Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Referendum, Zacchiroli: "Private finanziate come il Cassero", ma l'Arcigay non ci sta

In un dibattito alla radio il consigliere Pd accosta il finanziamento alle scuole d'infanzia a quello al circolo omosessuale. Arcigay:"La Costituzione non dice che il Cassero debba esistere senza oneri per lo Stato"

Ultime battute di campagna referendaria pro e contro il mantenimento del finanziamento comunale alle scuole d'infanzia paritarie. A scuotere l'Arcigay l'accostamento del consigliere comunale Pd Benedetto Zacchiroli, durante un dibattito a Radio Città del Capo: "Scuole private dell'infanzia come il Cassero", il circolo omosessuale di Bologna che riceve un contributo dal Comune per le sue attività sociali. Non si è fatta attendere la risposta del presidente di Arcigay Vincenzo Branà, schierato a fianco dei referendari: "La convenzione del Cassero non è in alcun modo assimilabile a quella delle paritarie, mi meraviglio persino di doverlo chiarire", ha spiegato.

Zacchiroli aveva evidenziato come il Comune aiuti economicamente il Cassero (sotto forma di sgravi e sconti sulle bollette) perché quest'ultimo fa un servizio pubblico: "Dà informazioni sulla lotta all'Aids e alle persone trans e omosessuali, fa cose ottimali per la nostra comunità, servizi che dovrebbe fare il pubblico, ma costa meno e arriva a più persone", ha spiegato Zacchiroli, secondo il quale "é la stessa cosa che succede nel pianeta scuola, le paritarie fanno un servizio pubblico".

"Differenze lampanti" per Branà "il Comune non versa un milione di euro ogni anno al Cassero e non obbliga nessuno a frequentare il Cassero, mentre impone di fatto ai bimbi bolognesi la scuola cattolica". E ancora, "non esiste alcun articolo della Costituzione che dica che il Cassero debba esistere 'senza oneri per lo Stato (come invece indica per le scuole all'art. 33 - ndr)'" e "i servizi erogati dal Cassero non sono erogati dal Comune, né dalla Regione, né dallo Stato". Anzi, ha rimarcato Branà, "il circolo Mario Mieli di Roma negli anni '80 inizio' a somministrare il test dell'Hiv quando ancora le strutture pubbliche non lo facevano ed é stato ben lieto di interrompere quell'attività quando le istituzioni hanno iniziato a farsi carico di quella responsabilità".

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