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Berlusconi, sentenza della Cassazione: è attesa del verdetto anche a Bologna

La nostra città non è esente dalle ripercussioni politiche che la sentenza potrà avere. Governo Letta e fase pre-congressuale dei Democratici sono direttamente influenzati dal pronunciamento di oggi. Bugani: "Si salverà con la complicità del PD"

Un processo lungo un decennio per l'ex presidente del Consiglio e oggi il verdetto: accusato del reato di frode fiscale nell’ambito, Silvio Berlusconi rischia una condanna di quattro anni di carcere e cinque (o tre?) di interdizione dai pubblici uffici per reato di frode fiscale. Avrebbe evaso 7,3 milioni di euro tra 2002 e 2003.

Il gruppo del Cavaliere avrebbe incassato fondi neri per 280 milioni di euro per la compravendita di diritti tv all’estero.

A Bologna si attende la sentenza, soprattutto in relazione al destino del Governo Letta che, a detta del Cavaliere, non rischia l'abbandono del PDL. Il PD nazionale, in attesa della sentenza, ha rinviato le decisioni pre-congressuali: domani il segretario Epifani è atteso a Bologna per la commemorazione della Strage del 2 agosto e potremo sentire dalla sua viva voce.

Il PDL felsineo ha lanciato una racolta firme per indire un referendum sulla "Giustizia giusta", mentre "Se verrà confermata la condanna ci sarà un pò di rumore" scirive il consigliere 5 Stelle Massimo Bugani "ma l'immunità lo salverà con la complicità del PD che manderà giù anche questa. La legge è uguale per tutti, ma è la sua applicazione che è diversa".

"Con la sentenza della Cassazione, scopriremo se in Italia si possa tornare a dire che la legge è uguale per tutti" è la versione del numero uno del PD cittadino Raffaele Donini "poi la Direzione del PD spero si riunisca per confermare che restiamo un Partito federale formato da elettori ed iscritti come dice il nostro art 1 dello Statuto, con un Segretario Nazionale eletto in modo aperto da iscritti ed elettori appunto. In bocca al lupo all'Italia ed al PD".

LA STORIA DEL PROCESSO. Giugno 2003. La notizia dell’inchiesta della procura di Milano. Indagano i procuratori Fabio de Pasquale e Alfredo Robledo. Luglio 2004. Insieme a Berlusconi sono indagati anche Marina e Piersilvio Berlusconi, Fedele Confalonieri presidente Mediaset, Giorgio Vanoni ex-responsabile settore estero, Candia Camaggi ex responsabile di Fininvest Service, Paolo del Bue, presidente di Arner Bank.Ottobre 2005. Salta la data dell’udienza preliminare perché i pm depositano la documentazione oltre i termini. Novembre 2005. Udienza preliminare. Maggio 2006. Il pm Fabio de Pasquale chiede il rinvio a giudizio per Berlusconi e altre 11 persone. Luglio 2006. Il Gup rinvia a giudizio Berlusconi e altre 11 persone. Novembre 2006 Inizio del processo. Gennaio 2007 Sono dichiarati prescritti i reati fino al 1999. Novembre 2007. Prescrizione per Berlusconi per reato di falso in bilancio, non prescitto per evasione fiscale. Settembre 2008. Il pm Fabio De Pasquale del tribunale di Milano solleva eccezione di costituzionalità del Lodo Alfano che stabilisce l’immunità del premier. Novembre 2009. Il processo si riapre. Rinviato per legittimo impedimento. Aprile 2010. Il processo si ferma. Secondo i giudici, la legge del 7 aprile 2010 sul legittimo impedimento continuativo per il premier doveva essere varata con iter costituzionale. Febbraio 2011. Rinviato ad aprile. Silvio Berlusconi viene dichiarato "contumace" per non essersi mai recato in aula. Aprile 2011 Berlusconi in aula. Giugno 2012 Il pm chiede la condanna di Silvio Berlusconi a 3 anni e 8 mesi. Settembre 2012 I legali chiedono l’assoluzione. Ottobre 2012 Berlusconi condannato in primo grado a 4 anni (di cui tre indultati) e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Berlusconi e altri indagati sono condannati al pagamento di 10 milioni di euro all’Agenzia delle entrate. Confalonieri assolto. Frank Agama condannato a tre anni, ma indultato. Gennaio 2013 Processo di appello. I giudici respingono la richiesta della difesa di rinviare il processo a dopo le elezioni. Febbraio 2013 I giudici accolgono il legittimo impedimento per Berlusconi. Marzo 2013 Il procuratore generale chiede la conferma delle condanne di primo grado. Berlusconi chiede legittimo impedimento. È assente perché affetto da uveite bilaterale. La visita fiscale al San Raffaele chiesta dal Tribunale stabilisce l'assenza di impedimento che però viene concesso il 16 marzo. 23 marzo 2013. Nuovo legittimo impedimento e rinvio al 20 aprile. Aprile 2013. Legittimo impedimento per l’elezione del Presidente della Repubblica. Maggio 2013. Il giudice d’appello conferma la condanna a quattro anni e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. 1 agosto 2013. La sentenza. 

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