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Elezioni, firme irregolari M5s: il Consigliere Piazza indagato

E' accusato di aver certificato in maniera non regolare le firme per le regionali. Con lui altri 3 nel registro degli indagati. Bugani: 'Totale fiducia in Marco'

Presunte irregolarità nella raccolta firme per la presentazione della lista del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali del 2014. La Procura di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati quattro attivisti, tra i quali il consigliere Marco Piazza. L'indagine era nata da un esposto presentato un paio di anni fa da due ex attivisti di Monzuno ed è coordinata dalla pm Michela Guidi. 

Piazza, che è anche vicepresidente del Consiglio comunale, è accusato di aver certificato in maniera non regolare le firme. Non si ipotizza un reato di falso, ma al momento solo una violazione dell disposizioni del Testo unico del 1960 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali), in pratica avrebbero autenticato firme non apposte in loro presenza o in un luogo diverso da quello previsto dal requisito della territorialitò, ovvero in mancanza delle qualità di pubblico ufficiale, perchè non preventivamente legittimati alla raccolta delle firme.

"Siamo sicuri, ho totale fiducia in Marco", sottolinea Massimo Bugani, capogruppo del M5s in Comune "non ho alcun dubbio sulla sua integrità", dichiara Bugani. "facilmente dimostrabile" che si è trattato di una semplice "coglionata" fatta "in buona fede" da qualche "fessacchione", assicura. Ma Bugani parla anche di una possibile "trappolina" ordita per "colpire me", visto che l'eposto che ha portato all'inchiesta "forse è stato architettato ad arte da qualcuno", cioè dai sostenitori dell'ex consigliere regionale pentastellato Andrea De Franceschi, citato esplicitamente da Bugani, che da quelle stesse elezioni del 2014 fu escluso perchè indagato.

Al momento con Piazza "non ho ancora parlato", ma Bugani non esclude che il consigliere comunale possa autosospendersi: "Ne parleremo con i garanti, ci può stare per le regole del movimento, ma stiamo parlando- ribadisce il capogruppo- di una persona che correrà subito dagli inquirenti a dimostrare le sue ragioni e a chiedere cosa gli viene constestato, perchè non lo sa".

"Correttezza" e "alla luce del sole" ha commentato uno degli indagati Stefano Negroni, che lavora per il gruppo in Comune ed è anche segretario di Piazza: "Ho scoperto che sono tra gli indagati perchè ero uno degli autenticatori - afferma - e ci tengo a sottolineare che ero anche colui che ha presentato in Tribunale le liste, quindi avevo tutte le firme in mano". Nell'esposto si afferma che gli autenticatori non erano effettivamente presenti mentre si raccoglievano le firme, ma Negroni rilancia: "Ero al Mazzini la sera  (il circolo - ndr) ed ero in piazza il giorno del firma day", peraltro "con una giacca bianca", giusto "per passare inosservato. Il nostro modo di raccogliere è sempre stato collegiale", dunque "tutti ci hanno messo le mani e un errore ci può stare nel modo che abbiamo noi di lavorare, che è condiviso". (agenzia dire)

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