Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Minacce di morte a Seibezzi, Lo Giudice : 'Imbarbarimento del discorso pubblico, arginare”

Da Bologna Arcigay e Pd indignati per le gravi minacce alla neodelegata ai diritti civili, al centro di polemiche per aver modificato la modulistica comunale, sostituendo i termini madre e padre con la parola genitore

“Le minacce di morte contro Camilla Seibezzi, consigliera comunale e delegata del Sindaco di Venezia ai “diritti civili, politiche antidiscriminatorie e cultura lgbt” sono il segno di un imbarbarimento del discorso pubblico a cui la politica  e le istituzioni devono contrapporre un argine culturale forte e convinto”. Così Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico, dopo le gravi minacce che hanno raggiunto Seibezzi, neodelegata ai diritti civili del Comune di Venezia, al centro di polemiche per aver modificato la modulistica comunale, sostituendo i termini madre e padre con la parola genitore.

“Seibezzi - spiega Lo Giudice - ha di recente proposto al Comune di Venezia una misura di civiltà, a tutela dei diritti di tutti i bambini, già adottata in diverse realtà europee come strumento per trattare in modo ugualmente accogliente diverse situazioni familiari: la sostituzione della parola “genitore” a quelle “madre” e “padre” nei moduli scolastici. Un segnale di attenzione  a quelle famiglie in cui è presente solo il padre o solo la madre e  alle famiglie composte da due persone dello stesso sesso, ma anche un modo per evitare la gerarchizzazione fra la figura maschile e quella maschile oggi presente in quei moduli”.

“Che questa proposta- continua Lo Giudice- suscitasse un dibattito era prevedibile, che si sia arrivati a minacce di morte sul web rappresenta un intollerabile inquinamento del dibattito. Esprimo una forte  solidarietà a Camilla Seibezzi e la piena condivisione della sua battaglia”.
“Le forze politiche- conclude il senatore PD- abbiano la responsabilità di bandire dal discorso pubblico affermazioni violente e offensive: le parole dell’assessore provinciale Roberto Speranzon che ha definito “organismi geneticamente modificati” i figli delle coppie omosessuali rappresentano un attacco alla serenità e all’inclusione speciale di quei bambini indegno di chi ricopra una carica pubblica. Nelle prossime ore segnalerò formalmente la vicenda al Garante nazionale dell’infanzia perché questo atto di violazione di diritti dei minori da parte di un rappresentante delle istituzioni  sia sottoposto alla sua attenzione”.

ARCIGAY. Piena ''solidarietà e stima'' alla Seibezzi anche da parte dell'Arcigay. A manifestare vicinanza, in una nota, è il presidente Flavio Romani. ''Le minacce di morte indirizzate alla consigliera del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi - scrive - sono l'inaccettabile esito di un clima d'odio fomentato apertamente dalla politica. Quello di Camilla Seibezzi è un provvedimento maturo, progressista, che ragiona sull'inclusione sociale e che sarebbe auspicabile, se non addirittura doveroso, in tutte le amministrazioni locali''.
A giudizio del presidente di Arcigay, ''invece è bastata questa innovazione a scatenare un dibattito dai toni impressionanti, con un assessore provinciale, Raffaele Speranzon, già noto per aver proposto la censura dei titoli 'sconvenienti' dalle biblioteche pubbliche del suo territorio che addirittura, parlando dei figli delle coppie omosessuali, li assimila ad 'organismi geneticamente modificati': un razzismo dell'infanzia che nemmeno il nazifascismo aveva avuto il coraggio di formalizzare in maniera così esplicita''. Politici ''come Speranzon - prosegue Romani - portano la responsabilità piena del clima d'odio in cui galleggia questo Paese''. Pertanto, prosegue ancora il presidente di Arcigay ''si tengano a mente questi episodi quando alla Camera, nella discussione della legge contro l'omotransfobia, si tenteranno assurdi salvacondotti a tutela di queste 'opinioni': abbiano chiaro in mente - sottolinea ancora - deputati e senatori, la legittimità che andranno a conferire a queste inaccettabili prese di posizione e ricordino gli esiti violenti di cui oggi la stampa ci informa. Alla consigliera Seibezzi - conclude Romani - trasmettiamo la nostra stima, il nostro sostegno e la nostra solidarietà''.

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