Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Referendum su nozze gay: "I bolognesi si pronuncino", lascia perplessi la proposta del capogruppo PD in regione

Polemiche dopo il gay pride e così si vada al voto. La proposta di referenudum non convince colleghi e politica. Il presidente del Cassero: "Ha il sapore di Pilato che chiese al popolo se voleva Cristo o Barabba, lavandosene le mani"

Sicuramente la polemica scaturita dopo le dichiarazioni del sindaco Virginio Merola al Bologna Pride sta facendo riflettere gli amministraztori, oltre che la Curia che per bocca del Cardinale Carlo Caffarra ha duramente attaccato Merola: "Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose".

E così dopo la consultazione sui finanziamenti alle scuole d'infanzia paritari, che i bolognesi s pronuncino nuovamente!

Diverse e variegate le reazioni alla proposta di Monari. Immediata quella del presidente dello storico circolo bolognese 'Il Cassero' di Arcigay, Vincenzo Branà: "Non c'é bisogno di un referendum, è il Pd che ha bisogno di un congresso" così ai microfoni di Radio Città Fujiko "Spero che Monari fosse ironico - aggiunge - perché trovo molto grave che un rappresentante della politica chieda un referendum. Ha il sapore del referendum di Ponzio Pilato, che chiese al popolo se voleva Cristo o Barabba, lavandosene le mani".

"Sel accoglie con favore l'inedita passione referendaria che anima alcuni esponenti di punta del Pd e apprezza il desiderio, manifestato dal capogruppo Pd Monari, di interpellare la città su ampie questioni che la riguardano e la dividono" fa sapere la sezione Sel bolognese "ciò detto, il referendum non costituisce una nuova frontiera del sondaggismo ma, sia esso nazionale o locale, abrogativo o consultivo, rappresenta un prezioso strumento di democrazia che chiama i cittadini a scegliere su tematiche concrete e precise".

"Si vincerebbe a occhi chiusi".secondo Franco Grillini, presidente di Gaynet e consigliere regionale. "Dopo i fulmini dell'esimio cardinale Carlo Caffarra contro i matrimoni gay - aggiunge in una nota - arriva la suggestiva proposta del collega Monari sulla possibilità di un referendum consultivo.  Il gentile cardinale di Bologna - conclude - deve fare i conti, quindi, più che col sindaco, interprete di un comune sentire inclusivo largamente maggioritario in città, con quell'opinione pubblica che da tempo non segue più 'verita' rivelaté valide solo per chi ci crede".
 

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