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Decreto rilancio, Merola: "Per le forze politiche il Comune è vassallo dello Stato"

Il sindaco torna senza mezzi termini sui provvedimenti del decreto: "Il livello di governo più vicino ai cittadini è quello con meno poteri e meno risorse"

Il sindaco di Bologna ribadisce ancora una volta il suo dissenso in merito alle risorse destinate ai comuni e alla città metropolitane. Oggi lo fa con una nota sui social e senza mezzi termini: "Il livello di governo più vicino ai cittadini è quello con meno poteri e meno risorse e nei momenti di crisi è quello più colpito e soffocato da misure centralistiche statali. Ho iniziato a fare l’amministratore eletto dai cittadini nel 1995. E ho sempre pensato che la politica sia prima di tutto amministrare con disciplina e onore al servizio della comunità rappresentata Da quando faccio il sindaco ho via via verificato che senza autonomia finanziaria, organizzativa, gestionale, non si riesce a rappresentare al meglio la propria comunità. Devo prendere atto, in questa crisi da virus, che le forze politiche e il Parlamento considerano l’autonomia comunale un problema e non una soluzione. La vicenda ultima di destinare su 55 miliardi solo 3,4 ai Comuni, Province e Città Metropolitane parla chiaro".

Merola: "I soldi ai comuni non bastano"

Virignio Merola aveva già contestato il capitolo di spesa contenuto nel cosiddetto decreto rilancio, all'indomani dell'annuncio dle presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Lo statalismo impera a sinistra e a destra in questo povero paese. Uno statalismo che continua a identificare pubblico con dipendente statale e il Comune non come una delle istituzioni che formano la Repubblica, ma come vassallo dello Stato - attacca il sindaco - per chiarezza di fronte ai cittadini, per ormai consolidata convinzione personale, per reazione ultima ma liberatoria da ogni equivoco sulla mia condotta in questo duro ultimo anno di mandato che non mi vedrà affatto rinunciare al mio dovere di servizio. Prometto ai miei cittadini che farò di tutto per mantenere i conti in ordine e consolidare una base solida su cui andare avanti".

Il sindaco annuncia anche che nei prossimi giorni presenterà i progetti in atto a Bologna e chiederà alla Regione di fare un patto per lo sviluppo sostenibile per concordare investimenti green e misure per fare ripartire l’economia e le imprese, insieme alla riforma del welfare e ricorda: "I bilanci dei comuni sono triennali e a settembre vanno impostati. E' il Comune a decidere come gestire in concreto le misure della fase di emergenza. Mi comporterò di conseguenza, come ho fatto finora, attuando progressivamente le misure quando sono praticabili e con attenzione per evitare il ritorno dell’epidemia", e conclude con una frecciatina sul suo successore: "Avviso i naviganti: la barca la conduco fino al prossimo anno. Le chiacchiere sui candidati non sono, fino alla fine dell’emergenza, utili e comprensibili".

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