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Castenaso, il sindaco Sermenghi contro tutti, non arretra di un passo: “Vado avanti”

Attaccato dalla minoranza che invoca la sua sfiducia, ma non ci sarebbe il numero legale per la sua decadenza

Foto FB

Attaccato dalla minoranza che invoca la sua sfiducia, il sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi non arretra di un passo. L’ex renziano della prima ora, dopo aver confermato di non aver rinnovato la tessera PD e dichiarato di non identificarsi più nel partito, ora è nel mirino della sua opposizione in consiglio comunale. I sei consiglieri di minoranza, esponenti del Gruppo Civico, del Movimento 5 Stelle e della lista Grandi sindaco, hanno presentato una mozione di sfiducia suoi nei confronti: una lunga lettera in cui chiedono ai sedici esponenti della maggioranza di far decadere Stefano Sermenghi, o dimettersi tutti dal PD.

'Continuo a stare dove mi hanno eletto e voluto i cittadini'

Ma la replica e la forte presa di posizione del primo cittadino di Castenaso non si è fatta di certo attendere: “Rivendico una linearità politica come forse mai nessuno ha avuto, non solo nel panorama bolognese ma anche in quello Italiano. E' bene fare delle precisazioni. Per quanto riguarda PrimaCastenaso, questa è la mia lista, è la lista di Stefano Sermenghi, prima degli interessi di parte,  degli interessi  personali e di quelli di partito. Trovo strano che nell'opposizione, il Gruppo Misto mi accusi di aver seguito il loro esempio, quando questo è composto da tre persone elette dai cittadini per un partito o movimento, che poi hanno deciso di abbandonare per stare comunque in consiglio attraverso un nuovo gruppo - incalza Sermenghi -  Io mi sono presentato con la mia lista, non riconosco più un partito ma continuo a stare dove mi hanno eletto e voluto i cittadini. Non me ne vado. Anzi, trovo strano che persone o movimenti dichiaratamente contro il PD fino all'altro ieri, oggi si ergano a paladini della difesa del Partito Democratico”.  E ancora. “Questo mi fa pensare che ci sia un interesse traversale a impedire la fusione tra Castenaso e Granarolo, perché a questo punto il nuovo Comune darebbe davvero fastidio a tanti. Poi, che leghino sempre il mio nome a quello dello fusione è l'ennesima prova che difendere i diritti dei cittadini dai poteri forti dà fastidio. Ma il mio annuncio è che io continuo lo stesso, vado avanti”.  

La maggioranza in consiglio comunale è composta da 16 consiglieri, quasi tutti esponenti del Pd, che nonostante le dichiarazioni e accuse del sindaco nei confronti del Partito, hanno comunque confermato la “volontà di proseguire con lui nei lavori” attraverso un comunicato stampa. Ad oggi però, l’opposizione chiede la convocazione di un consiglio comunale entro un mese per la sfiducia al sindaco, o l’uscita in massa della maggioranza dal Pd. Non solo, attraverso una lunga lettera indirizzata al presidente della Regione Bonaccini, l’opposizione affonda il colpo chiedendo un incontro per “spiegare i motivi per i quali chiedono l’interruzione dei processi di fusione”.

Insomma, frecciatine e colpi da tutti i lati per Sermenghi, ma che, come spesso ha abituato i suoi cittadini, alza lo scudo e procede dritto per la sua strada. Non solo, analizzando il regolamento comunale, sembra che la sfiducia del sindaco debba essere votata almeno dai due quinti dei consiglieri: essendo il consiglio composto da 16 persone, la mozione dovrebbe essere firmata, matematicamente, da 6,4 persone: quindi almeno da sette consiglieri. Il documento avanzato dall’opposizione ha, ad oggi, “solo” sei firme. Il clima politico a Castenaso è ormai incandescente, e non resta che attendere tutti gli sviluppi di una partita ... appena iniziata.

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