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Primarie centrosinistra, Clancy: "Alleanze? Pd sia più radicale, e occhio ai 'boicottaggi'"

Così l'esponente della sinistra cittadina e alleata di Lepore in un forum online con altri esponenti della galassia dem. Scettica Gualmini: "Non si combatte la destra andando a sinistra"

Il Pd deve "smettere di apparire ed essere una forza conservatrice, servono politiche più radicali". E' la ricetta di Emily Clancy, leader di Coalizione Civica e alleata di Matteo Lepore alle primarie del centrosinistra del 20 giugno. 

Clancy, intervenuta durante una Agorà online con altri esponenti della galassia dem e non solo spiega come "in città si sta ancora formando, con difficoltà, un'edizione bolognese del Conte bis" ma allo stesso tempo mette in guardia come sia in atto, con la candidatura di Conti e la spaccatura interna al Pd sui posizionamenti, "un tentativo di buttare giù questa alleanza, fragile ma interessante".

Secondo Clancy, quel tentativo di alleanza "va costruito perchè può essere utile ad affontare questo periodo". Ma avverte: "Le alleanze non sono scontate e per averle il Pd deve rinunciare alla sua autorità, deve farsi contaminare sui contenuti. Il Pd deve smettere di apparire ed essere una forza conservatrice, servono politiche più radicali. E a Bologna c'è un tentativo reale di inversione di rotta, per superare politiche tardo-novecentesco. E' nostro compito portarlo avanti e vigilare perchè non sia un tentativo vano".

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Scettica è invece l'eurodeputata Pd Elisabetta Gualmini. "Non è andando più a sinistra che si affronta lo spostamento più a destra del centrodestra", avverte.

Sul punto interviene anche Silvia Zamboni dei Verdi, confermando l'appoggio a Isabella Conti. "Dei Verdi nessuno sta con Renzi -assicura- e non è questo il problema. Conti ha dimostrato di essere una brava sindaca e vogliamo fare un accordo programmatico, perchè è questo che ci interessa. Poi vedremo. A chi dice che siamo gli ambientalisti del no possiamo mostrare una lunga fila di sì per quello che abbiamo fatto nelle tante giunte di centrosinistra di cui abbiamo fatto parte, come vogliamo far parte di quella di Bologna".

Sull'idea di saldare l'asse con la sinistra è d'accordo il consigliere regionale dem, Antonio Mumolo. "Io sono tra quelli che è rimasto nel Pd, resistendo a Renzi- ricorda Mumolo- c'è chi invece, legittimamente, è andato via. Ma ora, passato Renzi, cosa ci divide? Cosa divide noi da Emily Clancy, Massimo Bugani dei 5 stelle o Silvia Zamboni dei Verdi? Penso che ci divida poco e che ci unisca invece tanto". Secondo Mumolo, dunque, "dovremmo pensare a come unire la sinistra per affrontare il futuro, dobbiamo fare uno sforzo. Pensiamo a un contenitore che c'è o che verrà, e cerchiamo di realizzarlo in tempi brevi".

Presente al foruma anche Massimo Bugani (5Stelle), che rilancia: "Bisogna avere coraggio e andare oltre le resistenze anche all'interno delle proprie forze politiche. Bisogna cercare un baricentro per tessere la tela con pazienza, senza strappare". Più sfumata l'opinione del deputato dem Andrea De Maria. "Bologna ha una grande resposabilità nazionale -avverte- non solo sul piano delle alleanze politiche, su cui sono d'accordo, ma anche sul piano delle politiche. Bologna deve essere un realtà che sa sperimentare e che svolge un ruolo nazionale". (Dire)

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