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Prodi, non rinnova la tessera del Pd: "My game is over" e invita anche il Cav a lasciare

Nero su bianco: il Professore lascia definitivamente. Gratitudine per il Pd, ma non niente tessera: "Anche chi è stato sconfitto in due confronti diretti, mediti"

No, non rinnoverà la tessera del Pd, basta con la politica. Lo chiarisce una volta per tutte Romano Prodi "Ho definitivamente lasciato la vita politica italiana".

Il professore lo mette nero su bianco in una lettera al Corriere della Sera: "Ho affrontato due sfide importanti, battendo un opponente politico che ritenevo e ritengo non idoneo al governo del Paese. Da parte mia ho cercato di portare avanti una cultura politica moderna e solidale di cui l'Italia ha molto bisogno. Una battaglia non solo politica, ma etica e culturale" scrive l'ex premier "Credo che questi stessi obiettivi abbiano oggi bisogno di nuovi interpreti anche se, nel corso dei due periodi del governo da me presieduto, ci si è a essi avvicinati senza danneggiare, ma anzi migliorando sensibilmente il prestigio internazionale e la situazione debitoria del Paese".

E' "senso di gratitudine" nei confronti del Partito Democratico, ma "in politica, come nello sport e forse in ogni attività, è preferibile scegliere il momento in cui finire il proprio lavoro, prima che questo momento venga deciso da altri o da eventi esterni. Questi sono anche i motivi per cui senza polemiche ho tralasciato di ritirare la tessera del Pd, il cui rinnovamento e rafforzamento sono tuttavia essenziali al futuro della nostra democrazia. Al vostro cortese giornalista che mi chiedeva se parteggiassi per l'uno o per l'altro dei potenziali candidati al congresso ho risposto semplicemente «my game is over» che, tradotto in italiano, significa che la mia gara è finita. Una gara riguardo alla quale posso elencare tante sfide vittoriose, tra le quali non mi fa certo dispiacere ricordare le due elezioni politiche nazionali del 1996 e del 2006"..

E rivolgendosi allo storico avversario Silvio Berlusconi "voglio infine augurarmi che, anche chi è stato sconfitto nei due confronti diretti, possa meditare sul fatto che non dovrebbe essere solo la mia gara a una fine. Ora la saluto, perché sto partendo per New York dove dovrò discutere di fronte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite i progetti per lo sviluppo del Sahel. Perché, come Lei sa, gli esami non finiscono mai".

IL SINDACO MEROLA. "La fiducia bisogna dimostrarla, quindi rispondiamo con i fatti: non assilliamo Prodi con domande di iscrizione, ma dimostriamo con questo congresso che siamo in grado di voltare pagina". Così il sindaco Virginio Merola sul professore ex-tessera numero uno. "Il Pd deve dimostrare con i fatti che è in grado di rilanciare la propria idea di fondo, quella di essere un partito riformista di questo secolo", ha spiegato Merola, che solo sabato aveva spronato Renzi a sciogliere le riserve sulla propria candidatura a segretario.

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