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Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica

Scuola: referendum materne. Bene per Articolo 33, la maggioranza si divide

In autunno si chiederà ai Bolognesi di esprimere il proprio parere sui finanziamenti comunali alle materne primarie paritarie. Sì alla delibera da Pd-Pdl-Lega. Contrari grillini, astenuti Udc e Sel

E’ consultazione popolare sui finanziamenti comunali alle scuole materne primarie paritarie. In autunno il referendum chiederà ai Bolognesi di esprimere il proprio voto a riguardo: una decisione che ha richiesto ore di confronto (due anni in realtà, se si considera il sorgere effettivo della questione sull’istruzione), ma che alla fine ha visto prevalere le proposte di “Articolo 33”: “Questo referendum scatenerà forti discussioni in città e non mancheranno colpi bassi e banalità. Bisognerà prepararsi ad un autunno caldo ma la discussione farà bene a tutti” il commento del grillino Massimo Bugani.

IL QUESITO DEL REFERENDUM. Il quesito chiede ai BOLOGNESI «quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata» venga ritenuta «più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia». e le proposte sono: 1. Utilizzarle per le scuole comunali e statali 2. Utilizzarle per le scuole paritarie private.

LA MAGGIORANZA SI SPACCA IN CONSIGLIO. E proprio ieri in Consiglio Comunale la convenzione con le scuole materne paritarie ha spaccato la maggioranza e visto alleati Pd-Pdl-Lega Nord: Sel e Idv si sono infatti astenuti dal voto che entrava nello specifico della delibera (approvata) per l’utilizzo delle risorse comunali (oltre un milione e mezzo di euro per l’anno scolastico 2012-2013). “Il Consiglio comunale, ha approvato la delibera per la definizione del nuovo sistema delle convenzioni con le scuole d'infanzia paritarie  a gestione privata con la seguente votazione: 26 voti favorevoli (Sindaco, PD, Pdl, Lega nord e BO2016), 3 voti contrari (M5S) e 6 astenuti (Amelia per Bo, Lisei e Gattuso del Pdl). Della  delibera  è  stata  inoltre approvata l'immediata esecutività con la seguente  votazione:  32  voti favorevoli (Sindaco, PD, Amelia per Bo, Pdl, Lega nord e BO2016), 3 voti contrari (M5S”).

L’IRRITAZIONE DELLA CURIA DI BOLOGNA PER IL REFERENDUM.  “Perchè si irrita la Curia davanti alla raccolta firme per il referendum? Non ci avevate detto e ripetuto che le scuole paritarie private non c'entrano niente con la religione Cattolica? Non ci avevate detto che sono istituti laici? E allora perchè si irrita la Curia?. Questo il commento di Massimo Bugani alle parole di Monsignor Giovanni Silvagni che aveva detto: “Chi firma fa ideologia. Perché si discriminano le scuole private e non la sanità?”.

IL NO DEI GRILLINI. “E per favore, parlo a Donini e a chi la pensa come lui – PROSEGUE Bugani sui social - smettetela con questa ipocrisia ridicola secondo cui con un milione di risorse elargite alle scuole private si dà la sicurezza di un posto alla materna a 1736 bambini, mentre se si spostasse quel milione alle scuole comunali i soldi basterebbero per circa 150 bambini. Voi proprio non le considerate e non le vedete le rate che pagano i genitori mensilmente per mandare i propri figli in quelle scuole? La realtà è che la scuola privata fa sussidiarietà alla scuola pubblica e le famiglie (spesso loro malgrado) fanno sussidiarietà alla scuola privata. Ci congratuliamo con i garanti che si sono espressi nel rispetto della Costituzione e hanno mostrato competenza e attenzione”.

IL COMITATO ARTICOLO 33. “Siamo 400 cittadini di Bologna e abbiamo voluto costituire un comitato promotore – spiega il gruppo sul suo sito - il nostro scopo è raccogliere le firme necessarie a indire un referendum consultivo in materia di finanziamenti comunali alle scuole private paritarie e intendiamo usare gli strumenti della democrazia partecipativa che lo Statuto del Comune di Bologna mette a disposizione della cittadinanza. Sappiamo che nella nostra città esiste un’opinione pubblica laica e maggioritaria, contraria allo sperpero del denaro dell’Amministrazione in elargizioni alle scuole private paritarie. Da tempo, le forze politiche non prestano attenzione a quanto la cittadinanza chiede: usare tutte le risorse economiche del Comune per migliorare le scuole della Repubblica, presenti sul nostro territorio. Con sotterfugi legislativi (Legge 62/2000) e con capriole verbali, le forze politiche si sono allontanate dal chiaro dettato della nostra Costituzione laddove, all’articolo 33, chiaramente enuncia che: L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento; la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi; enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato; la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali, e’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale; le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Il grillino Marco Piazza commenta su Facebook subito dopo il Consiglio Comunale: “Oggi e’ stato presentato un testo con parecchie modifiche che andavano in molte delle direzioni da noi richieste. Tanto che abbiamo ritirato uno degli ODG collegati perché integralmente recepito. La delibera e’ passata con i voti dell’asse PD, PDL e LEGA sempre in perfetta sintonia su questi argomenti. SEL si e’ astenuta, IDV non era presente al momento del voto. I voti di PDL e LEGA sono quindi stati determinanti sia sulla delibera che sui nostri emendamenti e ODG collegati (tutti bocciati nonostante l’appoggio di SEL su molti di questi che con l’appoggio della minoranza avrebbero potuto passare).

QUELLO CHE I GRILLINI NON CAPISCONO SU PDL E LEGA. “Che PDL e LEGA siano d’accordo con la convenzione con le materne private e con i relativi finanziamenti pubblici fa parte del grande gioco della vita e della politica e lo posso anche capire”. Ma Marco Piazza elenca i punti su cui si nutrono forti dubbi:
1) PDL e LEGA non hanno proposto emendamenti o ODG collegati ne' in commissione ne' nei quartieri. Non essendo in maggioranza come SEL non hanno nemmeno un canale preferenziale con la giunta. La delibera non la ritenevano certo perfetta, eppure non hanno fatto niente per migliorarla.
2) Tutti gli interventi del PDL sono stati su quanto sia importante la convenzione, su quanto siano preziose le scuole private, su quanto convenga al comune questo finanziamento. Non sono mai entrati nel merito della nuova convenzione, ma sono sempre rimasti sul generale su questioni che nessuno stava contestando o mettendo in dubbio.
3) Ci può stare che PDL e LEGA non fossero d’accordo con alcuni dei nostri emendamenti ma c’erano due emendamenti il cui voto contrario da parte di una minoranza non riesco a capire:

LA DELIBERA. La delibera prevede che per i prossimi 4 anni, solo la giunta (in cui ne’ il M5S, ne’ PDL e LEGA sono rappresentati) potrà eventualmente ritoccare la convenzione. Noi chiedevamo che venisse coinvolto anche il consiglio comunale nelle revisioni annuali. PDL e LEGA hanno votato contro tagliandosi fuori da soli. Ora la convenzione e’ tutta nelle mani della maggioranza per 4 anni: evidentemente hanno molta più fiducia nella giunta di quanto dicano.
La delibera prevede ancora una volta un percorso partecipato cittadino come quello promesso nella precedente delibera che non si e’ fatto o come quello previsto nelle linee programmatiche di mandato che non si e’ fatto. Visto che non c’e’ 2 senza 3 noi chiedevamo che ci fosse l’impegno della giunta su tempi certi: far partire questo percorso partecipato a Settembre e terminarlo entro giugno 2013 per poterne tenere conto per l’anno 2013-2014. PDL e LEGA hanno votato contro anche a questo. Quindi se il percorso partecipato si farà sarà per merito della giunta PD, se non si farà la responsabilità sarà in gran parte di PDL e LEGA.
 

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