Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Il Ministro Poletti contestato nella sua città da sindacati e lavoratori delle Cooperative

Accolto dalle protesta dei lavoratori di quelle cooperative che lo stesso politico imolese ha rappresentato per anni. Le forze dell'ordine lo fanno entrare dall'ingresso secondario

Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, ieri a Imola per partecipare a un'incontro organizzato da Confartigianato al Teatro Ebe Stignani, è stato accolto dalle protesta dei lavoratori di quelle cooperative che lo stesso politico imolese ha rappresentato per anni.

I lavoratori della Cesi e e della 3 Elle, la Cgil, poi i giovani dei centri sociali lo hanno accolto con urli e fischi, ma il Ministro del Lavoro entra da un ingresso secondario del Teatro comunale, come consigliato dalle forze dell'rodine, dove più tardi incontra i rappresentanti CGIL: "Disponibilità a confrontarci - ha detto al margine dell'incontro - con il mondo cooperativo e quello degli edili. Aspettiamo che il territorio, le imprese, le associazioni di categoria e le istituzioni territoriali, avanzino una proposta e dopo convocheremo il tavolo al Ministero". La rappresentante CGIL Bracone gli ha ricordato che si tratta dei "suoi compagni di vita" e che deve essere lui ad aprire il dibattito e a portare sul tavolo degli elementi concreti a favore del lavoro.

"Quanto sta accadendo sul territorio rispetto al mondo della cooperazione è una vergogna. Una vergogna e una sconfitta su tutti i fronti ma di cui nessuno parla, nemmeno a livello nazionale - lo scrive in una nota Simone Carapia, esponente di Forza Italia imolese - dove il ministro Poletti, presidente del Lavoro ed ex presidente di lega coop che ben conosceva la situazione della cooperazione imolese, arriva di nuovo in città per fare la solita passerella e per partecipare al solito convegno. Nessuna ammissione di responsabilità, nessuna critica su un modello e su quell’intreccio politica/cooperazione che ha provocato questi disastrosi effetti, si va avanti come se nulla fosse, alla faccia dei lavoratori che perdono lo stipendio, delle famiglie che non arrivano a fine mese, dei soci lavoratori che vedono volatilizzarsi i risparmi di una vita". Ha del surreale, secondo Carapia "la vicenda della 3Elle, ancora un colosso della cooperazione che si disintegra sotto il peso dell’incapacità e dell’inadeguatezza gestionale da parte del cda. Nessuna voglia di cambiamento, nessuna volontà di imprimere una svolta al mondo della cooperazione promuovendo il merito delle persone competenti, tanto che nel consiglio di amministrazione della newco che sorgerà dalle ceneri di 3Elle c’è Armando Galanti, già direttore di 3Elle. Insomma, mettiamo ai vertici della newco una persona che probabilmente è stata responsabile di molti errori e investimenti inadeguati. E per i lavoratori, che si ridurranno da 270 a 80 c’è anche la beffa della richiesta di versare una quota sociale tra i 5 e gli 8mila euro proprio per costituire la newco, dopo che già le quote sociali sono andate perdute".

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