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"Scuola, un ascensore sociale": il Ministro Giannini spiega la riforma scolastica

Il ministro dell'Istruzione, e il responsabile Scuola del Pd,dal Parco Nord hanno spiegato così la riforma scolastica che mercoledì approderà in Consiglio dei ministri. Precariato, invalsi, test di ingresso: tanta la 'carne al fuoco'

La scuola che "torna a essere un ascensore sociale" e che consente ai ragazzi di "inseguire i propri sogni e non solo un posto di lavoro". Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, e il responsabile Scuola del Pd, Davide Faraone, spiegano così la riforma scolastica che mercoledì approderà in Consiglio dei ministri.

Giannini e Faraone sono saliti ieri sera sul palco della Festa nazionale dell'Unità a Bologna e hanno voluto subito tracciare un solco rispetto al passato. "La differenza sostanziale ad oggi è nel metodo- rivendica Giannini- e non è secondario. Di pomposo ho visto poco da parte del Governo e da parte mia sulla scuola. Di rivoluzionario ho visto che si parla della scuola col Paese prima dei provvedimenti legislativi". Finora, sottolinea Faraone, "le riforme piovute sulla testa del mondo della scuola". Da mercoledì, invece, sulle linee guida inizierà una consultazione "con bambini, ragazzi e insegnanti".

Tante le questioni sul piatto, a partire dal precariato che la riforma vuole in larga parte ridurre superando le supplenze. "Se c'è una cosa veramente dannosa- afferma il ministro- è non sapere a inizio anno qual è l'insegnante, che poi cambia a metà anno perchè non rientra nell'organico di diritto. Questo significa che non abbiamo abbastanza insegnanti, che abbiamo un organico sottodimensionato". Invece "la continuità didattica, quindi sicurezza nel numero e sicurezza nella stabilità del docente, è la base" per la programmazione scolasica. In questi anni, aggiunge Faraone, "purtroppo sono state costruite graduatorie per gli insegnanti con caratteristiche differente, per cui è nata una guerra tra persone che non dovrebbero essere in competizione tra loro".

Prima di tutto, quindi, "dobbiamo uniformare il modello di selezione dei docenti e riuscire a costruire le condizioni perchè ogni istituto possa applicare una sua flessibilità". C'è poi il tema della valutazione degli insegnanti, su cui "c'è poco da inventarsi- afferma Giannini- non dobbiamo concorrere a un premio per l'originalità, ma cerchiamo la soluzione per un mondo che merita di essere valorizzato e che da almeno 15-20 anni non lo è". Secondo il ministro, "valorizzare il lavoro dell'insegnante significa dare stipendi adeguati anche alle funzioni che ciascun insegnante svolge. E questo significa valutazione, premialità ma anche penalizzazioni: lo dico con molta serenità".

L'Invalsi, aggiunge Giannini, "è solo uno degli strumenti che serve a valutare la competenza degli studenti, ma non basta da sola. Perchè pensare di legare alla valutazione degli studenti quella della scuola o degli insegnanti, sarebbe un errore madornale". Ma le nuove linee guida della scuola riguardano anche la riforma del sostegno ("Si sta lavorando bene", afferma Faraone), l'insegnamento delle lingue straniere che sia "competitivo nel mondo" e l'aumento di ragazzi che fanno un'esperienza di stage in azienda durante l'anno scolastica.

"Oggi sono solo il 9%- sottolinea il ministro- ma vorremmo estenderlo a tutti. Per questo anche le aziende devono essere coinvolte e preparate", perchè al momento "meno dell'1% accoglie i ragazzi". Con il rettore dell'Alma Mater di Bologna, Ivano Dionigi, in prima fila, Giannini apre anche una parentesi sui test di Medicina che dal 2015 saranno aboliti. "Non credo sia lo strumento migliore per scegliere i migliori studenti- afferma il ministro, raccogliendo l'applauso della platea- io non metto in discussione il principio sacrosanto della programmazione dei medici sulla base delle esigenze della società. Metto in discussione il metodo". Invece dei test d'ingresso, Giannini pensa al modello francese dove gli studenti vengono valutati alla fine del primo anno e solo i migliori ("Quelli che hanno la vocazione") continuano. "Non credo che questo sia un modo per dare potere di scelta ai baroni, anzi", conclude il ministro. (agenzia  Dire)

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