Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Il Pd 'rottama': Donini cerca un nuovo dirigente, pronto avviso pubblico

Ora il segretario del Pd di Bologna prova a realizzare una delle promesse di Matteo Renzi: "Rottamare le correnti". E lo fa immettendo nel partito volti nuovi, sganciati dalle logiche dell'ultimo congresso

Ora il segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini, prova a realizzare una delle promesse di Matteo Renzi: "Rottamare le correnti". E lo fa immettendo nel partito volti nuovi, sganciati dalle logiche dell'ultimo congresso.

"Lanceremo nei prossimi giorni- ha annunciato ieri sera il segretario alla direzione provinciale Pd- un avviso pubblico di competenze sui temi oggetto della nostra attività politica ed entro l'estate misureremo il raccolto, per poi impiegare queste nuove energie nel circuito politico ed organizzativo del partito, anche con qualche piccolo aggiustamento, se necessario, degli organismi dirigenti". Una ventata d'aria fresca insomma al gruppo dirigente dem. Nella direzione di ieri sera, dedicata alla tradizionale analisi del voto, Donini (che voto' Gianni Cuperlo al congresso) ha riconosciuto nell'azione del segretario e premier il merito principale del successo elettorale. Il risultato del Pd "è innanzitutto il risultato di Matteo Renzi, la cui affermazione politica prima alla segreteria nazionale del partito poi alla guida del Governo del Paese, ha segnato in modo inequivocabile il risultato positivo di queste elezioni europee". Ma "in un Pd a trazione emiliana poi- sottolinea Donini- il risultato bolognese, superiore di tre punti percentuali alla media regionale, ci riempie di orgoglio e ci consegna una grande responsabilità". La città e il suo hinterland insomma "riconoscono e premiano pienamente la proposta politica di Matteo Renzi, di una sinistra moderna, inclusiva, chiara, riformatrice capace di estendere i confini del proprio consenso tradizionale".

Donini rivendica la scelta di avere fatto una corsa oltre le mozioni nazionali al congresso provinciale e soprattutto quello di avere sopportato la cosiddetta ''staffetta'' con Enrico Letta. Invece, "dovrebbero riflettere auto-criticamente coloro i quali, all'indomani del cambio di Governo gridavano al ''Golpe'', promuovendo appelli surreali rivolti ai nostri parlamentari affinchè non votassero la fiducia. Oppure- si toglie un altro sassolino- coloro che sul territorio si incaricavano di alimentare e non solo rappresentare quel clima di disorientamento ed ostilità nei confronti del nuovo Governo. E infine- chiude l'elenco- coloro che scommettevano anche nelle ultime settimane, in modo esplicito e tacito, nell'affermazione della proposta politica di Tsipras, magari sull'onda emotiva e suggestiva di una piazza piena di bandiere rosse".

(agenzia Dire)

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