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Governo Renzi, la civatiana Elly Schlein: 'Nessuna scissione, ma vediamo prima programma e ministri"

'Giorni duri' per il PD che ha votato il passaggio da Enrico Letta a Matteo Renzi alla guida del governo. Dai civatiani: 'La fiducia non è scontata'

"Giorni duri", lo dice a Bologna Today la stessa Elly Schlein, classe 1985, italo-americana nata a Lugano e laureata in giurisprudenza all'Alma Mater.

E' reduce da tanti incontri e soprattutto della Direzione Nazionale del Partito Democratico, della quale fa parte, che il 13 febbraio ha decretato le dimissioni del Premier Enrico Letta e la salita a Palazzo Chigi del Segretario Matteo Renzi con 136 voti favorevolI (GUARDA IL VIDEO).

I contrari sono stati 16 e tra questi anche quello dei sostenitori di Pippo Civati, che Schlein ha scelto di sostenere alla primarie per la segreteria, dopo i giorni Incontro con Elly Schlein: per Civati alle primarie PD
"OccupyPd", all'indomani
delle elezioni politiche e del presidente della Repubblica, sfociata poi nelle dimissioni dI Pierluigi Bersani.

Larghe intese fino al 2018? "Questo è stato votato in Direzione PD, si tratta di un governo politico, come dice Renzi, o per fare le riforme? Noi invece chiediamo di fare la nuova legge elettorale e poi andare al voto".

Cosa non vi convince? "Non si tratta di dubbi su Renzi o Letta, ma è lo schema, ci tocca fare la parte di coloro che dicono sempre no, mentre chi ha sostenuto Letta e le larghe intese ha votato compattamente per cambarlo".

E la fiducia? "Non è scontata, lo abbiamo detto, alcuni parlamentari PD non si sentono proprio a loro agio, non conosciamo il programma, non sappiamo chi saranno i ministri, Renzi si starà incontrando con Alfano e Scelta Civica".

Che cosa, secondo te, ha spinto Renzi a una tale accelerazione? "Che fosse impaziente, si era notato, ma forse è arrivato qualche segnale di disapprovazione della proposta di legge elettorale, ad Alfano conviene arrivare fino al 2018 perchè ora non ha i numeri, con i listini bloccati riproposti il segretario non ha più quel margine del 10% che permetteva di scegliere alcuni candidati, quindi Renzi non avrebbe potuto imporsi favorendo i suoi..."

E quei rumors sull'asse Civati-Vendola? "Assolutamente niente di vero, Civati non ha mai pronunciato la parola scissione, ha parlato solo di dubbi sulla fiducia".

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