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Blocco lezioni a Scienze Politiche, Zacchiroli: 'La misura è colma, togliere il libretto'

Il consigliere PD ha definito i contestatori "bislacchi" invitandoli a uscire dal '77 e a vivere nel mondo di internet e della comunicazione. La Presidente Giorgetti: 'Gli studenti che compiono qualunque azione lesiva' dovrebbero essere esclusi dagli esami e dalle lezioni

"Bislacchi" ha detto oggi nel suo intervento in Consiglio Comunale il consigliere PD Benedetto Zacchiroli, riferendosi al blocco della didattica alla Facoltà di Scienze politiche messo in atto dal Collettivo Universitario Autonomo-CUA la settimana scorsa. "Impedire ai propri colleghi studenti di partecipare alle lezioni è, oltre che, dal mio punto di vista, un atto di violenza, un modo di protesta fuori dal tempo. Mi fanno tenerezza questi giovani col megafono scarico in mano che rivendicano chissà quale diritto impedendo ai loro pari di esercitare il proprio" e con una punta di sarcasmo le ha definite "intimidazioni sommesse, sussurrate e accompagnate da spintarelle bullesche, sono i mezzi scelti da uno sparuto gruppo di sedicenti studenti, che forse l'ultimo esame che hanno dato è quello per la patente. Povera Bologna, povera la sua Università. Nessuno nega il diritto alla protesta, ma, mi spiace doverlo ricordare, siamo nel 2016, e i mezzi debbono essere altri". 

FUORI DAL TEMPO. "Uscite dal '77, vivete nel mondo di internet e della comunicazione. Lo capite che il vostro tavolino messo di traverso non può fermare il sapere e la sua comunicazione? L'unico risultato che ottenete è una dolce antipatia nei vostri confronti che non permette a nessuno nemmeno di capire quale sia il motivo della vostra protesta. Francamente da degli studenti ci si aspetta un po' di più, almeno in creatività comunicativa" ha aggiunto dichiarandosi dalla parte degli "studenti bloccati e costretti a non poter seguire le lezioni che la città è con loro, che noi stiamo dalla loro parte" incoraggandoli.  

Zacchiroli invita il Senato accademico a "prendere provvedimenti seri e immediati nei confronti di coloro che impediscono il libero esercizio del sapere nella nostra città, perché quelle persone ledono, in primis, Il diritto dei loro colleghi, e in secundum l'immagine vera della città che nei secoli ha costruito se stessa attorno alla comunità universitaria... Avete mai pensato di togliere loro il libretto studentesco? Son sicuro che non piangeranno, ma almeno si leverà loro il diritto di dirsi studenti della più antica università del mondo occidentale, fatto che reca con se non solo onori, ma anche l'onere di un comportamento civile e consono, del quale, reiteratamente, danno prova di non sapere nulla. Forse il vostro regolamento non lo contempla, ma la misura è colma e vi chiediamo un segnale forte, perché quando si commette un fallo grave il giocatore è espulso". 

Alle considerazioni del consigliere PD segue la dichiarazione della Presidente del Quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgetti: "Beh io direi di più : per evitare ciò che è successo al Prof Panebianco - le cui lezioni sono state interrotte -  al ex Rettore Dionigi a cui fu messo un bavaglio, all'occupazione dell'aula C - poi sgomberata - non c'è alternativa cioe fare quello che già fanno altre università come ad esempio la Bocconi a Milano anche se privata. Gli studenti che impediscono le lezioni o che imbrattano o che compiono qualunque azione lesiva nei confronti della comunità non possono dare esami o frequentare per almeno un anno il loro corso di laurea e addirittura in base al danno sono espulsi - ha scritto su Facebook - invito il rettore Ubertini e tutte le Istituzioni preposte a valutare un codice etico e di comportamento per gli studenti. Siamo o non siamo il più antico e prestigioso ateneo del mondo? Forse anche tanti problemi su piazza Verdi sarebbero risolti", conclude. 

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