Domenica, 21 Luglio 2024
Politica

Al via il Piano Strategico Metropolitano per "Bologna nel futuro"

Questa mattina incontro sul Piano Strategico Metropolitano con Regione e Sindaco. Merola: "Siamo la città giusta!". Errani: "Anche il Governo svolga il proprio ruolo!"

Questa mattina si è svolto a Palazzo Malvezzi l'incontro che ha ufficializzato il via ai lavori per il Piano Strategico Metropolitano: il sindaco Virginio Merola e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti, insieme al presidente della Regione Vasco Errani, che ha richiesto un meeting urgente focalizzato sulle infrastrutture.  

LA BOLOGNA DEL FUTURO. La “costruzione del futuro” oggi deve diventare la priorità per la comunità metropolitana di Bologna. E per costruire il futuro, il Piano Strategico Metropolitano si definisce come  uno degli strumenti più efficaci che possiamo mettere in campo, come dimostrano le esperienze di alcune tra le più importanti città europee ed italiane (Barcellona, Lione, Monaco di Baviera, Bilbao e in Italia Torino, La Spezia, Venezia, Trento).

L’OBIETTIVO. L’obiettivo è rilanciare Bologna come realtà d’eccellenza internazionale nel lavoro e nel manifatturiero come nella cultura e nella creatività, nella qualità della vita come nel welfare. Una realtà che, partendo dalla propria dotazione di risorse intellettuali, naturali, professionali e imprenditoriali e dalla realizzazione di un sistema territoriale efficiente, competitivo e vivibile, sia capace di farsi motore della crescita assumendosi la responsabilità di capitale regionale, costruendo una intensa rete di relazioni internazionali.

ERRANI CHIEDE CONCRETEZZA. Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errano ha esortato un’accelerazione immediata dei tempi e un intervento del Governo per discutere sulle grandi opere bolognesi che se non realizzate potrebbero diventare una grave perdita. Dalla Provincia dunque, alla presenza di Istituzioni e categorie economiche il presidente è stato chiaro: “Dobbiamo dire: adesso facciamo!” inviando un appello al governo perché svolga il proprio ruolo, soprattutto per  il Passante nord e l'Sfm e affinchè ci dia dei tempi”.

L’INTERVENTO DI MEROLA. “Non  siamo  qui  per  avviare  analisi e ricerche generiche – dice Merola - ma per scegliere  una  prospettiva  per  Bologna  e  praticarla  con  progetti  ed iniziative  concrete, da sostenere insieme con la chiarezza del compito che spetta  a  ognuno e la volontà di stare e di presentarsi uniti, con risorse pubbliche e private” . Grande spazio dovrà essere garantito ai giovani: “Garantire ai giovani il diritto ad una prospettiva di vita, a cominciare dal diritto al lavoro. Siamo  in  tempo.  Malgrado  questa crisi così dura e globale, noi siamo la città  giusta  per  praticare  questo  obiettivo, di affidare ai giovani il futuro  della  nostra comunità. Utilizzeremo bene perciò questo percorso di confronto partecipato”.  

IL PIANO STRATEGICO METROPOLITANO DI BOLOGNA. E’ è un processo volontario e collegiale, con più soggetti pubblici e privati, teso alla condivisione e alla costruzione una visione del futuro del territorio, e mirato al suo posizionamento sulla scena regionale, nazionale e internazionale. In esso trovano esplicitazione le differenti rappresentazioni dei problemi e delle priorità; si confrontano e trovano mediazione interessi e bisogni anche antagonisti; si mettono a punto gli obiettivi e le strategie necessarie; si definiscono i progetti possibili, le risorse potenzialmente utilizzabili soprattutto si raccolgono le assunzioni di responsabilità dei diversi partner, pubblici e privati. Nel caso Bologna di, il Piano Strategico Metropolitano viene strutturato, realizzato e adottato in una dimensione ampia, metropolitana, capace di organizzare una massa critica sufficiente risorse territoriali ed economiche e di intercettare dinamiche altrimenti impossibili da governare; è immaginato per scadenze diverse a 5, 10 e 15 anni, in ragione dell’urgenza e della complessità degli obiettivi che si perseguono.

IL MANIFESTO DEL PROGETTO. Il Piano non è dunque uno strumento di pianificazione tradizionale o sola programmazione, ma piuttosto l'occasione per la determinazione partecipata delle scelte di crescita per i prossimi anni, e l’avvio di un lavoro coordinato sui vari progetti, con responsabilità condivise tra i diversi attori e processi valutativi adeguati; il luogo in cui si svolge un confronto continuo tra i diversi interessi presenti sul territorio, e quindi tra tutti coloro che vorranno prendervi parte, preceduto e accompagnato da una forte strategia partecipazione e comunicazione; il luogo in cui si esercita una costante azione di monitoraggio: dell’evolversi delle condizioni di contesto, delle trasformazioni interne, della realizzazione dei progetti e delle loro conseguenze territoriali.

EUROPA 20-20-20. Il  programma di mandato del Comune di Bologna è fondato sulla applicazione della  strategia  Europa  20-20-20.  “Una  strategia  - spiega il Sindaco - che punta a rilanciare l’economia  europea  nel  prossimo  decennio  qualificandola come crescita intelligente, sostenibile e solidale. Sono tre priorità che si rafforzano a vicenda,  e sono il modo per conseguire nuova occupazione, nuovi livelli di produttività  e  di  qualità  del  lavoro, e rinnovata coesione sociale. In particolare, per le politiche di coesione, l’Unione europea individua nuove misure  specifiche  per  lo  sviluppo  urbano sostenibile. Almeno il 5% del prossimo  Fondo  europeo  per  lo  sviluppo  regionale sarà dedicato allo sviluppo urbano integrato e sostenibile. Ogni Paese dovrà individuare una lista di città impegnate su questo obiettivo. Bologna potrà e dovrà essere in  questa  lista,  insieme alla sua area metropolitana: è questa una prima sfida da vincere.
 

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