sociale, culturale forte, rispetto al quale, eventualmente, ogni ipotetico interlocutore sarà chiamato a misurarsi e che non è svendibile in cambio di un Assessorato.
Quello ce lo avevamo già, e ci abbiamo rinunciato (rischiando molto, tutto), proprio per poter affermare e sostenere il nostro progetto. E se su questo non siamo disposi a tornare indietro!

PLAY Maria Rachele Via-2

Budrio è stato al centro della cronaca nera nazionale per la vicenda di Igor...come la pensa su tutta questa storia? 

Nel nostro programma non avevamo intenzione di inserire un paragrafo specifico sulla “sicurezza”. E' nostra convinzione profonda che una Comuntà sicura sia quella in cui, all'interno di un sistema di regole, diritti e doveri riconosciuti e condivisi, la sicurezza di ognuno si declina in sicurezza di avere una casa, sicurezza di lavorare, di potersi curare, di garantire un futuro ai propri figli. E anche, certamente, sicurezza per la propria vita. Ma quello che è successo a Davide Fabbri, il tentativo di rapina che ha portato alla sua uccisione, oltre che avere sconvolto la nostra Comunità, ci interroga drammaticamente e noi non ci sottraiamo.
Innanzi tutto vogliamo ribadire in modo inequivocabile che quanto successo è un atto di efferata criminalità e che il responsabile va assicurato alla giustizia il più presto possibile; la sua cattura e il successivo iter giudiziario nulla però hanno a che fare con la sua appartenenza etnica. Sarebbe forse diverso se l'assassino fosse italiano? Noi crediamo di no. Troviamo quindi grave e sbagliato accentrare l'attenzione sulla sua condizione di "straniero". Pensiamo che le politiche di accoglienza ed integrazione altro debbano essere dagli interventi di ordine pubblico. E che la sicurezza di una collettività si garantisca, oltre che attraverso condizioni di vivibilità generalizzate, fornendo alle forze dell'ordine uomini, mezzi e condizioni per poter operare in maniera puntuale, rapida ed efficace; e in questo lo Stato è oggi gravemente e irresponsabilmente carente!!!
Non condividiamo invece gli eccessi securitari che si sono purtroppo visti e sentiti in questi giorni e troviamo profondamente sbagliata e rischiosa la legge sulla legittima difesa appena approvata. Se questa fosse realmente la strada giusta per dare soluzione al problema della sicurezza personale e della protezione della propria abitazione e dei propri beni, paradossalmente gli Stati Uniti sarebbero il luogo più sicuro e tranquillo del mondo. Invece sappiamo bene che così non è; non solo il possesso generalizzato di un'arma contribuisce a rendere più aggressiva la criminalità, ma espone i possessori e i loro famigliari al rischio di incidenti domestici anche molto gravi (e questo è già cominciato a succedere anche da noi).Pensiamo che, in momenti così difficili, occorra raffreddare l'emotività e, soprattutto da parte delle Istituzioni, agire in modo razionale, cercando di scomporre ed analizzare un problema così complesso e dalle tante implicazioni nelle sue diverse componenti, per trovare strategie di fronteggiamento e risoluzione rispondenti alla reale natura del fenomeno.
Il controllo del territorio, se pure importante, da solo non basta e va comunque svolto in forme e da soggetti attentamente calibrati e valutati. Ma più importanti ancora sono le forme e i luoghi della socialità, dell'incontro e del vivere comune che un paese è capace di darsi. Questo, per esempio, è successo in quartieri periferici di Torino, questo sta succedendo in un luogo estremo, simbolo stesso del degrado, quale Scampia!
Noi non abbiamo soluzioni certe e preconfezionate; crediamo occorra documentarsi, studiare, confrontarsi con altre comunità che hanno trovato soluzioni efficaci, farsi aiutare da consulenti appropriati, per elaborare progetti che possano migliorare la vivibilità del nostro paese e ricucire un tessuto sociale composito e che in questo momento ha vissuto indubbiamente uno strappo così traumatico.

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