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Voto nei quartieri. Locascio verso la presidenza del San Donato-San Vitale: "Più verde, bici e rete sociale"

L'INTERVISTA. Segretaria del circolo Pd San Donato Centro, Adriana Locascio, insegnante, ci racconta come immagina il quartiere di domani

Segretaria del circolo Pd San Donato Centro, consigliera di quartiere uscente, ora Adriana Locascio sarà la presidente del quartiere San Donato-San Vitale  l'ufficializzazione si avrà dopo il voto in consiglio, ndr). Seconda degli eletti con 363 preferenze, la precede Marco Trotta, sempre di Centro Sinistra, con 442 voti. Nel quartiere in totale la coalizione ha raccolto oltre 12mila voti, il 54,5%.

Al fianco di Matteo Lepore già dalla campagna elettorale delle primarie, la neo presidente eredita un quartiere che il suo predecessore, Simone Borsari, ora eletto in consiglio comunale, ha ben governato. "Simone ha messo ordine nel disordine, nel caos, per usare una citazione in riferimento al premio Nobel per la Fisica Parisi", dice la presidente.

Presidente Locascio, un commento sul risultato elettorale

"Da segretaria del circolo Pd mi compete una valutazione politica dell'ottimo risultato elettorale. All'inizio dell'anno, parlo almeno del mio quartiere, si era già prospettata una sinergia con il movimento 5 stelle, con i consiglieri c’era già una condivisione delle azioni sul territorio. Sicuramente le urne riconoscono il lavoro eccezionale fatto negli anni sebbene non si possa tralasciare la questione astensionismo. Il nostro quartiere è passato da essere 'roccaforte rossa' a 'progetto vincente intorno alle persone': è un percorso che ha portato a focalizzarsi su obiettivi più importanti. Tutti i candidati del quartiere, sia nuovi che uscenti, hanno lavorato già dalla primarie sul proprio territorio e questo ha ripagato perché i cittadini hanno trovato in loro le persone a cui fare riferimento". 

Le prime cose che farà da presidente

"Il mio punto di partenza è solido: da una parte il lavoro del presidente uscente Simone Borsari e dall’altra parte la campagna delle primarie di cui si parlava prima, fatta davvero in mezzo alle persone, nel solco della tradizione, con orecchie tese all'ascolto del territorio. Dunque, tra tutte, come prima azione penso all'istituzione di veri e propri punti di ascolto in diverse zone del quartiere che, ricordiamolo, ha un'ampia estensione territoriale. L'obiettivo è cogliere i diversi punti di vista per essere davvero vicini ai cittadini. Vorrei che chi abita in zona Mengoli, per esempio, si senta parte integrante del quartiere".

"Poi penso ad un adeguamento delle strutture pubbliche, portando la fibra ottica nelle case di quartiere, ma anche ad un ambulatorio permanente – e non solo sperimentale – come quello della croce del Biacco. E ancora: più cura delle aree verdi con un incremento dell'attrezzatura e cestini per i rifiuti. Prioritario sarà agire sulle quelle aree abbandonate con un progetto pubblico-privato per risanarle. Infine, tra le prime tematiche in agenda, ripensare alla collaborazione con l'università e al ruolo di Fico nel quartiere. Mi piacerebbe diventasse un elemento strategico, superando la chiave esclusivamente commerciale, recuperando il progetto educativo più ampio". 

Come immagina il quartiere a lungo termine, in che direzione vuole andare? 

"Ambiente, scuola e terzo settore. Sono questi i tre ambiti in cui immagino più cambiamenti. Penso sicuramente al Savena, abbandonato, che con il Passante risaneremo e renderemo fruibile. In poche parole immagino un quartiere più verde, a saldo zero, incrementando i progetti già avviati come quello dell'impianto fotovoltaico del Caab e del progetto Enea. Immagino più bici, meno auto, più piste ciclabili dunque. Il nostro ruolo – fondamentale – sarà anche quello di spiegare ai cittadini il perché è importante una transizione ecologica; spiegare loro ad esempio che il cantiere del tram, quando partirà, non sarà così impattante come si teme ma, che a lungo termine, un'infrastruttura di quel tipo ridurrà emissioni e traffico su gomma". 

"Per il resto, scuole e terzo settore. Nel sociale lavoreremo per fare in modo che tutte le associazioni, comprese le parrocchie, lavorino insieme rinsaldando la rete. Sulle scuole invece andremo verso una maggiore inclusione rispetto ad alcuni temi delicati: abbiamo una percentuale dell'1% di bimbi disabili che vanno al nido. Nel nostro quartiere c'è già un supporto per le famiglie che fanno domanda, lo immagino anche per chi ha bambini con disabilità". 

In attesa della giunta metropolitana di Lepore, il sindaco ha già detto che nel suo mandato le municipalità saranno ancora più cruciali. Cosa ne pensa?

"Il tema del decentramento anche all’interno del Pd è stato sempre indicato come prioritario perché attualmente non è stata portata a termine l’applicazione delle legge Delrio. Non sono chiari quindi i ruoli e, dunque, la centralità dei quartieri la giudico molto positivamente perché penso che così si potrà gestire tutto in modo migliore. Vedremo cosa ha in mente il sindaco, ripeto, sarebbe uno strumento per amministrare meglio. Noi non aspettiamo altro".

Chi è Adriana Locascio

Nata a Salerno il 18 aprile 1978, Adriana Locascio dal 2005 insegna Scienze nelle Scuole Superiori. Dal 2001 è consulente ambientale presso Enti pubblici e aziende private nell'ambito della Idrobiologia, Limnologia, Ecologia del Paesaggio, Ecologia  e Sistemi Informativi Geografici (GIS).

Dal 2003 al 2010 ha svolto l'incarico di Professore a contratto di Ecologia per Scienze della Formazione Primaria e membro della Commissione d'esame di Ecologia Applicata per Scienze Biologiche  presso l'Università di Bologna.

Segretaria del circolo di quartiere Centro del Pd di San Donato, svolge attività politica dal 2014 come responsabile della comunicazione dell'Unione dei Circoli PD di San Donato. È stata eletta nel 2016 Consigliera di Quartiere per la Circoscrizione territoriale San Donato – San Vitale.

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