Lettera delle Sardine a Repubblica: "La forma stessa di un partito sarebbe un oltraggio

I promotori bolognesi rivendicano la libertà di non fondare un partito: "Questo fenomeno deve rimanere spontaneo, è una rivolta popolare pacifica che non ha precedenti negli ultimi decenni"

"Il 14 novembre eravamo quattro trentenni come ce ne sono tanti in Italia. Roberto in ufficio, Giulia in ambulatorio, Mattia in palestra, Andrea in piazza a farsi carico delle questioni logistiche". E' l'incipit della lunga lettera inviata al quotidiano La Repubblica da parte degli organizzatori delle Sardine

"La forma stessa di un partito sarebbe un oltraggio a ciò che è stato e che potrebbe essere. E non perché i partiti siano sbagliati, ma perché veniamo da una pentola e non è lì che vogliamo tornare. Chiedere che cornice dare a una rivolta è come mettere confini al mare. Puoi farlo, ma risulterai ridicolo. Noi ci chiediamo ogni giorno come fare, e ci sentiamo ridicoli, inadatti e impreparati... ma finalmente liberi" scrivono "l'unica certezza che abbiamo è che siamo stati sdraiati per troppo tempo. E che ora abbiamo bisogno di nuotare". 

Ovviamente non si aspettavano una Piazza Maggiore gremita quel giorno in cui Lucia Borgonzoni e Matteo Salvini tenevano il loro evento elettorale al Paladozza: "Avevamo scatenato un maremoto a nostra insaputa. Imprevisto quanto insperato" e così hanno pensato: "L'Emilia-Romagna non è la sola terra in cerca di un modo per esprimere un entire diffuso e diamo vita a un coordinamento nazionale, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di un fenomeno culturale e sociale di resistenza all'avanzata del populismo e dei suoi meccanismi di attecchimento - ma specificano - ci è chiaro fin da subito che questo fenomeno deve rimanere in tutto e per tutto spontaneo, nutrirsi della ritrovata voglia di partecipare delle persone, e al contempo riproporre ogni volta, in chiave locale, le emozioni di piazza Maggiore. La forza delle Sardine è collegare il virtuale al reale, e non c'era niente di meglio che favorire la nascita di un fenomeno sociale fatto di individui in carne e ossa, capaci di mostrare che le piazze, virtuali e reali, sono di tutti".

In Piazza Maggiore migliaia di Sardine vs Lega | FOTO e VIDEO

"Dopo piazza San Giovanni - scrivono - era tempo di fare due calcoli. In 30 giorni si erano riempite 92 piazze in tutta Italia, a cui si sono aggiunte 24 piazze estere, europee e statunitensi. Circa mezzo milione di persone sono uscite di casa, al freddo e sotto la pioggia, per dire che la loro idea di società non rispecchiava per nulla quella presentata dall'attuale destra italiana, quella stessa destra che non perde occasione per affermare di avere il popolo dalla sua parte, le persone si sono fidate, hanno continuato a fidarsi" e così i promotori sono passati da 4 a 150: operai, studenti, insegnanti, professionisti, precari, disoccupati. Militanti, ex politici, disillusi, attivisti, volontari... "Nessuno è portatore di verità assolute e il dialogo, che passa dall'ascolto". 

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Per Roberto, Giulia, Mattia e Andrea quindi "le sardine non esistono, non sono mai esistite. Sono state solo un pretesto" ma "l'Italia è nel mezzo di una rivolta popolare pacifica che non ha precedenti negli ultimi decenni. Chi cercherà di osteggiarla sentirà solo più acuto il fischio, chi tenterà di cavalcarla rimarrà deluso".
 
 

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