Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Rating, Standard and Poor's declassa Bologna. Giannini: “Rischio per i più poveri”

Rating ridotto da A+ ad A anche al Comune di Bologna e alla Regione. Oggi consiglio straordinario a Palazzo D'Accursio Giannini: "Manovre recessive, Bologna superiore ai parametri dello Stato"

Dopo il taglio al rating del debito sovrano dell'Italia, Standard and Poor's, agenzia internazionale di valutazione dell'affidabilità creditizia, ha abbassato il “voto” a 11 enti locali, tra cui la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna. S&P ha ridotto il rating da A+ ad A, con outlook negativo e la stessa cosa è accaduta anche ai Comuni di Milano e Genova, e alle Regioni Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Umbria.

SILVIA GIANNINI IN CONSIGLIO. Il vice sindaco Silvia Giannini, durante il Consiglio Straordinario di oggi per parlare delle conseguenze della Manovra dichiara: “Il declassamento purtroppo dipende dal fatto che ancora questo Governo non dimostra capacità di riuscire a risolvere i problemi del Paese per quanto riguarda la crescita, anzi, le manovre che sono state fatte sono recessive, quindi potrebbero far si che non si riescano a raggiungere gli equilibri di bilancio pubblico, di riduzione del debito e dell'indebitamento".

DECLASSAMENTO DEL RATING. "S&P ha declassato da A+ ad A il rating della Repubblica italiana - ha poi spiegato la Giannini - e automaticamente questo ha comportato il declassamento delle Regioni e dei Comuni, che non possono avere un rating superiore della Repubblica. Va detto che anche in questa revisione il Comune di Bologna ha un merito di credito particolare, se non ci fosse questa situazione difficile dell'Italia il Comune di Bologna meriterebbe secondo S&P un AA, che è addirittura superiore dell'A1 che aveva l'Italia precedentemente. Abbiamo un merito di credito particolare, ma non possiamo avere un rating superiore a quello della Repubblica italiana".

SALVAGUARDARE COMPONENTE PIU’ FRAGILE. Va bene pensare ad altre tasse, ma queste devono andare a colpire chi ha di più e non chi è già in difficoltà, e con tariffe a seconda del reddito anche nei servizi. “Al momento - spiega Giannini - le leve fiscali già esistenti servirebbero al massimo a compensare i tagli su finanziamenti statali". Nel caso però emergessero altre possibilità verrebbero vagliate prima di fare delle scelte". A oggi le soluzioni in mano al Comune sono: l'aumento dell'addizionale Irpef dallo 0,7% allo 0,8%, e l'imposta di soggiorno con aliquote da 0,5 a cinque euro per pernottamento, ma ci sono ancora troppi elementi di incertezza”. La Giannini sottolinea: “Questi provvedimenti rischiano di colpire la componente più fragile, che è ancora quella femminile”.

VASCO ERRANI. Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani commenta la decisione dell’agenzia S&P di abbassare il rating della Regione da A+ ad A, in conformità a quello definito nei giorni scorsi per lo Stato centrale. Una valutazione che, oltre all’Emilia-Romagna, ha interessato altre 10 amministrazioni locali: “Decisione attesa, quella di Standard and Poor’s, dato che l’agenzia più volte ha dichiarato che il proprio modello di analisi e di indagine economico-finanziaria non prevede che il rating degli Enti territoriali possa essere superiore a quello dello Stato”.

LA COLLOCAZIONE REALISTICA PER ERRANI. “Debbo dire che l’agenzia, nelle motivazioni che ci ha trasmesso – ha detto Errani – oltre a spiegare che la propria metodologia di analisi prevede l’automatico adeguamento del rating ad un valore non superiore a quello dello Stato, ci assegna un “merito di credito indicativo pari a AA -”.  In altre parole, senza il parametro del debito sovrano nazionale, potrebbe essere questa la nostra collocazione più realistica”. Si tratterebbe, quindi, di un parametro superiore a quello riconosciuto all’Italia nelle scorse settimane.

IL RAPPORTO S&P. Il rapporto reso noto riguarda 11 Amministrazioni locali che hanno fatto la scelta di far esaminare la propria dimensione economico-finanziaria da S&P. Altre Amministrazioni territoriali, che hanno fatto scelte diverse, non sono evidentemente parte di questa valutazione dell’agenzia. “Resta la mia convinzione – conclude Errani – che questa regione abbia in sé le risorse per uscire dalla crisi, purchè vi sia a livello nazionale un quadro di scelte forti e di sviluppo che accompagnino l’intero Paese in questa direzione”.


 

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