Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Scuola, eliminati 'mamma' e 'papà': insofferenza sul tema anche nel Pd

La Diocesi addita la proposta come 'dittatura culturale', il Pdl parla di decisione 'aberrante'. Ma anche dalle fila del partito promotore qualche stonatura. Donini: 'Sarebbe più interessante se si discusse d'altro'

Ancora non è stata approvata definitivamente la decisione del Comune di sostituire nei modili scolastici la parola 'padre' e 'madre' con quella di 'genitore', eppure le polemiche non trovano requie. Dopo la sferzata del Cardinal Caffarra, e le parole dure di Udc e Lega Nord, la chiesa torna a pronunciarsi. Lo fa attraverso la stroncatura del vicario della Diocesi bolognese: ''E' solo il primo passo - ha detto monsignor Giovanni Silvagni - di un progetto coerente e lucido, che punta a cambiare la mentalità attraverso la modifica del linguaggio''. Il monsignore ha poi rincarato la dose parlando di una ''dittatura culturale: si arriverà a dettare linee guida agli insegnanti, e i bambini che utilizzeranno un linguaggio inadeguato, parlando della mamma o del papà, verranno prima corretti poi redarguiti''.

Sferra l'attacco anche il Pdl, che definisce la proposta come 'aberrante'. Feroci le parole di Alberto Vecchi, coordinatore provinciale del Pdl, che sbotta: "Allucinante che il Comune di Bologna abbia adottato questa aberrante soluzione che annulla di fatto il concetto di famiglia, non solo questa scelta va contro la Costituzione, ma in realtà finisce per discriminare la maggioranza dei cittadini che condivide il termine padre e madre''. ''Ora speriamo - ha concluso Vacchi - che i Comuni della Provincia non vogliano imitare immediatamente Bologna, che non si è lasciata scappare la ghiotta occasione di mutuare l'ultima trovata stronca-famiglia. Perché quel padre e quella madre piazzati sui documenti in carta richiesti dal comune per presentare le domande di iscrizione a nidi e asili per il popolo dell'ultrasinistra risultavano discriminatori''.

Ma a parte la Curia e le opposizioni in Comune,qualche insofferenza sul tema appare anche all'interno dello stesso Pd, che ha avanzato la proposta nella persona dell'assessore all'istruzione, Marilena Pillati. 'E' la solita bagarre alla bolognese - ha detto il segretario del partito Raffaele Donini - di cui farei volentieri a meno. Magari sarebbe più interessante se fosse concentrata sull'obiettivo di dare sempre maggiore risposta alle richieste di servizi per l'infanzia. La gente potrebbe anche chiedersi, magari anche chiederci, se proprio non ci sia un modo per rimuovere le discriminazioni senza tuttavia cancellare le parole madre e padre''.

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