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Moschea, ok del consiglio al Centro cultura islamica: tra plausi e ricorsi

Ieri il Consiglio comunale ha approvato la delibera. Il portavoce Lafram: ' Siamo una comunità integrata e integrante', ma gli oppositori si scatenano

Particolare del centro di via Pallavicini

"Sono fiero di essere un cittadino di questa città". E' il commento a caldo di Yassine Lafram, portavoce del Centro di cultura islamica di via Pallavicini e presidente dell'Unione delle Comunità islamiche d'Italia (Ucoii), alla notizia del voto con cui ieri il Consiglio comunale ha approvato la permuta di terreni tra l'amministrazione e l'Ente di gestione dei beni islamici in Italia. Lafram, che ha assistito al dibattito in aula ha parlato di "operazione molto legittima sotto tutti gli aspetti: tecnici, politici e quant'altro. Siamo una comunità integrata e integrante che da anni dialoga con la città nel suo insieme", sottolinea Lafram "noi, in cambio di un diritto di superficie di 99 anni, dobbiamo pagare 305.000 euro e cedere la piena proprietà di un terreno di 6.500 metri quadrati", quindi nessun regalo, come hanno sostenuto gli oppositori, Saviniin testa: "Quando sento parlare di regalo penso sempre alla giunta Guazzaloca, che ci diede la sede in via Pallavicini e dove non avevamo mai pagato un affitto finchè non è arrivata questa amministrazione targata Pd". Inoltre, "non penso sia cambiato tanto rispetto alla nostra situazione. Passiamo dall'essere in affitto all'avere un diritto di superficie per 99 anni e non riusciamo a capire il grande clamore politico su una vicenda che secondo noi non va a cambiare nulla sul piano pratico", conclude Lafram. 

'No' all'operazione: via ai ricorsi 

Naturalmente si susseguono le critiche e le minacce di ricorrere alle "carte bollate": dopo la diffida al Comune della senatrice Lucia Borgonzoni, ieri presente in aula, il consigliere leghista Umberto Bosco ha diramato una nota: "Dopo le forzature in commissione, dove il Pd ha bloccato il dibattito, oggi i 'democratici' votano compattamente il documento senza degnarsi di fare neanche un intervento in aula (salvo dichiarazione di voto). Capisco l'imbarazzo del gruppo di maggioranza che non è riuscito a sostenere una delibera indifendibile se non attraverso un voto asettico a sostegno della Giunta. A fronte di queste vergognose blindature, non ci restano altri strumenti oltre a quelli giudiziari. Sono certo - conclude - che l'arroganza e la granitica sicurezza ostentata dall'assessore Matteo Lepore saranno sgretolate a tempo debito sia dalle toghe, sia dall'opinione pubblica".

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